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Roma, a fine ottobre tornano gli Stati Generali dell’antimafia

04/09/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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contromafie riparte il futuro

Contromafie, gli Stati generali dell’antimafia è un appuntamento che Libera offre al movimento antimafia italiano, europeo e non solo, in cui le associazioni e le realtà impegnate contro le diverse forme di criminalità organizzata e transnazionale e le connesse pratiche di corruzione, si ritrovano per confrontare strategie e percorsi, mettere a punto proposte di natura giuridica ed amministrativa, elaborare azioni di contrasto civile e non violento, valorizzare le buone prassi ed esperienze maturate in tema di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia e solidarietà.

La terza edizione di Contromafie giunge a distanza di cinque anni dalla precedente e deve registrare un contesto sociale e politico mutato profondamente per le pesanti ripercussioni causate dalla recessione economica mondiale, purtroppo ancora in atto, i cui effetti devastanti sono stati accentuati dallo smarrimento di riferimenti etici e valoriali, dalla mancanza di anticorpi civili e culturali, in grado di contrastare, soprattutto nelle nuove generazioni, il fascino perverso del modello apparentemente vincente del crimine e dell’illegalità.

Contromafie non è un convegno, non è una vetrina, ma è piuttosto uno spazio e un tempo per il confronto, lo studio, l’approfondimento: sotto i riflettori finiscono progetti, percorsi, idee, per fare il punto insieme dei risultati conseguiti dall’antimafia civile, sociale e responsabile. Contromafie è un luogo per presentare alle istituzioni le modifiche legislative e regolamentari, frutto del lavoro quotidiano ed elaborare le soluzioni condivise ai problemi e alle difficoltà che nel nostro Paese incontra chi punta a valorizzare l’essere umano e la sua dignità, affrancandolo dalla schiavitù del giogo mafioso e dalla corruzione, definita “peste” dal Cardinale Carlo Maria Martini prima e da Papa Francesco poi.

In particolare, quest’ultimo tema è da diversi anni centrale nell’impegno della rete associativa afferente a Libera, come è testimoniato dalle campagne “Corrotti” e “Riparte il futuro”, dove l’analisi dei fenomeni corruttivi s’apre alla valorizzazione dell’impegno di singoli e realtà nel contrasto quotidiano alle prassi di corruttela. Ad esse si è andata affiancando un’iniziativa nazionale come “Miseria Ladra” che denuncia la stretta connessione tra presenza delle mafie e l’impoverimento del contesto sociale ed economico e rilancia la necessità di un nuovo welfare che restituisca dignità e diritti ai cittadini del nostro Paese.

Si capisce così la stretta correlazione tra il “contro” e il “per” nella mission di Contromafie: non una semplice contrapposizione alle mafie e alla corruzione, pur necessaria, ma una contemporanea presa di coscienza del ruolo fondamentale che oggi giocano parole come “libertà” e “dignità”, “cittadinanza” e “responsabilità”, “informazione” e “democrazia”, “legalità” e “trasparenza”, “giustizia” e “verità”, “solidarietà” e “sviluppo”, la cui piena realizzazione è la sola via per arrivare alla sconfitta di mafie e corruzione.

Anche per la terza edizione, Contromafie propone quattro giorni di studio e confronto che si sviluppano secondo le sei aree tematiche che ne accompagnano i lavori fin dal 2006 (per una parola di libertà e dignità, per un sapere di cittadinanza e responsabilità, per un dovere di informazione e democrazia, per una politica di legalità e trasparenza, per una domanda di giustizia e verità, per una economia di solidarietà e sviluppo) come luoghi di approfondimento e di scambio, attraverso la suddivisione in sessioni e gruppi.


