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Quanto si parla di trasparenza in Parlamento? I dati di Openpolis

24/07/2014 - in Politico e digitale, trasparenza

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Openpolis

Fonte: Openblog

Nelle ultime settimane si è parlato tanto di trasparenza, specialmente dopo la Digital Venice Week (alla quale ha partecipato anche Riparte il futuro, aderendo alla campagna FOIA4Italy). Ma quanto se ne occupa il Parlamento? Guardando Ddl, mozioni, interrogazioni e ordini del giorno la risposta è “molto poco”.

Nell’era della politica in streaming, parlare di trasparenza è diventato di gran moda. Ma come sempre, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e diventa importante capire quanti passi avanti siano stati effettivamente fatti in questo campo.

Una delle iniziative promosse dalla Presidenza Italiana del Consiglio europeo è stata la recente “Digital Venice Week”, una settimana di incontri internazionali a Venezia sulle politiche digitali.

Al di la di proclami, promesse e slogan, abbiamo deciso di verificare quanto in Parlamento, Deputati e Senatori lavorino effettivamente per una politica e una pubblica amministrazione più trasparente.

La risposta è molto poco: fra Camera e Senato i Disegni di Legge presentati che riguardano la trasparenza e il diritto di accesso sono stati solamente 12, di cui solamente 1 diventato legge (Decreto per il Finanziamento Pubblico ai Partiti).

Leggi tutto l’articolo su Openblog


Di Maio (M5S) sul whistleblowing: “La corruzione è un problema culturale, ecco perché chi non è omertoso va tutelato”

17/07/2014 - in corruzione

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Ieri, durante il convegno “Whistleblowing e anticorruzione: proteggere chi denuncia” organizzato dall’onorevole Francesca Businarolo del Movimento 5 Stelle, è intervenuto anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Gli abbiamo chiesto a che punto sono i lavori verso la realizzazione della legge anticorruzione e perché è sempre più fondamentale. “La corruzione è frutto di politiche burocratiche di questi anni che non hanno fatto altro che rallentare l’esecuzione dei diritti dei cittadini” ha spiegato Di Maio “chi non è omertoso va tutelato: oggi invece chi è omertoso viene privilegiato. Chi non lo è diventa un bersaglio mobile”.


A che punto siamo con la riforma del 416ter – la rassegna stampa di #riparteilfuturo

27/03/2014 - in corruzione

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Articolo La Stampa“Qui sta il lavoro di una vita, la mia, perchè questa è l’unica strada per spezzare il legame con la mafia, in quanto chi accetta il vincolo lo fa per denaro, per un’altra utilità, ma anche mettendo se stesso a disposizione dei mafiosi”. Così il senatore Pd Giuseppe Lumia difende su La Repubblica (leggi l’articolo) il testo del 416ter approvato a maggioranza al Senato e attorno al quale si è accesa la discussione che nelle ultime ore ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari.

In particolare disaccordo con il nuovo testo della legge in contrasto al voto di scambio è Forza Italia, che ha presentato oltre 1.000 emendamenti allo scopo di rallentare il cammino della riforma. La campagna Riparte il Futuro ha chiesto vengano ritirati attraverso la petizione lampo #fatepresto che ha raccolto oltre 10.000 firme in circa 24 ore.

Su La Stampa (leggi l’articolo) di stamane si legge che “Francesco Paolo Sisto, di Forza Italia, è arciconvinto che il testo sia stato trasformato al Senato in «uno strumento liberticida». Così i deputati di Fi si sono iscritti in blocco a parlare. Il loro ostruzionismo è stato però arginato dal Pd grazie a un codicillo regolamentare: rinviato alla prossima settimana, il ddl “si potrà esaminare ad aprile, ma con tempi contingentati”.

