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C’è chi dice NO! Intervista a Raphael Rossi

15/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Nell’autunno 2007 Raphael Rossi sedeva nel consiglio di amministrazione di Amiat, azienda del comune di Torino che gestisce lo smaltimento dei rifiuti. Hanno provato a corromperlo, e lui ha detto NO!  Opponendosi all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accaduto alla Procura della Repubblica, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto, così ordinario e rivoluzionario, ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

Raphael non si è limitato a dire di no. Dopo la denuncia, nonostante l’isolamento iniziale, si è rivolto alla trasmissione “Report”, che gli ha dato la visibilità necessaria affinché l’opinione pubblica lo sostenesse. Successivamente si è sbloccata l’empasse giudiziaria, che ha finalmente portato a processo, con condanna in primo grado, i responsabili della vicenda. Pur essendo stato l’unico rimosso dal consiglio di amministrazione al momento del rinnovo, nel 2010 Raphael ha continuato il suo mestiere in altre società pubbliche; prima a Napoli, poi a Reggio Calabria, e oggi a Parma, che, unico comune in Italia, ha attuato la tariffa puntuale, che prevede la tassa dei rifiuti non in base alla superficie della propria abitazione bensì alla quantità di rifiuti prodotta.

Ieri mattina Raphael è salito in Certosa per raccontare la sua storia ai ragazzi che partecipano alla Scuola estiva del Gruppo Abele, incentrata sui temi della lotta alla corruzione. L’ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, ha raccontato di come , insieme ad altri volontari, ha creato l’associazione e lo sportello SOS anticorruzione. “Nel mio caso la correttezza ha pagato – ha detto nel suo intervento – io sono stato premiato. Ma sono stato sostenuto da tutti. C’è bisogno di rete e di protezione perché chi si trova in questa posizione hanno bisogno di competenze, di essere sostenute.”

I ragazzi ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande:

“C’è chi dice NO” è il libro che racconta la tua esperienza. Il primo capitolo si intitola “Impegno civico e disimpegno cinico”. Cosa significa?

Il tema centrale è quello dell’impegno civico all’interno della nostra società, che vuol dire prendersi cura dei beni comuni anche se, per quanto sia nell’interesse di tutti, molto spesso vengono inutilizzati o sprecati a danno della collettività. La raccolta differenziata, ad esempio, può fare davvero la differenza.

La legalità conviene? E quanto costa?

La legalità conviene collettivamente, infatti si vive meglio dove è più presente. Il costo deriva dalla difficoltà nel difendere tale condizione a vantaggio del singolo, tuttavia una maggiore legalità porta a una minore disuguaglianza sociale ed è correlata a vari fattori quali, ad esempio, la cultura.

Lev Tolstoj disse: “se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono far lo stesso”. Cosa ne pensi?

Credo che gli onesti siano la maggioranza delle persone, perciò non bisognerebbe giudicare solo sulla base degli episodi di corruzione. Nonostante i media ne privilegino la diffusione, andrebbero sottolineati e fatti conoscere gli episodi positivi. Io mi sento di restituire tanto di quello che ho ricevuto, mi sento di impegnare del tempo a raccontare la mia storia, proprio perché questo esempio positivo possa replicarsi.

Cosa ti è mancato nel momento in cui hai denunciato? Cosa consiglieresti ai futuri “signori Rossi”?

A me è mancata la collaborazione da parte delle istituzioni. I futuri “signori Rossi”, a differenza di me, si troveranno sicuramente in un contesto più sensibile e pronto, grazie, oltre che allo sportello anticorruzione, ad associazioni come Libera e il Gruppo Abele.
Pur essendo migliorata la situazione, la strada è ancora in salita.

Avigliana (TO), 14/07/2014,

Enrico (19 anni – Collegno, TO)

Costanza (19 anni – Chiavari, GE)

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Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: è possibile mettere insieme gli onesti?

