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Perché firmare – La corruzione spreca denaro pubblico e fa aumentare le bollette

15/04/2013 - in corruzione

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Il differenziale tra il prezzo finale di opere pubbliche e forniture corrotte e il loro valore di mercato è una voce che grava sui bilanci dello Stato. Di conseguenza l’extra-costo della corruzione viene addebitato ai cittadini e va a pesare, ad esempio, sulle bollette.
Ogni giorno i cittadini italiani onesti pagano il prezzo della corruzione, pur non essendo i diretti responsabili del fenomeno.

Riportiamo un esempio concreto citato dal Professor Alberto Vannucci nel suo libro Atlante della corruzione, che analizza i costi diretti e indiretti della corruzione sulle nostre vite:
Secondo gli inquirenti – racconta Vannucci – una tangente di 950mila euro pagata al sindaco di un comune dell’hinterland milanese sarebbe stata recuperata, tra l’altro, caricando sulle bollette del gas delle famiglie un extra-prezzo di 0,04 euro al metro cubo, pari al 17 per cento in più, che la società comunale distributrice versava all’impresa fornitrice. La prima rata della tangente, 372 mila euro, sarebbe stata mascherata come contratto di consulenza a una società intermediaria, di proprietà del sindaco.

Politici e funzionari corrotti tendono a loro volta a dirottare la spesa pubblica su settori e opere pubbliche che massimizzino le proprie aspettative di tangenti. Poco importa che queste opere siano improduttive o mal realizzate. Nel peggiore dei casi si arriva ad approvare leggi e regolamenti ritagliati su misura per gli interessi dei finanziatori occulti.

Nel caso delle linee ferroviarie ad alta velocità la forbice si è allargata a dismisura, fino a raggiungere in media – secondo i dati ufficiali forniti dalle Ferrovie dello Stato – 32milioni di euro al km a prezzi del 2006 per le tratte Firenze-Roma, Roma-Napoli e Torino-Novara, ben 45 milioni al km per le Novara-Milano, Milano-Bologna, Bologna- Firmnze, contro i 10 milioni al km della Francia e i 9 milioni al km della Spagna. Ma il bilancio “ufficiale”, che ci attribuisce un extra-costo del 300-400 per cento, va rivisto al rialzo, perché solo in Italia il dato ignora i costi per le infrastrutture.
Da “Atlante della corruzione” di Alberto Vannucci, Edizioni Gruppo Abele

Se non si agisce subito adeguando la normativa anticorruzione agli standard europei continueremo a accettare queste perdite disastrose, come una spada di Damocle a cui non possiamo sottrarci. Vincere si può, ma dobbiamo lottare uniti, senza distinzioni di partito.

FIRMA ORA  ‘RIPARTE IL FUTURO’ CONTRO LA CORRUZIONE >>


Perché firmare – La corruzione mette a rischio il lavoro e i lavoratori e influisce sulla disoccupazione

09/04/2013 - in corruzione

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La corruzione influisce sul mercato del lavoro ed è tra i fattori responsabili dell’aumento della disoccupazione, oggi arrivata a livelli record.

Alcuni studi associano con un buon margine di approssimazione l’impatto negativo della corruzione su diverse variabili economiche. Ad esempio, il peggioramento di un punto dell’indice di percezione della corruzione (calcolato annualmente da Transparency International) determina una riduzione annua del prodotto interno lordo pari allo 0,39 per cento; del reddito pro-capite pari allo 0,41 per cento.

Inoltre la corruzione danneggia l’immagine dell’Italia agli occhi degli investitori stranieri che non si fidano a mettere a frutto nel Sistema-Paese i propri capitali. Ciò sottrae opportunità a tutti coloro che nei nuovi business potrebbero trovare occupazione. I giovani, in particolare, risultano i più penalizzati.

A settembre 2012 Donatella Stasio lanciava l’avvertimento su Il Sole 24 Ore: “L’Italia non rialzerà la testa finché economia e politica rimarranno ostaggio di un sistema corruttivo inossidabile tanto quanto la mancanza della volontà concreta di aggredirlo.
[...] Per la Banca mondiale, un’efficace lotta alla corruzione produrrebbe un aumento del reddito superiore al 2,4%; le imprese crescerebbero del 3% annuo in più; la corruzione frena gli investimenti esteri perché rappresenta una tassa del 20%. Per Transparency international, ogni grado di aumento del livello della corruzione riduce del 16% gli investimenti stranieri diretti mentre un miglioramento negli indici pari a una deviazione standar (2,38 punti) è associato a un incremento degli investimenti di oltre 4 punti e determina un incremento di oltre mezzo punto del Pil pro-capite.”

Al tempo stesso, in un meccanismo illegale, anche la scelta del lavoratore non segue il merito e la competenza, quanto la logica corruttiva. Dal punto di vista delle imprese, la prospettiva di poter eludere i controlli con una mazzetta trasforma in una normale strategia d’impresa la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. Il rischio per la sicurezza si moltiplica in questo regime sciatto e illegale.

La ricerca svolta nel 2012 da Libera e Avviso Pubblico dimostra che c’è una correlazione molto forte tra il numero di morti bianche e l’entità di percezione della corruzione a livello regionale.