Il M5S non ha comunque gradito la posticipazione, affermando che – anziché rimandare – l’Aula poteva continuare a lavorare sulla riforma. Intanto, il premier, Matteo Renzi, ha rassicurato sull’impegno del governo nei confronti dell’approvazione del 416ter e, come riporta L’Unità (leggi l’articolo), ha dichiarato che «Sul voto di scambio il Parlamento sta lavorando per trovare una formula migliore. L’impegno della maggioranza è che sarà approvata una legge il più velocemente possibile». Il premier lancia quasi un monito a Fi ma anche agli alleati: «Sarà un valore condiviso quando i partiti di maggioranza, ma anche di opposizione, saranno in grado di non utilizzare questi temi come temi di scontro, ma condivisione. Credo che ci arriveremo»”.

 


Chi sono i parlamentari contro la corruzione? E chi invece manca all’appello di Riparte il futuro?

26/04/2013 - in corruzione

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Chi sono i parlamentari impegnati contro la corruzione? E chi sono quelli che invece non hanno aderito?
290 su 945 tra senatori e deputati sono pronti a modificare la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso, mentre gli altri non rispondono alle nostre richieste.
Scopri chi c’è e chi manca sul grande wall di Riparte il futuro e firma la petizione: la lotta alla corruzione non può essere ignorata. Da essa dipende il nostro futuro politico, economico e sociale.

Parlamento contro la corruzione: scopri tutte le facce>>

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Caro capogruppo, come mai i parlamentari non sono interessati a combattere la corruzione?

26/04/2013 - in corruzione

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foto politici

Ogni momento che passa, mentre scorrono i 100 giorni utili per  la modifica della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso richiesta dalla campagna Riparte il futuro, è un’occasione persa.
È vero che la situazione politica in cui ci troviamo è molto incerta, ma è anche l’ora che ciascun parlamentare scelga le proprie battaglie dimostrando alla società civile che intende impegnarsi per il cambiamento.
Per questo motivo fatichiamo a capire come mai il numero dei parlamentari sostenitori di Riparte il futuro contro la corruzione cresca così lentamente.

Oltre a rivolgerci ai singoli parlamentari con email e appelli, Riparte il futuro ha scritto a tutti capigruppo dei diversi gruppi parlamentari per avere un riscontro.

“Il patto di Riparte il futuro – si legge nella lettera inviata sia via email che in forma cartacea – si fonda su una sfida positiva nei confronti di coloro che nelle istituzioni parlamentari lo sottoscrivono”.
Questo nuovo patto creato, che vuole sostituirsi idealmente a quello tra corrotti e corruttori, non può venire deluso.

Ancora: “Siamo convinti che la lotta alla corruzione sia una delle priorità nell’agenda politica, economica e sociale del nostro Paese e che ogni partito debba farsene carico. Per questo le chiediamo farsi portavoce delle istanze di Riparte il futuro presso gli altri membri del suo gruppo”.

La lettera si conclude con l’ennesimo appello: “Non possiamo più attendere: il contrasto alla corruzione va affrontato in via prioritaria per restituire un futuro al nostro Paese. È una responsabilità di tutti, al di là del colore politico di appartenenza”.

Mentre aspettiamo una risposta, farsi alcune domande diventa legittimo: come si spiega la mancata partecipazione di molti (circa il 70% del Parlamento)? Troppa incertezza politica? Disinteresse nei confronti della lotta alla corruzione? Si considerano più urgenti altri temi? Eppure anche i “saggi” convocati da Napolitano a più riprese hanno sottolineato come senza trasparenza e lotta all’illegalità non sia possibile alcuno sviluppo economico e sociale. Ed è vero che i numeri di Riparte il futuro parlano chiaro: oltre 180mila cittadini si aspettano un impegno concreto e la loro speranza non può essere vanificata.