Busta con proiettile dopo l’inaugurazione di un bene confiscato. Intervista al Sindaco di Castel Gandolfo, amministratore sotto tiro

21/05/2014 - in Amministratori sotto tiro

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Continua il viaggio insieme a Avviso Pubblico attraverso l’Italia dei territori, dove troppo spesso gli amministratori locali vengono minacciati o intimiditi. In vista delle elezioni, queste storie ci ricordano quanti sia importante il ruolo dei rappresentanti locali, che andremo ad eleggere domenica 25 maggio in molti Comuni italiani, nel contrasto a mafie e corruzione .
Ad essere “sotto tiro” non sono solo gli amministratori pubblici delle regioni del Meridione. Il fenomeno delle minacce e delle intimidazioni verso sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali è in forte aumento anche nelle regioni del Centro Italia dove, come testimonia il Rapporto di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro”, è stato censito l’8,3% dei fatti rilevati.
Nel Lazio, in particolare, si è passati dai 5 casi del 2010 ai 15 casi del 2013, facendo registrare un aumento superiore al 60% e ponendo la regione al sesto posto a livello nazionale nel rapporto di Avviso Pubblico.

È Roma, con 6 casi, la provincia del Lazio con il maggior numero di atti intimidatori verso amministratori pubblici. In particolare, situazioni critiche si sono registrate nel Comune di Ardea, dove sono state incendiate le auto del Sindaco, del Presidente del Consiglio comunale e di un consigliere, e nel Comune di Aprilia, dove l’assessore alle finanze, Antonio Chiusolo, a seguito delle numerose minacce ricevute, ha deciso di dimettersi. Altri gravi episodi si sono verificati anche nei confronti dei Sindaci di Colleferro e di Castel Gandolfo. Abbiamo intervistato Milvia Monachesi, Sindaco di quest’ultimo Comune.

INTERVISTA SINDACA DI CASTELGANDOLFO_RIVISTA Pp

La busta con un proiettile calibro 22 e il messaggio con la scritta “I saluti della Magliana” è stata la prima intimidazione che le è stata fatta o in precedenza vi erano stati altri episodi di questo tipo?
Quella busta, trovata per caso, è stata la prima minaccia che ho ricevuto. Questo è accaduto pochi giorni dopo aver inaugurato un bene confiscato a Enrico Nicoletti, l’ex-cassiere della banda della Magliana. Un’altra intimidazione simile, con le stesse identiche parole ma questa volta contenente quattro proiettili, l’ho ricevuta poco dopo. La lettera si trovava su un cassonetto ed è stata trovata da un’operatore ecologico. Di quest’ultima ho deciso di non esporre denuncia perchè ho pensato che si favorisse un loro protagonismo. Non volevo dargli importanza. Ovviamente mi sono confrontata con i carabinieri e con tutte le forze dell’ordine. Da quella volta non ho più ricevuto altre minacce.

Che sensazione si prova quando ci si ritrova davanti ad un proiettile e ad un messaggio di quel tipo?
Ho provato una sensazione di rabbia, non di paura, se non per la mia famiglia. Ho cercato di trasmettere ai miei figli, che a suo tempo sono stati coloro che mi hanno spinto alla sfida di fare il Sindaco, il messaggio che una persona è forte e coraggiosa non perchè non ha paura, ma perchè cerca di superarla. Il modo migliore di rispondere a questi vili gesti è quello di proseguire nell’azione intrapresa con più determinazione di prima. Fare il Sindaco oggi è diventato sempre più difficile. Quando ho iniziato ad amministrare mi sono dovuta confrontare subito con un grosso problema: i diritti dei cittadini erano percepiti come concessioni o privilegi cui accedere in base alla discrezionalità degli amministratori! Oggi più di allora, credo che onestà, trasparenza e umiltà debbano identificare un Sindaco, quanto la fascia tricolore. I primi cittadini devono essere i garanti della legalità.

A cosa riconduce queste intimidazioni?
Le indagini sono ancora in corso quindi non sappiamo ancora da parte di chi provenivano queste minacce. Nel mio caso si sono firmati, ma proprio questo mi ha lasciato dei dubbi. Quel bene confiscato era dal 1996 che non si riusciva ad assegnare. Io l’ho fatto in pochissimo tempo. Questo ha sicuramente dato fastidio a qualcuno. Al di là di chi sia il mandante, quel messaggio vuole rappresentare il tentativo di imporre il “proprio potere”. Io quindi non cerco di concentrarmi su chi possa essere stato, ma provo a riportare la legalità e la trasparenza ai massimi livelli.