15/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Nonostante le cattive previsioni meteorologiche, alla Certosa del Gruppo Abele splende il sole e Il secondo giorno della scuola estiva incentrata sui temi della lotta alla corruzione comincia bene. Leonardo Ferrante, referente scientifico della campagna Riparte il futuro, prosegue con la seconda lezione in cui si affrontano argomenti più tecnici: come si è evoluto storicamente il fenomeno della corruzione fino alla Legge 190 del 2012, che per la prima volta introduce il concetto di “prevenzione” della corruzione, e al decreto legislativo 33 del 2013, che riguarda proprio la trasparenza delle amministrazioni pubbliche?
Il cittadino ha diritto a un’amministrazione trasparente, all’accesso alle informazioni, ha il diritto di sapere e di comprendere come viene amministrato il luogo in cui vive, chi sono le persone che lo amministrano e quanto vengono pagate per farlo.

Nella prima parte della mattinata si è anche anticipato il tema del “whistleblower” ovvero colui che denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità delle attività illecite di cui è stato testimone all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda. È stata introdotta così la presenza di un prferssore d’eccezione: Raphael Rossi. Ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, Raphael ha denunciato un episodio di corruzione all’interno dell’azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Comune, opponendosi alla macchina del potere.

Certo che chi fa un errore deve essere chiamato a risponderne, e Raphael non si è fermato di fronte alle difficoltà. Ha attraversato un percorso burrascoso durato anni, di cui però lui parla con il sorriso, con la fermezza di chi sa di aver fatto la cosa giusta e non è stato lasciato solo. Più di 40.000 cittadini hanno chiesto al Comune di Torino di costituirsi parte civile nel processo e tante associazioni e volontari lo hanno sostenuto. Ma dire di no non basta e Raphael ha creato un’associazione, i Signori Rossi, e uno sportello SOS Corruzione, perché il suo esempio possa replicarsi.

Nel pomeriggio i ragazzi sono stati impegnati in un gioco di ruolo su una città immaginaria, condotto da Mauro Maggi del Gruppo Abele. Vestendo i panni chi del sindaco, chi dell’imprenditore, del commerciante o del cittadino, sperimentano le difficoltà di amministrare un comune, ma anche di essere cittadini responsabili e partecipi alla vita del proprio territorio. Dopo cena l’ultimo incontro della giornata, con Roberto Montà, sindaco di Grugliasco (TO) e presidente di Avviso Pubblico, la rete di amministratori e amministrazioni locali contro le mafie.

Avviso Pubblico nasce più di 18 anni fa per mettere in rete chi amministra le nostre comunità locali secondo principi di trasparenza, onestà e legalità. Cose che dovrebbero essere scontate, ma che purtroppo sappiamo venire spesso disattese nella pratica. Montà mette in guardia rispetto al calo della partecipazione elettorale, e alla parallela capacità di controllo sul territorio da parte delle organizzazioni mafiose. La sfida? Ricostruire le comunità locali, rappresentando tutti i cittadini e non solo alcuni; riuscire a portare a votare la gente “normale”, e non solo i professionisti del procacciamento di voti (a prescindere dal fatto che tale attività sia fatta o meno in buona fede).

Ieri la Scuola si è aperta con una domanda: “È possibile mettere insieme gli onesti?” La risposta dopo il secondo giorno è senza dubbio: SI!

Giulia Bartolini e Stefano Busi


Segnalare la corruzione: dallo sportello civico digitale alla normativa sul whistleblowing

12/05/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Denunciare la corruzione dovrebbe essere per il funzionario pubblico un atto dovuto che gli fa onore, e non, come purtroppo accade, un atto di coraggio che gli può causare ritorsioni sul posto di lavoro.
Nei paesi anglosassoni è stato da lungo tempo introdotto il “whistleblowing”  (da“whistle” che significa “fischietto”) in base al quale chi, nel ruolo delle sue funzioni lavorative, assiste a comportamenti illeciti e li denuncia è protetto dalla Stato da qualunque ripercussione. In alcune legislazioni (come quella statunitense) il whistleblower è persino premiato con un riconoscimento economico anche importante.

