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Anticorruzione e sanità – Opinion leader

22/07/2014 - in anticorruzione e sanità

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162251540-feac67e2-90ab-45aa-9f42-f977a5f55e7cA cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

Il Sunshine act sta costringendo le aziende farmaceutiche in USA (nota 1) a rivelare chi è al loro servizio, quanto viene pagato e quanto costano gli opinion leader che, per la loro credibilità e posizione accademica, guidano la ricerca o i pubblici uffici di controllo che producono autorizzazioni o linee guida. Devono anche rendere pubblici gli investimenti relativi ai corsi di formazione Ecm, l’insegnamento universitario e le riviste scientifiche (oltre alla stampa di divulgazione). Il sito ProPublica si occupa di divulgare i conflitti di interesse (nota 2).
E in Italia? Nonostante la legge attuale obblighi i ricercatori a dichiarare i conflitti di interesse ai loro superiori gerarchici (sia universitari sia ospedalieri), le dichiarazioni non sono rese pubbliche nei Curricula personali (come imposto nelle migliori università e nei migliori ospedali USA). Inoltre troppo spesso i conflitti di interesse vengono negati proprio dai capi gerarchici di riferimento e, visto l’esempio, dai loro sottoposti.
È molto importante che la gente acceda ai dati relativi ai soldi incassati dagli opinion leader in veste di consulenti e che conosca quanti ne incassino le strutture da loro dirette, nelle quali sono pagati da ditte commerciali medici, segretarie, perfino infermieri e di quanto quella struttura universitaria o ospedaliera incassi per viaggi, congressi, corsi di formazione. Essere trasparenti non significa rinunciare ai finanziamenti, ma rendere i pazienti consapevoli degli interessi economici in gioco e di cosa possa condizionare la prescrizione di un farmaco, una protesi, un presidio medico chirurgico. Per esempio, è indispensabile che le neo mamme sappiano che le ditte che producono latte artificiale pagano per accedere a un turno mensile in ogni neonatologia ospedaliera. Chi nasce a gennaio esce con Plasmon, a febbraio con Milupa, a marzo con Blemil ecc ecc. Il consiglio del neonatologo sul latte artificiale non è basato sulla qualità del prodotto ma sul turno pagato dalla ditta. Idem per la vitamina K. Alcuni primari fanno versare il contributo al proprio ospedale, altri preferiscono la ONLUS che hanno costituito ad hoc per sostenere l’attività di quella neonatologia. Conflitti di interessi nessuno?

Per approfondimenti:

1 Cosa accade in USA

2 ProPublica

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