Per Avviso Pubblico farà parte del Gruppo di lavoro sul monitoraggio degli atti di intimidazione e di minacce. Perché è importante mettersi in rete?
Condividere con altri situazioni analoghe è molto importante. In questo modo ci si rende intanto conto di non essere soli. I primi cittadini attraversano spesso momenti di solitudine quindi un’associazione come Avviso Pubblico che cerca di mettere insieme i tanti amministratori minacciati ci dà quella forza di cui spesso abbiamo bisogno per continuare ad amministrare. Credo che solo così possiamo provare a sconfiggere qualsiasi forma di criminalità e illegalità.
Milvia Monachesi, ha 57 anni, è sposata e con due figli: David e Chiara. Ha iniziato il suo percorso amministrativo nel 1993, in un periodo di crisi politica ancora più grave di quella attuale: era il tempo di Mani Pulite, di Tangentopoli. Si è candidata alle elezioni comunali convinta che una presenza femminile avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto all’interno di una pratica politica che si muoveva e pensava solo al maschile. La vittoria alle elezioni di quell’anno e la nomina a vicesindaco con delega alle politiche sociali e scolastiche, l’hanno proiettata nell’arena delle responsabilità. Dal maggio 2012 è Sindaco di Castel Gandolfo.

REGIONE LAZIO – DISTRIBUZIONE PROVINCIALE DELLE MINACCE E DELLE INTIMIDAZIONI

ANNO 2013

INTERVISTA2 SINDACA DI CASTELGANDOLFO_RIVISTA Pp

 

Totale situazioni censite: 15

Provincia di Roma – Comuni: Ardea, Colleferro, Roma.

Provincia di Latina – Comuni: Aprilia.

Provincia di Frosinone – Comuni: Frosinone, Pontecorvo.

Provincia di Rieti – Comuni: Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto.

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

Firma la campagna per la trasparenza delle prossime elezioni amministrative >>


Alemanno e la tangente dei filobus: emergono nuovi dettagli da un verbale

01/04/2014 - in corruzione

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[AGGIORNAMENTO 3 aprile 2014: La Procura di Roma sembra sul punto di archiviare la posizione di Alemanno, dato che gli inquirenti non avrebbero trovato riscontri a quanto dichiarato da Lorenzo Cola nell’interrogatorio. Alemanno e Pierfrancesco Guarguaglini, l’ex presidente di Finmeccanica, avrebbero infatti confermato di essersi incontrati, ma solo per discutere di come ripulire i muri della capitale dai graffiti.]

La Repubblica ha pubblicato oggi 1 aprile 2014 un’inchiesta sul verbale inedito dell’interrogatorio di Lorenzo Cola in cui l’ex facilitatore della Finmeccanica “svela come a Roma, negli anni della giunta di centro-destra, il Sistema prevedesse che non si muovesse un mattone e comunque un centesimo di spesa pubblica senza dover pagare dazio all’uomo battezzato dall’allora sindaco come grande collettore”.

Cola fa un racconto dettagliato, parlando anche di una cena in cui Gianni Alemanno “irritato per non aver concordato i pagamenti già fatti a Mancini” indica a chi versare il resto di una mazzetta. Il caso in questione è noto alle cronache e riguarda una famosa vicenda di corruzione sulla fornitura di 45 filobus per il cosiddetto “corridoio Laurentina”. La Breda-Menarini controllata da Finmeccanica pagò in quell’occasione una tangente di 700mila euro, 500mila dei quali furono destinati al tesoriere dell’allora sindaco di Roma.

Dal racconto di Cola si legge che Mancini non rispondeva più con la fedeltà che era pretesa. “Forse perchè ingelosito”, o più probabilmente e come le indagini della Procura stanno verificando, perchè chiamato a rispondere anche ad altri padroni, meno malleabili e più cattivi di Alemanno. Questi, infastidito dal comportamento del suo ex uomo di punta secondo Cola, decide di intraprendere un’altra “strada”.

