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Anticorruzione: a che punto siamo? Ecco la tabella di marcia per passare dalle parole alle riforme

11/06/2014 - in corruzione

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Se ne parla da tanto tempo, troppo, ma finalmente le riforme anticorruzione sembrano essere alla porta. Si comincia questo venerdì 13 (con buona pace dei corrotti scaramantici) quando saranno affidati poteri straordinari all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) guidata da Raffaele Cantone, per garantire un efficace controllo degli appalti Expo.

Così come accade negli altri paesi europei, anche l’Authority italiana avrà effettivi poteri sanzionatori e ispettivi. Tuttavia la discussione sul potere di revoca degli appalti sarà rimandata. Lo stesso Cantone ha ribadito a RepIdee la difficoltà di agire in senso retroattivo: “per il passato non è possibile revocare gli appalti in assenza di una legge ad hoc. Cosa che invece può già farsi in futuro”. Significa che, superata questa fase di emergenza, occorrerà ancora lavorare sull’organicità delle norme.

I tempi sembrano ridursi anche per elaborare il pacchetto di riforme indispensabili al contrasto della corruzione: autoriciclaggio, falso in bilancio, Daspo per politici e imprenditori corrotti (ovvero l’esclusione dalle future gare d’appalto). Su quest’ultima misura si è espresso anche il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi, che auspica un Daspo anche per gli imprenditori “costretti” a cedere alla corruzione. Speriamo che entro la prossima settimana qualcuno di questi buoni propositi venga messo nero su bianco, oltre a essere ribadito da tutti nelle dichiarazioni.

Stanno lavorando sia Governo che Parlamento e occorrerà anche capire come dialogheranno i testi che verranno proposti da ciascuno. Lo stesso Pietro Grasso – che ha lanciato la “mozione La torre” su decadenza e incandidabilità per chi viene processato con sentenza definitiva per mafia o corruzione – è intervenuto chiedendo di “dare a magistratura e politica gli strumenti giuridici affinché i responsabili siano effettivamente puniti senza che intervenga la prescrizione e agire sulla prevenzione a livello amministrativo”.

È quindi tempo di passare dalle intenzioni alle norme come chiedono i 520mila firmatari di Riparte il futuro. Per questo abbiamo lanciato la petizione #maipiumose, affinché l’Italia si doti di una legge efficace, che disciplini adeguatamente i contratti. Chiediamo anche una prescrizione efficace: il tema è complesso ma non può e non deve uscire dall’agenda politica perché rappresenta un nodo di cruciale importanza.