Leonardo Ferrante

CONTROLLA CHI È UN BRACCIALETTO BIANCO CONTRO LA CORRUZIOEN E CHI NO >>

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Questi i Capigruppo a cui abbiamo spedito la lettera:

CAMERA
Pd: Roberto Speranza
Sel: Gennaro Migliore
Scelta Civica: Lorenzo Dellai
Movimento 5 Stelle: Roberta Lombardi
PDL: Renato Brunetta
Lega Nord e autonomie: Giancarlo Giorgetti
Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni
Misto – Centro democratico: Pino Pisicchio

SENATO
Pd: Luigi Zanda
Pdl: Renato Schifani
M5S: Vito Crimi
Scelta Civica: Mario Mauro
Lega Nord e Autonomie: Massimo Bitonci
Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) – PSI: Karl Zeller
Grandi Autonomie e Libertà: Mario Ferrara
Misto: Loredana De Petris

 

 


Il monito di Napolitano: “In Italia pesanti ombre di corruzione e di lassismo… È tempo di passare ai fatti”

24/04/2013 - in corruzione

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>>>ANSA/NAPOLITANO: GIURA E BACCHETTA I PARTITI

Lunedì 22 aprile è cominciato il secondo mandato di Giorgio Napolitano. Nel suo discorso di insediamento il Presidente della Repubblica ha pronunciato parole dure contro la corruzione che devasta il nostro Paese.
La tendenza al “lassismo”, come ha fatto notare Napolitano, ha portato a tanti nulla di fatto nel campo delle riforme e non può più essere tollerata. Specialemte nell’affrontare questo problema gravissimo, spesso travisato e trascurato, che agendo nell’ombra continua a sottrarre risorse preziose all’Italia.
La corruzione infatti è strettamente connessa alla mancata crescita economica: non si tratta (solo) di una “questione morale” di tipo accessorio, che possiamo continuare a rimandare per far fronte ad altre emergenze più vicine alla vita delle famiglie. La conseguenze della corruzione sono infatti causa indiretta dei principali problemi dell’Italia di oggi: della disoccupazione, della disfatta delle imprese, del carico sovrumano di burocrazia, dell’incapacità di innovazione, della morte della meritocrazia e della competitività sana, per citarne solo alcuni. In una parola la corruzione è responsabile della mancata crescita economica tanto quanto la crisi finanziaria.

Napolitano, spiegando i motivi che lo hanno indotto ad accettare questo ulteriore incarico, ha detto:
“A queste ragioni e a quelle più strettamente personali, legate all’ovvio dato dell’età, se ne sono infine sovrapposte altre, rappresentatemi – dopo l’esito nullo di cinque votazioni in quest’aula di Montecitorio, in un clima sempre più teso – dagli esponenti di un ampio arco di forze parlamentari e dalla quasi totalità dei Presidenti delle Regioni. Ed è vero che questi mi sono apparsi particolarmente sensibili alle incognite che possono percepirsi al livello delle istituzioni locali, maggiormente vicine ai cittadini, benché ora alle prese con pesanti ombre di corruzione e di lassismo“.

Da cittadini italiani, consapevoli dei danni della corruzione sulle nostre vite, conosciamo bene la vanità delle promesse mai mantenute. Per questo abbiamo pianificato la strategia della petizione online in moto tale da ottenere risultati tassativamente misurabili. In questo momento l’obiettivo è la modifica dell’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso che costituisce il primo passo per sbloccare una serie di riforme anticorruzione e adeguare la nostra normativa agli standard comunitari. Impegnati nell’impresa sono i 287 “braccialetti bianchi” alla Camera e al Senato che sono pronti a attuare la modifica entro 100 giorni dall’inizio della legislatura.

Giorgio Napolitano ha fatto anche riferimento a trasparenza e moralità, due cardini della lotta di Riparte il futuro. La campagna infatti incoraggia un rinnovamento delle coscienze e contemporanamente aspira al rinnovo degli strumenti tecnici (dagli open data alla messa in chiaro delle agende politiche e della spesa) perché ci sia più trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Nella fase della campagna elettorale Riparte il futuro ha chiesto a tutti i candidati di rendere note alcune importanti informazioni sul loro conto, come il CV, la situazione reddituale e la storia giudiziaria, e di pubblicarle sul sito a disposizione dei cittadini. Di recente due di questi punti sono diventati obbligatori in base alla riforma sul riordino della disciplina della trasparenza del 15 febbraio ( atto del governo Monti), segnando un altro successo per gli obiettivi della campagna. Ma siamo solo all’inizio.