Nel nostro paese la legge 190/2012 per la prima volta introduce questa figura, ma c’è un unico articolo che spiega in che modo procedere e quali sono le garanzie per chi denuncia. A questa insufficienza normativa (che segnaliamo anche nella nostra agenda) possono rispondere le Regioni o i singoli enti di Pubblica amministrazione, creando dei sistemi integrati veramente tutelanti e che facilitino la denuncia.

Si tratta di un punto importantissimo per la lotta alla corruzione che abbiamo messo tra le priorità della nuova petizione rivolta ai candidati alle Elezioni di maggio 2014. A sostenere questa battaglia, oltre a 100.000 cittadini che hanno firmato, ci sono anche i Signori Rossi, il movimento fondato dall’ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, Raphael Rossi, che alcuni anni fa ha denunciato pubblicamente la corruzione.

Grazie a una coprogettazione con il Dipartimento di Management e con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino i Signori Rossi stanno lanciando a questo proposito un nuovo sito che si chiamerà SoS corruzione per segnalare abusi ed episodi di corruzione, per spiegare ai cittadini quale sia il corretto comportamento da tenere in situazioni a rischio, per sensibilizzare alle problematiche connesse alla corruzione, conflitti di interesse e favoritismi.

Il sito è l’evolzione dello sportello online dei Signori Rossi, che a maggio compie tre anni, e raccoglierà preziosi contributi accademici e di ricerca in cooperazione con altre Università europee e supportata dalla rete Ius Publicum Network Review.

Il primo passo per dare vita a questo strumento anti-corruzione sarà l’evento Hackunito: una maratona informatica (hackathon) dal 12 al 17 maggio all’Università di Torino, in cui sarà avviata la progettazione del sito coinvolgendo studenti in loco ed esperti web a distanza. L’appuntamento è martedì 13 alle 16 presso l’aula A1 Vilfredo Pareto, D2, piano terra, Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora Siena 100, Torino .

Se interessati scrivete a soscorruzione@gmail.com

FIRMA LA PETIZIONE PER I CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEL 25 MAGGIO: impegno concreto contro la corruzione >>

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Signori Rossi: la corruzione è un male comune, ma ognuno di noi può essere un rimedio al suo dilagare

03/12/2013 - in corruzione

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“Con la crisi aumenta la corruzione ma con la corruzione aumenta, e fortemente, anche la crisi. La corruzione è un male comune. Ecco perché serve creare una reazione comune alla corruzione che parta da una conoscenza diretta dei suoi effetti e dalla consapevolezza di poter essere, ognuno di noi, un rimedio al suo dilagare.”

Il libro C’è chi dice no” di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi, da poco uscito in libreria per Chiarelettere, racconta come  i Signori Rossi, sostenitori della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, sono diventati un esempio di responsabilità civile e una forza per superare importanti sfide sul territorio.

 

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 www.signorirossi.it

 


“Il male comune che che uccide il bene comune”, questa è la definizione di ‘corruzione’ secondo Raphael Rossi

31/10/2013 - in Libera e Gruppo Abele

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Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, ha fatto a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.
Lo scorso lunedì presso la “Fabbrica delle e” a Torino, alla presenza di don Luigi Ciotti, è stato presentato il libro “C’è chi dice no” (Edizioni Chiarelettere), curato assieme a Stefano di Polito e Alberto Robiati, che racconta questa storia normalissima e esemplare allo stesso tempo.

