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Troppi scandali, l’Europa del calcio critica “il dinosauro” Blatter e c’è chi paragona la Fifa a una famiglia di mafiosi

12/06/2014 - in corruzione

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JOSEPH BLATTERSono appena iniziati i mondiali Brasil 2014 che si preannunciano tra i più controversi della storia, soprattutto in casa Fifa. La vicenda legata all’assegnazione di Quatar 2022, sembra infatti aver dato vita a un acceso dibattito all’interno della federcalcio internazionale, in particolare sulla figura del suo attuale presidente: Josepp Blatter, detto Sepp. Il numero uno del calcio mondiale, nei giorni scorsi, aveva risposto alle critiche piovute sulla sua federazione parlando di “razzismo” e di attacchi metodici tesi a indebolirla. “Non vogliono distruggere il gioco ma l’istituzione – ha dichiarato -, perché la nostra istituzione è troppo forte. Ma la Fifa è talmente forte che non la potranno distruggere”. Dichiarazioni che forse dirette alla stampa inglese, che più duramente lo ha criticato.

La cosa non sembra essere piaciuta in particolar modo alla Football Association, la federazione calcistica d’oltremanica, che si è fatta sentire attraverso il suo presidente Greg Dyke. “Molti membri della Uefa non sono contenti della gestione di Blatter – ha detto Dyke -. Se guardiamo alla reputazione della Fifa negli ultimi otto anni ci accorgiamo che la gente lo associa a tangenti e corruzione. Per questo penso debba farsi da parte”. Gli fa eco il numero uno della Federazione Olandese Michael Van Praag, secondo cui “quando la gente pensa alla Fifa pensa alle tangenti, agli amici degli amici, alla corruzione e via discorrendo. Si, Blatter sta guidando un processo riformatore, è vero, ma sta cercando di fare riforme su un sistema sviluppatosi sotto la sua presidenza. Io sono fisso su Twitter quindi so cosa pensa la gente. Gli ho detto, vai su hashtag #Blatter o #Fifa o #Fifamafia e leggiti il pensiero di milioni di persone a cui non piace quello che fa la Fifa e ne hanno un’immagine diversa dalla tua”.

Assolutamente contrario alla ricandidatura alla presidenza di Josepp Blatter è anche Lord David Triesman, ex presidente della Federazione inglese, che per anni ha avuto a che fare con la Fifa. “Ho paura che la Fifa sia guidata come una famiglia di mafiosi con una lunga tradizione di bustarelle, tangenti, e corruzione – ha dichiarato – penso che Don Corleone avrebbe riconosciuto e amato queste tattiche. Metà del comitato esecutivo che ha votato per l’ultima Coppa del Mondo deve andare a casa. La corruzione è stata fondata in un sistema e sostenuta dall’assenza di indagini dove la maggior parte degli accusati non è stata indagata. Decine di lavoratori immigrati morti nei lavori di costruzione degli stadi in Qatar sono stati ignorati”.

Contro Blatter ci è andato giù duro anche l’Economist: “C’è qualcuno sulla terra che pensa che l’idea di assegnare i mondiali a una zona araba in piena estate sia stata una buona idea? Perché il football è ancora dietro agli altri sport come rugby, cricket e tennis nell’utilizzo della tecnologia in merito alle decisioni arbitrali? E perché il più grande gioco del mondo è gestito da un tale gruppo di mediocri, Sepp Blatter in testa, fin dal 1998? In qualsiasi altra organizzazione, gli scandali finanziari senza fine avrebbero azzerato il management. Ma più che altro, proprio lui sembra disperatamente fuori epoca; dai commenti maschilisti sulle donne all’interruzione del minuto di silenzio per Nelson Mandela dopo solamente 11 secondi, il 78enne boss è il genere di dinosauro che mantiene una gestione da anni ’70. Ne rincuora che i tentativi di fermare il Sig. Blatter siano condotti da Michel Platini, una volta un centrocampista meraviglioso, oggi dirigente che ha sostenuto la candidatura del Qatar. Molti fans di calcio sono indifferenti a tutto questo. A loro interessa il bel gioco, non i vecchi abiti stanchi che lo gestiscono. Ma sbagliano a pensare che non ci sia un prezzo e salato per tutto ciò. Corruzione e compiacenza dei vertici rendono sterile la lotta agli imbrogli sul campo”.


Corruzione Fifa: Beckenbauer finisce nel mirino e anche gli sponsor, da Coca Cola a Adidas, si dicono preoccupati

10/06/2014 - in corruzione

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world cup quatarEmergono nuovi particolari dai documenti pubblicati dal Sunday Times in merito allo scandalo che sta coinvolgendo la Fifa e l’assegnazione dei mondiali di calcio in Quatar nel 2022. Alla base dell’accordo che il funzionario della Federazione calcistica internazionale del Quatar, Mohammed Bin Hammam, avrebbe concluso nel 2012 con Worawi Makudi, presidente della federcalcio thailandese, ci sarebbe una fornitura da 2 milioni di tonnellate di gas liquefatto con tariffa agevolata da parte della Quatargas nei confronti della PTT, la compagnia energetica tailandese, sponsor della Federazione calcistica di Bangkok. A conferma della tesi del Sunday Times ci sarebbero numerose email (svelate nei giorni scorsi dalla BBC) tra Bin Hammam e la federcalcio tailandese che dimostrano l’accordo: contratti in cambio del voto a favore di Quatar 2022 da parte di Makudi.

Nell’occhio di questo ciclone è finito anche l’ex campione tedesco e presidente onorario del Bayern Monaco, Franz Beckenbauer. Sempre secondo i documenti in possesso del Sunday Times, l’ex-funzionario della Fifa si sarebbe recato a Doha qualche mese prima del voto per l’assegnazione per far visita proprio a Ben Hammam. I contatti tra il tedesco e l’ex-vicepresidente Fifa sarebbero proseguiti anche nei mesi successivi al voto, nei quali Beckenbauer sarebbe tornato in Quatar in compagnia questa volta del presidente della E.r. Capital Holding, società attiva nel trasporto di gas e petrolio che lo aveva assunto come consulente. Beckenbauer, interpellato dal Sunday Times, non ha rilasciato nessun commento e si è rifiutato di collaborare all’indagine interna prodotta dalla stessa Fifa, rivendicando il suo allontanamento dalla federazione poco tempo dopo l’assegnazione dei mondiali in Quatar e precisando di voler mantenere segreto il proprio voto.

Intanto la Fifa si trova a fare i conti con i primi malumori, specialmente da parte degli sponsor. La BBC rivela che la Sony ha chiesto alla Federcalcio internazionale un’ indagine appropriata, mentre la Coca Cola ha dichiarato che “Tutto quello che va a penalizzare la mission e i principi della Coppa del Mondo è per noi un serio motivo di preoccupazione”. Adidas, che con la Fifa ha un contratto fino al 2030, ha fatto sapere che “Il tenore negativo del dibattito attorno alla Fifa non è positivo per il calcio, per la federazione e per i suoi partner”. Seguono Visa e Hyundai/Kia che, con toni più moderati, ha detto: “”Siamo fiduciosi che la federazione stia considerando con la dovuta serietà queste accuse e che l’ufficio investigativo del Comitato etico condurrà un’inchiesta approfondita”. L’unico main-sponsor a non aver rilasciato dichiarazioni sul cosiddetto “Quatargate” è stata, non a caso, Fly Emirates. Naturalmente la compagnia aerea ha un forte interesse nel vedere i mondiali di calcio giocati nel proprio territorio.