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Scrivi a Matteo Renzi. La lotta alla corruzione deve restare un tema centrale nella riforma della Giustizia

21/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Renzi-orlandoLa riforma della Giustizia va avanti, ma non nella direzione auspicata dagli italiani. Sembra infatti che il governo abbia deciso di porre la sua attenzione specialmente sulla giustizia civile che, per ammissione dello stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non si può definire civile perchè troppo lenta. Qualche mese fa proprio il premier decise di porre un freno all’atto riformatorio per ascoltare il parere dei suoi cittadini. Parlò di “consultazioni pubbliche” e mise a disposizione di chiunque volesse fornire suggerimenti al governo la mail rivoluzione@governo.it. Proprio per questo sembra strano che, giunti finalmente al tempo dei fatti, l’esecutivo viri su un argomento certo fondamentale ma che non esclude affatto le riforme sui temi della lotta alla corruzione. A testimoniarlo ci sono oltre 600 mila voci, quelle dei firmatari di Riparte il futuro, che ormai da più di un anno e mezzo chiedono un impegno concreto alla politica per contrastare questo fenomeno dilagante in Italia. Adesso però questo tema sembra essere messo all’angolo. Tale scelta trasformerebbe in una perdita di tempo le consultazioni pubbliche aperte dal governo nei mesi scorsi e in parole al vento quelle che Riparte il futuro e i suoi sostenitori hanno da sempre espresso contro la corruzione.

Non possiamo permetterlo.

Facciamoci sentire: scriviamo a Matteo Renzi e al ministro Andrea Orlando all’indirizzo rivoluzione@governo.it per ricordare loro le priorità irrinunciabili per una reale riforma della giustizia.

Questo il testo della lettera a rivoluzione@governo.it:

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi

e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

Gentile presidente del Consiglio,

Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato a inizio luglio consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione.

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:

1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;

2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;

3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;

4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act.

5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:

- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);

- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;

- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 600mila cittadini.

Con i migliori saluti,

Riparte il futuro

Facciamoci sentire: firmando scriverai anche tu a Matteo Renzi e a rivoluzione@governo.it.


M5S e Guardia di finanza aeronavale: tante le voci che rispondono al #parliamone di Renzi

21/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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renzi-cellulare_600x450Il percorso delle riforme stenta e il tema della lotta alla corruzione pare venire scalzato da quello della giustizia civile: altrettanto necessario ma certamente non escludente. L’allarme è quindi diventato rosso e il Paese risponde fortemente, ciascuno con il suo modo (fosse anche un rifiuto adeguatamente motivato), alla richiesta #parliamone di Renzi.

Cominciamo da noi: tutti possono aggiungere la propria firma alle proposte anticorruzione di Riparte il futuro. #renziparliamone è appunto l’iniziativa che permette di scrivere direttamente a rivoluzione@governo.it ribadendo le priorità della lotta alla corruzione supportate da oltre 600mila cittadini. E diverse migliaia di cittadini si stanno continuando a fare sentire proprio in queste ore.

Anche il MoVimento Cinque Stelle risponde all’appello in tono forte, restituendo al mittente l’invito del ministro Andrea Orlando di discutere ancora di riforma della giustizia. Un rifiuto tutt’altro che rassegnato, perché quello che occorre all’Italia sui temi della giustizia, secondo i grillini, è chiaro da tempo. Ecco perché, dicono, occorre passare quanto prima ai fatti. “La lotta alla criminalità e, più in generale, la giustizia penale – scrivono in un comunicato che spiega le ragioni del rifiuto – sono scivolate all’ultimo posto delle priorità”.

Al dibattito si unisce in queste ore anche la voce della Guardia di finanza del comparto areonavale, che tramite il COBAR, riporta come la priorità sia la riforma della prescrizione, presente anche nell’agenda di Riparte il futuro.

I finanzieri sostengono che questa riforma eviterebbe che il lavoro da loro svolto per assicurare corrotti e corruttori alla giustizia “continui ad essere vanificato da assoluzioni e proscioglimenti per intervenuta prescrizione dei reati”.

In diverse occasioni, sostengono, “il Parlamento italiano ha approvato o ha tentato di far approvare leggi ad personam – la depenalizzazione del falso in bilancio, il legittimo impedimento, tanto per citarne alcune – a favore di politici imputati in procedimenti penali, anche per reati di corruzione; con elevato rischio di vedere estinguere i procedimenti a carico di indagati incensurati”.

Per tutti è dunque necessario che a questa dialettica seguano le riforme, un atto dovuto per il bene del paese per non continuare a generare altra frustrazione e sfiducia.

Non possiamo più aspettare: #renziparliamone, ma a condizione di fatti chiari.