Ecco che cosa ha condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento – ha sentenziato il Presidente della Repubblica – Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato”.

Il monito risulta ancora più chiaro in un altro punto del discorso: “Attenzione – avverte Napolitano – quest’ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell’amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme.”

Infine il Presidente riporta all’attenzione il lavoro dei saggi che, nella loro relazione, fanno chiaro riferimento alla modifica dell’articolo 416 ter chiesta da riparte il futuro. Nei giorni in cui erano impegnati nella stesura del documento, che diventerà un canovaccio importante per il lavoro del prossimo governo, ci eravamo recati a palazzo per la consegna delle migliaia di firme che continuano a aggiungersi sul sito.

E’ un discorso che – anche per ovvie ragioni di misura di questo mio messaggio – posso solo rinviare ai documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo scorso. Documenti di cui non si può negare – se non per gusto di polemica intellettuale – la serietà e concretezza. Anche perché essi hanno alle spalle elaborazioni sistematiche non solo delle istituzioni in cui operano i componenti dei due gruppi, ma anche di altre istituzioni e associazioni qualificate. Se poi si ritiene che molte delle indicazioni contenute in quei testi fossero già acquisite, vuol dire che è tempo di passare, in sede politica, ai fatti; se si nota che, specie in materia istituzionale, sono state lasciate aperte diverse opzioni su varii temi, vuol dire che è tempo di fare delle scelte conclusive. E si può, naturalmente, andare anche oltre, se si vuole, con il contributo di tutti.”

Mai come in questi giorni si è capito che passare ai fatti è imperativo categorico.

FIRMIAMO PER I FATTI>>

Laura Ghisellini


Al via le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica: tra le mani alzate quasi 300 braccialetti bianchi

18/04/2013 - in corruzione

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Sono appena iniziate le votazioni per nominare il nuovo Presidente della Repubblica italiana. Un’elezione cruciale da cui dipenderà la formazione del prossimo governo.
La situazione a Montecitorio è estremamente delicata, anche alla luce della proposta avanzata ieri sera dal PD, e approvata dalla maggioranza dei suoi componenti, che porta il nome di Franco Marini.
Nelle ore successive si sono moltiplicate le reazioni di assenso, per una nomina che risponde alla richiesta di larghe intese e di stabilità politica (ad esempio da parte di PDL e Lega Nord), e di dissenso per chi preferisce una figura che possa rispondere all’istanza di cambiamento (da parte di SEL e M5s).

Intanto i quasi 300 Braccialetti bianchi, i candidati che hanno aderito alla campagna Riparte il futuro contro la corruzione, alzano la mano mostrando il simbolo dell’impegno che hanno preso ormai da molto tempo (fin dalla fase di candidatura) e che intendono rispettare entro la scadenza del conto alla rovescia.
In foto alcuni deputati e senatori di SEL che hanno fatto sapere di votare per Stefano Rodotà, distaccandosi dalla linea del PD.

Ma solo alla conta dei voti si scoprirà chi davvero salirà al Quirinale per i prossimi 7 anni. Chissà che le sorprese non siano finite.

Qui tutti i parlamentari col braccialetto bianco in parlamento

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Cari saggi, nell’incertezza totale un punto d’accordo in Parlamento esiste già

08/04/2013 - in corruzione

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Lo scorso 5 aprile abbiamo recapitato ai 10 saggi nominati da Giorgio Napolitano una lettera importante. Si tratta di una richiesta molto chiara, in questo momento di grande incertezza, firmata dai quasi 170.000 cittadini che sostengono la petizione Riparte il futuro contro la corruzione.
Mentre si sta cercando una soluzione che metta d’accordo tutti (o nessuno) sui prossimi sviluppi politici della nostra zoppicante Repubblica, rischiamo di dimenticare che la società civile è già riuscita a mettere d’accordo il 30% del Parlamento su un tema comune. Un obiettivo significativo che i nostri politici non possono ignorare.
Con i 283 deputati e senatori che indossano il braccialetto bianco simbolo dell’impegno preso contro la corruzione, Riparte il futuro rappresenta un tema di accordo interpartitico. Una proposta di legge per modificare l’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico mafioso esiste già ed è supportata dai due presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, oltre agli altri parlamentari aderenti. Non c’è tempo da perdere: la lotta alla corruzione non può più aspettare.

