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Amministratori sotto tiro: intervista al sindaco di Torre Annunziata che fu tenuto in ostaggio da ‘o pastore’

13/05/2014 - in Amministratori sotto tiro

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A seguire la Puglia, la Sicilia, la Calabria e la Sardegna, nel Rapporto 2013 di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro”, è la Campania: con l’8% di casi censiti, pari a 28 atti intimidatori, si colloca al quinto posto, a livello nazionale per minacce ad amministratori pubblici.

La provincia con i dati più elevati è quella di Napoli in cui sono stati accertati 11 casi, seguita da quella di Salerno e di Benevento, rispettivamente con 7 e 4 episodi, e quelle di Avellino e Caserta entrambe con 3.

Un caso particolarmente inquietante si è verificato nella città di Torre Annunziata (Na) dove il Sindaco, Giosuè Starita, è stato tenuto ostaggio per mezz’ora da un uomo con una pistola in pugno. L’aggressore è stato identificato dalle forze dell’ordine in Antonio Uliano, figlio di Michele detto “o pastore”, autista storico di Gemma Donnarumma, la moglie del boss di camorra Valentino Gionta. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

04_intervista sindaco Torre Annunziata

Quante e che tipo di intimidazioni ha subito da quando è primo cittadino di Torre Annunziata?
Da quando sono stato eletto Sindaco ho ricevuto numerose minacce. La prima volta, nel 2008, quando la sede del Comune fu fatta oggetto di alcuni colpi di arma da fuoco. Un episodio simile si è verificato meno di un mese fa quando durante la notte ignoti hanno appiccato il fuoco davanti al portone di ingresso principale del Municipio ed a quello laterale. Numerose sono infine le lettere anonime con minacce di morte che mi hanno fatto recapitare da quando sono primo cittadino. Non sono episodi che mi stupiscono molto. La mia città è una zona della Campania molto nota per la forte influenza criminale, dove si vive una realtà difficile, quindi sapevo benissimo quello che avrei incontrato facendo il Sindaco; se non ne fossi stato cosciente o avessi voluto rinunciare sarei potuto restare a fare il mio lavoro di avvocato. Io, invece, ho voluto fare un passo in avanti perché desidero cambiare questa realtà, o almeno provarci.

Lei è stato anche tenuto in “ostaggio” dal pregiudicato Antonio Uliano. Potrebbe raccontarci l’episodio?
Nell’ottobre dello scorso anno, dopo aver fatto una lunghissima riunione mi sono recato in un bar del centro di Torre Annunziata, in corso Umberto, per prendermi qualcosa da bere. Ad un certo punto alle mie spalle è apparsa una persona che non avevo mai visto e che successivamente hanno identificato in Antonio Uliano, un pregiudicato torrese, figlio di Michele Uliano, noto autista della moglie del boss Valentino Gionta che, verosimilmente ubriaco, iniziò a farmi degli strani ragionamenti. In sostanza, mi diceva che dovevo smetterla di parlare della malavita, della camorra, del clan Gionta perchè lui ne faceva parte. Io ho provato a far finta di niente, a non ascoltarlo, ad allontanarmi fin quando mi ha puntato la pistola. Non mi era mai successo e istintivamente ho reagito cercando di calmarlo. Ma lui ha continuato a parlare a lungo, sempre con la pistola rivolta verso di me, proseguendo il suo ragionamento. Nel mentre, fortunatamente, alcuni passanti vedendo la scena, hanno subito allertato le forze dell’ordine che tempestivamente sono arrivate sul posto e lo hanno arrestato. Adesso è condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione.

A cosa riconduce questa minaccia e come ha reagito?
Io non mi sono mai tirato indietro nel dire un nome o nel parlare di un fatto e le sue parole si riferivano sicuramente ad alcune denunce che avevo esposto alle forze dell’ordine. Ho inoltre messo in atto alcune iniziative importanti sul territorio nel quale sicuramente la camorra può avere degli interessi. Quella di Torre Annunziata è una realtà complessa in cui dopo trent’anni continuano ad esserci le stesse persone che gestiscono gli affari, quindi episodi di questo tipo sono assolutamente normali. La mia reazione, passata la paura, è stata semplicemente di continuare a portare avanti i progetti e le iniziative già predisposte dalla nostra amministrazione perché questa è la prova che stiamo facendo del bene.