Cola racconta che verso la fine del 2009, durante una cena, “Alemanno mostra di essere a conoscenza dei pagamenti intervenuti a favore di Mancini (i 500mila euro per i 45 filobus, ndr), ma il tipo di reazione che ha evidenzia che non erano pagamenti con lui concordati e manifesta molto fastidio per ciò che è avvenuto” si legge nelle carte. Un fastidio non dettato da chi scopre un giro di corruzione all’interno della sua cerchia di collaboratori, bensì (citando La Repubblica) “di chi ha scoperto di essere stato fottuto”.

Sempre secondo il verbale, quella sera fu indicato il nome di Pietro Di Paoloantonio (altro fedelissimo di Alemanno) come nuovo destinario dei 200mila euro mancanti, che, come racconta Cola, vennero in seguito recapitati.

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Per Pignatone l’illegalità è il problema principale dell’Italia – la rassegna stampa di #riparteilfuturo

18/03/2014 - in corruzione

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Da Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2014: “Il problema principale dell’Italia, a partire da Roma? La criminalità economica, così pervasiva e diffusa che impoverisce il Paese a vista d’occhio. Questa l’opinione di Giuseppe Pignatone, siciliano, 65 anni a maggio, da due anni (19 marzo 2012) a capo della Procura della Capitale.” Continua a leggere l’intervista esclusiva in cui il magistrato traccia un bilancio dei 24 mesi trascorsi alla guida della Procura più importante del Paese >>

Sei d’accordo con Pignatone? Dì la tua nei commenti

GIUSEPPE-PIGNATONE


Quella scena de “La grande bellezza” dove tra i tetti di Roma spunta la lunga mano della corruzione

03/03/2014 - in corruzione

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Per un momento l’Italia, quella più bella e meritevole, è sotto i riflettori del mondo: La grande bellezza di Paolo Sorrentino riporta a casa, dopo 15 anni da La vita è bella di Benigni, la prestigiosa statuetta degli Academy Awards come miglior film straniero. Un film che celebra la bellezza esteriore di una città che si crogiola come una diva, indifferente ai problemi che la attraversano.
Tra attori, borghesi, parvenu, criminali d’alto bordo, giornalisti, nobili decaduti, membri del clero, intellettuali che si muovono nei salotti congelati delle ville, sulle terrazze che guardano la magnificenza di Roma, emerge per contrasto un presente depresso, decaduto, corrotto.

Una scena emblematica del film è l’arresto del vicino di casa di Jep Gambardella, scrittore e giornalista interpretato da Toni Servillo. Si scoprirà infatti che il silenzioso condomino è Giulio Moneta, nella finzione cinematografica “uno dei dieci latitanti più ricercati al mondo” .

Dopo aver taciuto durante l’intera pellicola emergendo solamente come presenza sporadica e inquietante, all’atto dell’arresto ad opera della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) su una splendida terrazza con vista sul Colosseo, pronuncia questa frase:
“Io sono un uomo laborioso, uno che mentre lei trascorre il tempo a far l’artista e a divertirsi con gli amici fa andare avanti il paese. Io faccio andare avanti questo paese, ma molti ancora non l’hanno capito!” Non poteva mancare nel film di Sorrentino una metafora dei faccendieri invisibili, quei “colletti bianchi” che utilizzano la corruzione come strumento e il dialogo con le mafie come mezzo per il perseguimento dei loro obiettivi.

Anche se vogliamo goderci per un attimo i riflettori, non dimentichiamoci che la corruzione non risparmia la bellezza e distrugge qualunque cosa tocchi. Distrugge anche la cultura, che da sola potrebbe trainare un Paese così ricco di meraviglie come il nostro.