Una serata di storie ordinarie di piccola e grande corruzione, di resistenze, di sconfitte, ma soprattutto di vittorie, di impegno, di dedizione, di “normalità”.”Non sono un eroe”, dice Rossi. Nel corso dell’evento sono state lette al pubblico alcune richieste di sostegno giunte allo sportello “SOS Giustizia” attivato dai “Signori Rossi – Corretti non corrotti”, l’associazione che ha guidato Raphael nel suo percorso fatto di processi, difficoltà, risalite.

Mentre don Luigi Ciotti ha chiuso la serata ribadendo che “non basta la denuncia: ci vuole dedizione, impegno, condivisione” e ricordando l’impegno della campagna di Libera, Gruppo Abele e Avviso Pubblico del 2010 Corrotti (che ha raccolto un milione e 200 mila cartoline) e la campagna Riparte il futuro, che trasforma in partecipazione attiva grazie allo strumento web questo grande movimento anticorruzione italiano.

Il messaggio della serata è univoco: la corruzione non conviene, perché finiamo col perderci tutti. Messaggio che Riparte il futuro ha assunto fin dall’inizio e che continuerà a portare avanti anche grazie al contributo dei Signori Rossi, sostenitori di prima data dell’iniziativa.


Alla corruzione “C’è chi dice no”: la storia dei Signori Rossi, cittadini normali (quindi speciali)

20/09/2013 - in corruzione

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L’Italia non è quella che molti vogliono rappresentare: un popolo di cinici individualisti indifferenti a tutto. Se coinvolti, i cittadini rispondono. La storia di Raphael Rossi, ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, lo dimostra. Opponendosi nel 2007 all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accadatuto alla Procura della Repubblica, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto, così ordinario e rivoluzionario, ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

Il libro “C’è chi dice no” di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi, appena uscito in libreria per Chiarelettere, racconta come  i Signori Rossi, sostenitori della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, sono diventati un esempio di responsabilità civile e una forza per superare importanti sfide sul territorio.
Come quella di portare a compimento un processo per tangenti all’Amiat di Torino o come quella di Napoli dove è stata vinta una battaglia contro l’emergenza dei rifiuti.
L’obiettivo dell’associazione è mettere a disposizione (dei contesti pubblici, del non profit e del privato sociale) metodi di ideazione, progettazione e operatività fondati sull’uso della creatività, in grado di generare prodotti e servizi etici e di utilità sociale. I Signori Rossi lavorano con la pubblica amministrazione (Torino, Napoli, Foggia, Reggio Calabria, Parma, Livorno e in tanti altri piccoli e medi comuni italiani) dove tentano di portare una proposta nuova, basata su una cultura e su una pratica quotidiana etica, trasparente, corretta, attenta.
“Siamo convinti che sia possibile rialzarsi – dicono i Rossi – ma solo alla condizione che tanti cittadini (tutti!) tornino a occuparsi dei propri territori, a seguire le azioni dei propri governanti, a prendersi cura della pubblica amministrazione. Siamo nel 2013, non negli anni ’70: per noi ‘lo Stato non si abbatte: si cambia!’ La maggioranza degli italiani, ne siamo certi, è onesta. Ma non basta: è necessario attivarsi, nutrire il proprio senso civico e coinvolgere parenti, amici, vicini di casa, colleghi ecc nella pratica quotidiana della cultura etica (e del manifesto dei Signori Rossi)”.
Il libro celebra quanto fatto in questi anni di attivismo e invita tutti a essere cittadini normali, ovvero speciali, nei nostri comportamenti quotidiani promuovendo “una rivoluzione interiore, profonda, quasi spirituale”.
A cominciare dalla vendita di questo libro: ognuno può contribuire alla sua promozione, condividendo sui social network e passando parola. “Riparte il futuro” risponde subito all’appello con questo post: siamo tutti Signori Rossi :)
“C’è chi dice no”. Come i cittadini possono risanare lo Stato
di Stefano Di Polito, Alberto Robiati, Raphael Rossi
Chiarelettere, Collana Reverse, pp. 256, euro 13,00
www.chiarelettere.it

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