Lei concretamente cosa sta facendo per combattere la criminalità organizzata?
Sto cercando di favorire l’indipendenza della pubblica amministrazione, la trasparenza e l’imparzialità. È la battaglia che bisogna portare avanti in questi territori dove l’illegalità è pervasiva. Ma diciamo che la vera sfida è culturale. La cosa più importante e allo stesso tempo più difficile, è incidere sui meccanismi culturali, è parlare di certi temi, cambiare la mentalità della comunità, combattere i comportamenti delittuosi; fare in modo che non vi siano solo soggetti isolati che lo facciano, ma cercare di coinvolgere l’intera cittadinanza, in modo da creare un corto circuito, tirando fuori il lato positivo delle cose.

Giosuè Starita è nato il 21 agosto del 1963 a Torre del Greco, un paesino in provincia di Napoli. E’ laureato in Giurisprudenza. Dal 2005 al 2007 è stato Assessore del Comune Torre Annunziata (NA). Nel 2007 è stato eletto per la prima volta Sindaco di Torre Annunziata e rieletto al secondo mandato nel maggio del 2012.

intervista sindaco Torre Annunziata

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

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La trasparenza dei grandi Comuni: Napoli e Venezia sono le migliori in fatto di Enti controllati e Società partecipate. Catania la peggiore

09/04/2014 - in corruzione, Dialogo con l'ANAC

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Prosegue la nostra analisi sui rapporti che ’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha da poco pubblicato sulla trasparenza dei grandi Comuni nell’anno 2013. In particolare l’Anac ha valutato il  rispetto della Delibera Civit 71 del 2013 che fissa l’obbligo di pubblicazione nei siti istituzionali di alcune informazioni specifiche. L’obiettivo è raggiungere lo stato di”Amministrazione trasparente”.

Oggi analizziamo i dati dei report in merito alla trasparenza sugli Enti controllati – Società partecipate. Secondo l’art. 22 del d.lgs 33 del 2013, le PA sono tenute a pubblicare sul proprio sito tutte le informazioni sulle società che vi partecipano. Non devono solo rendere noto un mero elenco, ma anche fornire le seguenti informazioni dettagliate:

1) l’elenco delle società;
2) i dati relativi alla ragione sociale;
3) la misura della eventuale partecipazione dell’amministrazione;
4) la durata dell’impegno;
5) l’onere complessivo a qualsiasi titolo gravante sul bilancio dell’amministrazione;
6) il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo;
7) il trattamento economico complessivo di ciascuno di essi;
8) i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari;
9) i dati relativi agli incarichi di amministratore dell’ente;
10) il relativo trattamento economico complessivo.

Inoltre l’Autorità ha verificato che tali informazioni fossero:
11) aggiornate
12) in formato open data

Dalla Figura 3 si può osservare un buon livello di adempimento relativo a questa informazione: Napoli e Venezia sono i Comuni che hanno soddisfatto tutti i criteri individuati dalla Delibera Civit. In questo caso Catania risulta il Comune più inadempiente.

Schermata 2014-04-09 alle 10.54.28

La Figura 4 mostra che tutti i 15 Comuni hanno predisposto l’elenco delle società partecipate, indicandone la ragione sociale e la misura della eventuale partecipazione dell’amministrazione.

Schermata 2014-04-09 alle 10.55.15

Continuate a seguirci per sapere se le nostre città sono in regola o meno!