Riportiamo alcuni stralci della lettera consegnata ai saggi. In attesa di una loro risposta continuiamo a firmare…

Caro…,

ci rivolgiamo a Lei, nel suo ruolo di membro delle Commissioni volute dal Presidente Napolitano e con la preghiera di essere cortesemente portavoce delle nostre istanze agli altri esperti, perché siamo convinti che la lotta alla corruzione sia una delle priorità nell’agenda politica, economica e sociale del nostro Paese. A ribadirlo sono stati quei 170 mila cittadini che – in poco più di due mesi – hanno aderito a Riparte il futuro, l’innovativa campagna digitale anticorruzione  promossa da Gruppo Abele e Libera.
Riparte il futuro ha offerto alla cittadinanza e al mondo della politica uno straordinario servizio nel corso delle ultime elezioni nazionali: 878 candidati di diverse forze politiche si sono presentati agli elettori in modo trasparente tramite il nostro portale; oggi la campagna è presente in Parlamento con 283 aderenti di diverso colore politico che si sono impegnati ad avviare una riforma chiave: la modifica dell’art. 416 ter del codice penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, potenziandone l’efficacia con l’aggiunta della voce “altra utilità”. [...] Ci appelliamo sia alla Commissione sui temi economico-sociali ed europei che alla Commissione sui temi istituzionali perché il problema della corruzione ha molteplici implicazioni: essa avvelena da un lato le relazioni di mercato, impedendo qualunque tipo di riforma economica efficace, e dall’altro inquina il processo democratico, delegittimando le istituzioni ed erodendo i legami e la coesione sociale. [...] Nostro fine è rendere la legislazione italiana in linea con gli standard comunitari. Le istituzioni europee, assieme agli organismi internazionali OCSE, ONU e GRECO, a più riprese domandano all’Italia quei necessari adeguamenti in termini di strategie di prevenzione e contrasto al fenomeno corruttivo.
Non possiamo più attendere: abbiamo attivato un conto alla rovescia che segna i giorni utili ad attuare la riforma richiesta da diverse migliaia di cittadini. I sostenitori della campagna Riparte il futuro si sono impegnati a operare nei primi 100 giorni di attività parlamentare. Il contrasto alla corruzione non deve essere né di destra né di sinistra: si tratta, piuttosto, di un tema da affrontare in via prioritaria per restituire un futuro al nostro Paese.
Crediamo che solamente mettendo alla porta corrotti e corruttori si possa affrontare la crisi economica presente, liberi di confrontarsi sugli approcci ma senza il vizio della perdita di risorse per causa corruttiva.
Ci appelliamo alle Commissioni di esperti per dar seguito all’impegno di tanti parlamentari di diverso orientamento politico, per dare una risposta ai cittadini, per restituire dignità all’Italia.


Carinelli, Di Stefano e Montevecchi del Movimento 5 Stelle: “Ci impegniamo contro la corruzione”

25/03/2013 - in corruzione

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Abbiamo incontrato alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno aderito in fase di candidatura alla campagna Riparte il futuro contro la corruzione: Paola Carinelli e Manlio Di Stefano (Camera) e Michela Montevecchi (Senato) sono tra i 276 parlamentari di tutti i partiti che si impegneranno a cambiare la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso entro i primi 100 giorni di legislatura. Si tratta del primo passo per combattere in maniera efficace, grazie a un accordo trasversale intergruppo, il fenomeno che soffoca le opportunità del nostro Paese. “I 60 milardi persi in corruzione sono una questione pubblica e non soltanto un fatto per gli esperti del settore [...] Ci impegneremo perché questa tematica si asempre più stringente nelle cosiddette stanze dei bottoni” dichiara Manlio Di Stefano.

