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Troppa carne sul fuoco delle riforme: giustizia e FOIA rischiano di scomparire

27/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Con l’autunno ricomincia l’anno scolastico: non c’è tempo migliore per discutere di istruzione e quindi delle necessarie riforme che scuola e università italiane attendono ormai da troppo tempo. Il Governo ha improntato una roadmap di azioni ed annunci che rischia, però di far passare in secondo piano altri provvedimenti fin troppo urgenti. Riforme rimandate a settembre perché lasciate incompiute prima della pausa estiva. Come quella della giustizia.

palazzo chigi

Riparte il futuro è una campagna di mobilitazione di cittadini e per i cittadini e l’apertura al dialogo e al confronto è un’impostazione che non può che trovarci d’accordo. Ma a maggior ragione siamo preoccupati: perché questa continua esposizione di nuovi temi e proposte e questo continuo cambiare le carte sul tavolo delle priorità rischia, concretamente, di far uscire di scena la lotta alla corruzione e tutte quelle politiche atte a prevenirla.

Un esempio? Il Freedom of information Act. Il turbamento è condiviso anche da FOIA4Italy, la rete che mette insieme tutte le associazioni e proposte civili (inclusa Riparte il futuro) che domandano all’Italia di dotarsi di uno strumento che permetta finalmente ai cittadini di accedere ai dati di enti pubblici e governativi.

Andrea Intonti su Agoravox parla oggi appunto di promessa non mantenuta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che nel suo discorso inaugurale d’insediamento e persino già nel 2012 aveva definito l’introduzione del FOIA nell’ordinamento italiano (per come è già in 90 Paesi nel mondo) “la prima cosa che in assoluto farei”.

Il modo migliore per ricordare al governo gli impegni presi è una forte pressione dal basso, come società civile. Perciò è fondamentale sostenere proposte come Riparte il futuro, firmando la petizione e passando parola, e partecipare a iniziative come quelle del FOIA4Italy: più saremo, più sarà dura passare ad altri temi senza aver concluso i processi di riforma inaugurati.


Giustizia: lettera aperta di Libera e Gruppo Abele al Governo rivoluzione@governo.it

07/08/2014 - in corruzione, Politico e digitale

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Renzi Orlando giustizia

Il 30 giugno scorso il governo ha esplicitato i punti fondamentali per una riforma dell’ordinamento giudiziario lanciando una consultazione che si chiuderà il 31 agosto: chi vuole partecipare può inviare proposte e suggerimenti al Governo mandando un’e-mail all’indirizzo rivoluzione@governo.it.

Noi crediamo che non ci sia bisogno di nuove consultazioni per sapere cosa pensano i cittadini sulla corruzione: oltre mezzo milione di firmatari su Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, chiede al governo di agire subito. Ecco perché abbiamo deciso di recapitare questa lettera a Matteo Renzi e al ministro Andrea Orlando all’indirizzo rivoluzione@governo.it: per ricordare loro le priorità irrinunciabili di una reale riforma della giustizia. Punti sottoscritti da una mobilitazione che continua a crescere e che non smetterà di farsi sentire.

Facciamoci sentire: inviamo tutti questo testo a rivoluzione@governo.it

All’attenzione del presidente del Consiglio, on. Matteo Renzi
e del ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando

rivoluzione@governo.it

Gentile presidente del Consiglio,

Gentile ministro della Giustizia,

Il governo ha lanciato lo scorso 30 giugno consultazioni pubbliche sulla riforma della giustizia. Consultazioni che, fino a settembre, dovrebbero permettere alla società civile di entrare nel vivo del dibattito sul tema.

Vi scriviamo a nome dell’oltre mezzo milione di italiani che aderendo a Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno già espresso la loro opinione da tempo, sottoscrivendo le tante proposte che abbiamo lanciato dal gennaio del 2013 ad oggi.

Ora vogliamo sollecitare la vostra attenzione su pochi punti, chiari e semplici, che vogliamo condividere ancora una volta con voi perché sono le priorità irrinunciabili per contrastare finalmente e in modo strutturale la corruzione (www.riparteilfuturo.it/agenda).

Ecco cosa vi chiedono i cittadini che sostengono Riparte il futuro:
1) intervenire quanto prima sui meccanismi della prescrizione, che oggi nega di fatto il diritto alla giustizia, affinché si assicuri la certezza delle pene;
2) l’Italia deve adeguarsi alle convenzioni internazionali cui pure aderisce per contrastare finalmente i conflitti d’interesse dei funzionari pubblici e dei rappresentanti eletti dai cittadini;
3) intervenire sui “reati civetta” per togliere ai corruttori le loro armi: evasione fiscale, falso in bilancio, autoriciclaggio;
4) una Pubblica amministrazione trasparente, introducendo in Italia il Freedom of Information Act (www.foia4italy.it).
5) protezione efficace per chi denuncia la corruzione sul luogo di lavoro – whistleblower – esponendosi così a ritorsioni e minacce.

Tre ulteriori proposte sui temi della lotta alle mafie, sostenute da tempo da Libera, sono poi cruciali:
- l’inasprimento delle sanzioni per i reati di mafia (416 bis del codice penale) e di scambio elettorale politico-mafioso (416 ter del codice penale);
- il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che va affidata alla presidenza del Consiglio dei ministri per garantire il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai clan;
- l’istituzione del 21 marzo di ogni anno come Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che il Governo vorrà prendere in considerazione le richieste concrete avanzate da oltre 570mila cittadini.

Con i migliori saluti,
Riparte il futuro

www.riparteilfuturo.it