 


Roma, Palermo e Napoli: le città europee con i peggiori servizi pubblici

18/02/2014 - in dall'estero

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Roma, Palermo e Napoli hanno un triste primato: sono le città europee con i peggiori servizi pubblici. A stilare l’amara classifica l’Ufficio Studi della Confartigianato, che ha confrontato dati relativi al 2013 raccolti da Eurobarometro, Eurostat e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non è soltanto a causa delle tre metropoli del centro-sud se l’Italia, nel complesso, ottiene l’ultima posizione su 32 Paesi europei, a parimerito con la Grecia: città del nord come Verona, Bologna e Torino navigano a metà classifica, ben al di sotto delle aspettative.

I dati della Confartigianato incrociano due diverse linee: da una parte, il costo dei servizi che i comuni offrono ai cittadini; dall’altra, il grado di soddisfazione per le forniture erogate. Se la qualità dei servizi offerti dai comuni italiani è ritenuta molto scadente dagli abitanti di diverse città della Penisola, ancor più sconfortanti sono le indicazioni sulle variazioni di prezzo negli ultimi dieci anni: al netto dell’inflazione, in Italia il costo per il trasporto, la pulizia delle strade, la raccolta dei rifiuti è cresciuto del 49,2%. Come ha raccontato Sergio Rizzo sul Corriere della Sera i dati sui rincari delle tariffe e sugli scostamenti dal prezzo medio non sono uguali in tutta Italia: a Trento, ad esempio, il prezzo è più basso del 14,8% mentre a Cagliari e a Palermo sono più alte rispettivamente del 37,8% e del 17,3% rispetto alla media nazionale.

Sebbene l’indagine scatti una fotografia della realtà senza giungere a conclusioni, tra le molteplici cause dello scostamento tra i dati europei e quelli italiani si può facilmente scorgere anche l’incidenza della corruzione: tanto più un Paese o una regione ha alti livelli di corruzione, tanto più il costo dei servizi s’impenna e la qualità delle forniture diminuisce.

“Corruzione, sprechi e inefficienza si alimentano a vicenda, in un processo circolare, e producono le medesime conseguenze – si legge nell‘Altante della Corruzione” del prof. Vannucci, EGA Edizioni – Se le modalità di programmazione della domanda pubblica sono viziate dalla corruzione, non è difficile immaginare quali siano gli effetti sul tipo e sull’utilità dei servizi erogati”. Ecco quindi spiegata la relazione tra questi fenomeni.

FIRMARE CONTRO LA CORRUZIONE SIGNIFICA FIRMARE  PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI SERVIZI >>

 


Il Presidente Parlamento UE Martin Schulz: “Prendiamo esempio da Libera”

30/09/2013 - in dall'estero, Libera e Gruppo Abele

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Ci sono voluti poco meno di 7 mesi per… ripartire: la Città della Scienza di Napoli riapre i battenti dopo l’incendio doloso del 4 marzo 2013 che ne provocò la quasi totale distruzione. Ad oggi non si è riusciti a risalire ai responsabili.

A tagliare il nastro, in occasione della Notte dei Ricercatori del 27 Settembre, doveva esserci il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che per via della situazione politica tedesca non ha potuto presenziare. Il Presidente ha tuttavia garantito la sua partecipazione tramite un intenso videomessaggio.

“Che cosa c’è di meglio di un inizio così per combattere la criminalità organizzata attraverso la scienza, la ricerca, l’innovazione e la creatività?”

Le parole del Presidente dell’UE ricalcano la voce di Riparte il futuro nella denuncia dei costi della corruzione sullo sviluppo del Paese e nella previsione di uscirne insieme con un rinnovato sforzo di responsabilità e coraggio. Continua: “L’Europa ha bisogno di adottare molti degli ottimi esempi che provengono dall’Italia: prendere esempio dalla Legge contro le associazioni crimali, prendere esempio dalle associazioni come Libera oppure dai giornalisti come Giancarlo Siani”.

Schulz chiude il suo discorso sottolineando l’importanza di agire a livello europeo  per combattere la corruzione, specialmente sulle politiche contro il ricilaggio di denaro ispirandosi anche alle proposte italiane.

Auguriamo alla Città della Scienza di tornare a essere quell’esempio luminoso di speranza e futuro per il nostro Paese.

Leonardo Ferrante