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Il piano di monitoraggio finanziario “Capaci”: 200 grandi opere controllate mediante sistemi informatici

31/07/2014 - in corruzione, Politico e digitale, trasparenza

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capaci_logoSentendo la parola “Capaci” a ciascuno di noi torna in mente la strage in cui persero la vita il giudice Falcone, sua moglie Morvillo e i tre agenti della scorta Schifani, Dicillo e Montinaro. Ma da oggi questa parola è anche l’anagramma di “Creating Automated Procedures Against Criminal Infiltration of public contracts”, cioè il sistema di monitoraggio istiuzionale introdotto dal decreto di riforma della Pubblica Amministrazione di giugno  che mira a mappare i flussi finanziari relativi a circa 200 grandi opere pubbliche del Paese.

La scelta del nome è forse un modo per sottolineare come oggi la lotta alle infiltrazioni criminali passi anche per procedure automatiche che si fondano sull’elaborazione dei dati, in grado di ridurre il rischio umano. Questo nuovo sistema, infatti, monitorando e tracciando i flussi finanziari, intrecciando in maniera complessa vari database, dovrebbe automaticamente restituire segnali di allarme e bandiere rosse quando risultano informazioni non coerenti. Un meccanismo che probabilmente,negli intenti di chi l’ha organizzato, mira a evitare parzialmente il rischio che corre colui che indaga su corruzione, crimine organizzato, mafie. La storia conta tanti esempi di uomini che hanno pagato questo rischio a caro prezzo, tra cui lo stesso giudice Falcone.

Sicuramente non sarà mai possibile sostituire la valutazione umana, per la famosa norma secondo la quale “fatta la legge, trovato l’inganno”. Sarà comunque necessario metterci la testa, le migliori competenze, e un certo rischio. Ma sicuramente l’analisi dei “big data”, per dirla all’americana (Obama ha vinto una campagna elettorale introducendo questi temi), può essere molto utile: quella della digitalizzazione è una frontiera ancora tutta da esplorare, in Italia. Non possiamo che agurarci una crescita esponenziale di queste esperienze, e soprattutto che diventino la norma, non solo sperimentazioni parziali.

Il sistema è stato messo a punto da Consorzio Cbi e Abi e presto diventerà obbligatorio per tutti i soggetti coinvolti, su richiesta del Ministero dell’Interno e di altri soggetti istituzionali quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento per la Programmazione ed il Coordinamento della Politica Economica (DIPE), il Ministero Economia e Finanze, il Dipartimento del Tesoro, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Comitato di Sorveglianza Grandi Opere, e la Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

Leonardo Ferrante