Sei disposto a fare un piccolo passo per fermare questo declino? Firma la petizione adesso >>

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Roma, Palermo e Napoli: le città europee con i peggiori servizi pubblici

18/02/2014 - in dall'estero

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Roma, Palermo e Napoli hanno un triste primato: sono le città europee con i peggiori servizi pubblici. A stilare l’amara classifica l’Ufficio Studi della Confartigianato, che ha confrontato dati relativi al 2013 raccolti da Eurobarometro, Eurostat e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non è soltanto a causa delle tre metropoli del centro-sud se l’Italia, nel complesso, ottiene l’ultima posizione su 32 Paesi europei, a parimerito con la Grecia: città del nord come Verona, Bologna e Torino navigano a metà classifica, ben al di sotto delle aspettative.

I dati della Confartigianato incrociano due diverse linee: da una parte, il costo dei servizi che i comuni offrono ai cittadini; dall’altra, il grado di soddisfazione per le forniture erogate. Se la qualità dei servizi offerti dai comuni italiani è ritenuta molto scadente dagli abitanti di diverse città della Penisola, ancor più sconfortanti sono le indicazioni sulle variazioni di prezzo negli ultimi dieci anni: al netto dell’inflazione, in Italia il costo per il trasporto, la pulizia delle strade, la raccolta dei rifiuti è cresciuto del 49,2%. Come ha raccontato Sergio Rizzo sul Corriere della Sera i dati sui rincari delle tariffe e sugli scostamenti dal prezzo medio non sono uguali in tutta Italia: a Trento, ad esempio, il prezzo è più basso del 14,8% mentre a Cagliari e a Palermo sono più alte rispettivamente del 37,8% e del 17,3% rispetto alla media nazionale.

Sebbene l’indagine scatti una fotografia della realtà senza giungere a conclusioni, tra le molteplici cause dello scostamento tra i dati europei e quelli italiani si può facilmente scorgere anche l’incidenza della corruzione: tanto più un Paese o una regione ha alti livelli di corruzione, tanto più il costo dei servizi s’impenna e la qualità delle forniture diminuisce.

“Corruzione, sprechi e inefficienza si alimentano a vicenda, in un processo circolare, e producono le medesime conseguenze – si legge nell‘Altante della Corruzione” del prof. Vannucci, EGA Edizioni – Se le modalità di programmazione della domanda pubblica sono viziate dalla corruzione, non è difficile immaginare quali siano gli effetti sul tipo e sull’utilità dei servizi erogati”. Ecco quindi spiegata la relazione tra questi fenomeni.

FIRMARE CONTRO LA CORRUZIONE SIGNIFICA FIRMARE  PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA DEI SERVIZI >>

 


Flash mob: il futuro riparte dal Colosseo

14/02/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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Le 15 lettere di Riparte il futuro sono arrivate questa mattina a Roma, insieme ai volontari dei Libera, per dare vita a un flash mob davanti al monumento simbolo della Capitale, il Colosseo. Un’azione simbolica per festeggiare i traguardi raggiunti dalla campagna – oltre 115 mila firme di cittadini contro la corruzione e oltre 900 candidati “trasparenti”, che hanno sottoscritto i 5 impegni richiesti – ma soprattutto per dare il via alla fase 2 del progetto che durerà per primi 100 giorni della nuova legislatura. In questo periodo sarà monitorato e verificato l’impegno dei parlamentari nel rafforzamento del 416 ter del Codice Penale, l’articolo sullo scambio elettorale politico‐mafioso.

Sempre oggi è stata anche annunciata la data di chiusura per le adesioni dei candidati: il 20 febbraio alle ore 20 sarà il termine ultimo. Entro tale data i candidati potranno sottoscrivere le 5 richieste pubblicando su www.riparteilfuturo.it il curriculum vitae, il reddito e il patrimonio, la situazione giudiziaria e i conflitti di interesse e accettando l’impegno a modificare nei primi 100 giorni di attività parlamentare l’articolo 416 ter del Codice Penale. La stessa scadenza vale anche per quei candidati che hanno iniziato l’adesione, ma che non l’hanno ancora completata.