I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno confermato che l’anticorruzione è tra le priorità della loro agenda politica e che cercheranno di far crescere il numero degli aderenti tra le fila del Movimento. Ad oggi sono 44 su 165 i deputati e senatori del M5S che indossano il braccialetto bianco di Riparte il futuro contro la corruzione,.

 


Laura Boldrini, Pietro Grasso: due braccialetti bianchi alla presidenza di Camera e Senato

17/03/2013 - in corruzione

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Oggi il Corriere della Sera pubblica a pagina 2 le foto di Laura Boldrini e Pietro Grasso al momento dell’elezione alla presidenza di Camera e Senato. Una nomina che dà inizio alla XVII legislatura della Repubblica italiana già definita ‘diversa’, ‘di rottura’, per molteplici motivi.
Uno tra questi è evidente nella fotografia del Corriere di oggi: i neo-presidenti indossano un braccialetto di colore bianco al polso. Boldrini al polso sinistro, Grasso al polso destro.  Di cosa si tratta?
È il simbolo dell’impegno che hanno preso entrambi contro la corruzione fin dai tempi della campagna elettorale, quando probabilmente non si aspettavano affatto di diventare seconda e terza carica dello Stato.
Alla vigilia delle elezioni Boldrini e Grasso facevano parte del gruppo di 878 i candidati, di tutti i partiti, che avevano sottoscritto le richieste della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, dimostrando trasparenza di fronte agli elettori e impegno contro la corruzione.
Qualora eletti, avrebbero lavorato per modificare l’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso entro i primi 100 giorni di legislatura. Un obiettivo chiave da cui far cominciare la lotta alla corruzione, da combattere questa volta con mezzi definitivi, con un accordo trasversale interpartitico e con il sostegno di centinaia di migliaia di cittadini firmatari di Riparte il futuro (ad oggi la petizione ha raggiunto le 162.000 firme).

Dopo le elezioni, ben 276  braccialetti bianchi sono diventati parlamentari e 2 di essi occupano ad oggi i vertici di Camera e Senato. Se la superstizione non fosse diametralmente opposta ai prinicipi della democrazia si potrebbe pensare che il braccialetto di Riparte il futuro porti fortuna.
Ma osservando le inquadrature e le foto da Montecitorio e Palazzo Madama, potremo notare in questi giorni tantissimi altri braccialetti bianchi ai polsi dei nostri parlamentari. Alcuni di loro, come Boldrini, lo indossano sul polso sinistro, altri, come Grasso,  su quello destro. Ma questo non significa niente. La lotta alla corruzione non ha nulla a che fare con la destra e la sinistra politicamente intese. Così come il suo simbolo, il braccialetto, non può essere considerato uno stendardo di uno o dell’altro partito. Indossarlo significa trasformare le parole in provvedimenti reali, trovando il necessario accordo su tutto l’arco parlamentare senza il quale il vero cambiamento non potrà attivarsi.
Solo uniti, cittadini e politici, possiamo sconfiggere il male che soffoca il nostro Paese da troppo tempo. Solo senza corruzione Riparte il futuro.
Firma anche tu, se ancora non l’hai fatto >>

Laura Ghisellini


Buon lavoro braccialetti bianchi!

15/03/2013 - in corruzione

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I 276 parlamentari che nei mesi scorsi hanno accettato di indossare il braccialetto bianco simbolo dell’impegno preso contro la corruzione si sono appena insediati nelle due aule del Parlamento: 73  al Senato e 203 alla Camera che corrispondono al 29,2% di tutto l’arco parlamentare.