Non si tratta di allarmismo ma di presa di coscienza: finché non aggrediremo la corruzione alla radice i problemi economici dell’Italia e soprattutto quelli legati al settore lavoro non si risolveranno mai nella sostanza. Si troveranno delle soluzioni superficiali ma le fondamenta rimarranno compromesse.

Firma subito la petizione di “Riparte il futuro” perché la lotta alla corruzione sia una priorità dell’agenda politica italiana >>

 


Perché firmare – La corruzione contraddice il principio di uguaglianza dei cittadini

12/03/2013 - in corruzione

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La corruzione si pone in antitesi con tutti i valori che fondano la liberal-democrazia. Infatti lede il principio di uguaglianza secondo cui tutti sono uguali davanti alla legge. Citando l’art.3 della Costituzione
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta’ e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Chi ha maggiori risorse da spendere in tangenti pesa di più nelle scelte pubbliche e può godere di una considerazione privilegiata nelle decisioni dei funzionari pubblici. In un sistema ad alta densità di corruzione non può esservi uguaglianza nel diritto dei cittadini ad accedere ai benefici che derivano dall’azione dello stato. Al contrario, regnano l’arbitrio e l’imprevedibilità. Non ci sono diritti garantiti dalle regole impersonali dello stato di diritto, ma solo privilegi e rendite acquistati in contanti dai corruttori. L’esercizio dell’autorità pubblica si trasforma in mercato.

Da “Atlante della corruzione” di Alberto Vannucci, Edizioni Gruppo Abele


Perché firmare – La corruzione distrugge la competitività delle imprese sane

08/03/2013 - in corruzione

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Solo gli imprenditori che portano in dote l’amicizia, la disponibilità a pagare, la confidenza con politici e funzionari restano nel gioco delle relazioni di mercato. Gli altri “sono fuori”.
In alcuni casi tale rapporto privilegiato può dipendere da precedenti transazioni di tangenti, andate a buon fine con reciproca soddisfazione. Ma alla fine le reti della corruzione, che si alimentano di questi legami di fiducia, definiscono sempre più rigidamente quali relazioni e quali interlocutori siano ammissibili nel circuito degli affari. Gli altri sono esclusi o restano ai margini.

Corruzione diffusa e incerta applicazione del diritto possono trasformare l’illecito in scelta vincente sotto il profilo competitivo. Se questo accade, la vera concorrenza si realizza su un terreno parallelo, quello dell’illegalità. Il mercato inquinato dalla corruzione, per questa via, premia chi è meno propenso al rispetto delle leggi, esalta l’abilità nel maneggiare tangenti.

Una corruzione dilagante, messa in opera da funzionari inetti, frena la competitività delle imprese, accresce i costi e la fatica per interagire con funzionari impegnati a procacciarsi tangenti piuttosto che operativi nell’esercizio della loro professione. Gli imprenditori trascorrono più tempo a negoziare negli uffici, togliendolo alla direzione delle loro aziende. Non sorprende che vi sia un legame robusto tra i tempi e il numero di procedure richiesti alle imprese nel loro ciclo di affari – stimato dalla World Bank – e i livelli di corruzione percepita.[Vedi grafico in cui si rileva come nei Paesi dell'UE a un maggior numero di procedure corrisponde un aumento di corruzione percepita]

Se le Nazioni Unite hanno stimato che il 37 per cento del tempo dedicato alla gestione delle imprese sia trascorso trattando con funzionari governativi, il caso italiano spicca nel panorama europeo proprio per densità e vischiosità delle procedure, oltre che per i livelli di corruzione percepita.

La corruzione innesca un meccanismo fallimentare a catena che distrugge la crescita economica del Paese, le opportunità di lavoro, la competitività, la valorizzazione del merito e del talento specialmente per i giovani. Firma anche tu per unirti alla più grande mobilitazione contro la corruzione mai organizzata in Italia –> Riparte il futuro

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Da “Atlante della corruzione” di Alberto Vannucci, Edizioni Gruppo Abele


Perché firmare – La corruzione demolisce la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni

05/03/2013 - in corruzione

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E’ stata dimostrato che bassi livelli di corruzione corrispondono alla presenza e al radicamento nel tempo di istituzioni democratiche, stato di diritto, libertà politiche e civili (Dal grafico: nei Paesi dell’UE la fiducia verso il proprio governo aumenta dove è più bassa la corruzione percepita).

Ne consegue che favorire lo sviluppo di istituzioni democratiche, rafforzando la partecipazione, è una strategia naturale di contrasto della corruzione.

Un sistema democratico ad alta densità di corruzione intacca alla radice il vincolo di fiducia che lega i cittadini alle istituzioni rappresentative e le legittima. La corruzione non scava soltanto voragini nei bilanci pubblici, ma erode dall’interno le istituzioni e produce un deficit di democrazia.
Per questo la corruzione che si manifesta nei sistemi democratici è, se possibile, ancora più insidiosa di quella che si realizza in altri regimi.

Firma anche tu per unirti alla più grande mobilitazione contro la corruzione mai organizzata in Italia –> Riparte il futuro

corruzione-fiduciaDa “Atlante della corruzione” di Alberto Vannucci, Edizioni Gruppo Abele