Facce nuove, volti noti, donne, giovani e giovanissimi, di tutti i partiti, costituiscono un intergruppo trasversale spontaneo già d’accordo su un tema chiave per far partire la legislatura e soprattutto far ripartire il futuro dell’Italia. I 276 infatti, dopo aver dimostrato trasparenza in campagna elettorale pubblicando sul sito di Riparte il futuro il cv, il reddito e il patrimonio, la situazione giudiziaria e i conflitti di interesse, si apprestano a rispettare il quinto impegno preso con i 160.000 cittadini che hanno firmato e che contiuano a firmare la petizione: modificare entro i primi 100 giorni di legislatura la normativa sullo scambio elettorale politico-mafioso, primo passo per sradicare il sistema corruttivo italiano.

Auguriamo a tutti i deputati e i senatori col braccialetto bianco, e a tutti gli altri che si aggiungeranno al gruppo nel corso del prossimi giorni, un buon lavoro. Ne va del futuro dell’Italia, da troppo tempo soffocata dal peso di un male sistemico, travisato, trascurato e occultato.

FIRMA ADESSO PER SOSTENERE IL LAVORO DEI BRACCIALETTI BIANCHI E PERCHE’ IL LORO NUMERO AUMENTI >>


I parlamentari contro la corruzione: sono tanti (il 30%) ma non tutti. Perché?

07/03/2013 - in corruzione

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Sono 275 i neo-eletti che entreranno in Parlamento con al polso il braccialetto bianco di Riparte il futuro, simbolo dell’ impegno preso contro la corruzione di fronte ai 156.000 cittadini firmatari della petizione. Si tratta di una folta delegazione interpartitica che, incredibile a dirsi in questi giorni di disaccordo dilagante, ha un punto in comune chiaro e preciso: prendere da subito dei provvedimenti seri per arginare il fenomeno della corruzione che da troppo tempo frena la crescita economica del Paese, inquina Istituzioni e i rapporti sociali.
I cosiddetti Braccialetti bianchi hanno sottoscritto autonomamente già dalla fase della campagna elettorale 5 punti di trasparenza e impegno contro la corruzione. Questi non sono rimasti – e non dovranno rimanere – delle promesse formali attira-voti: costituiscono al contrario dei punti immediati e verificabili.
4 dei 5 impegni sono già stati messi in pratica: gli 878 candidati aderenti, tra cui i 275 che sono stati in seguito eletti, hanno publicato online curriculum vitae, reddito e patrimonio, eventuali conflitti di interesse e la situazione giudiziaria.
Adesso è il momento di rispettare il quinto punto: modificare entro i primi 100 giorni dall’inizio dell’attività parlamentare la legge che norma lo scambio elettorale politico-mafioso, uno dei temi chiave da cui partire per intraprendere una lotta davvero efficace contro il fenomeno corruttivo.

Avere il 30% dei parlamentari già d’accordo su questo è una conquista non da poco. Sia per gli obiettivi della campagna Riparte il futuro, sia in termini politici poiché – data la situazione di grande incertezza – l’anticorruzione può diventare un utile banco di prova per sperimentare l’operatività del nuovo Parlamento, comunque sia formato.
La lotta alla corruzione non può essere un tema di destra o di sinistra e non può essere strumentalizzata come stendardo di uno o dell’altro schieramento. Conveniamo tutti che si tratta di una questione di base, inappuntabile, imprescindibile, nella tutela della nostra democrazia.

E allora come mai, direte voi, i Braccialetti bianchi non sono 945 ovvero il totale di Camera e Senato? O ancora prima: come mai è necessaria una petizione per chiedere qualcosa che dovrebbe essere scontato (l’impegno contro la corruzione) come lo è in molti altri Paesi?
A questo proposito sarà nostra cura continuare a coinvolgere tutti gli altri parlamentari che al momento non hanno risposto alla prima fase della campagna. Per l’approvazione delle leggi ci vuole la maggioranza e Riparte il futuro si impegnerà a far sì che questo accada, rivolgendosi a tutte le forze politiche.

Perciò chiediamo a tutti i cittadini di continuare a diffondere e a firmare la petizione affinché questo già incredibile risultato diventi una conquista a 360 gradi. Anzi meno: basterebbe l’ampiezza dell’emiciclo.
FIRMA ORA >>