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Enzo Moavero Milanesi per Riparte il futuro

14/05/2013 - in corruzione

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Nella breve ma lunga storia di Riparte il futuro, la campagna contro la corruzione lanciata il 16 gennaio 2013, sono accadute moltissime cose. Si va dall’adesione di 350 parlamentari che spontaneamente hanno deciso di prendersi l’impegno richiesto dalla petizione, all’assemblea dei Braccialetti bianchi con Don Ciotti, Boldrini, Grasso che si è tenuta lo scorso 7 maggio in Senato.

Adesso, dopo le travagliate vicende per la formazione del governo, l’intergruppo parlamentare anticorruzione ha cominicato i lavori per la modifica dell’at. 416 ter e possiamo dire che le Istituzioni stanno ascoltando la voce dei 225.00 cittadini che hanno firmato e continuano a firmare la petizione. A testimonianza di questo riportiamo la lettera che Enzo Moavero Milanesi ha inviato circa un mese fa a Leonardo Ferrante responsabile scientifico della campagna, in seguito alla consegna simbolica delle firme di Riparte il futuro al gruppo dei saggi.
“Grazie del contributo al lavoro del nostro gruppo di riflessione”, aveva scritto l’attuale Ministro per gli Affari Europei.

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Riforme istituzionali: ecco come riparte il futuro. Puntata 2

19/04/2013 - in corruzione

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Proseguiamo con l’analisi della relazione dei saggi ai quali, nelle scorse settimane, avevamo chiesto di tenere conto della battaglia di Riparte il futuro contro la corruzione, sostenuta da circa 300 parlamentari di tutti i partiti. I cosiddetti “Braccialetti bianchi“, questo il simbolo della campagna, sono pronti a intervenire sulla normativa anticorruzione entro 100 giorni dall’iniizio della nuova legislatura.
Impegnarsi contro questo fenomeno, che inquina l’economia e la società, già gravemente compromesse dalla crisi, è fondamentale per poter guardare al futuro.

Ecco quali sono le riforme istituzionali da affrontare non appena – speriamo – avremo un goveno operativo.  (Segue dal post 1)

9) PREVENZIONE E REPRESSIONE CRIMINALITA’ ORGANIZZATA  E CORRUZIONE cap.5 pag. 19 e ss, punto 22 lettera c: nella relazione si fa direttamente riferimento al necessità di potenziare l’azione preventiva e repressiva nei confronti della criminalità organizzata e dei fenomeni corruttivi nella vita politica, amministrativa ed economica.
Prevenzione e repressione sono viste come due facce della stessa medaglia. Occorre inoltre dotarsi di strumenti di questo tipo in campo istituzionale e amministrativo ma anche orientati alla corruzione privata e al mondo dell’imprenditoria.

10) ETICA PUBBLICA cap.6 pag 24: nell’ambito delle regole per l’attività politica e per il suo finanziamento i saggi riflettono su divario tra i servizi offerti dalla politica e i costi che questa prevede, come ragione di insoddisfazione e sfiducia tra i cittadini. La domanda di cambiamento chiede obiettivi come l’assoluta trasparenza, la sobrietà (connessa all’integrità), l’irreprensibilità delle istituzioni politiche e della Pubbliche Amministrazioni.
Nella relazione si fa riferimento esplicito alla legge anticorruzione, che risente di omissioni, lacune, oscurità normative. Si parla dei reati di autoriciclaggio, falso in bilancio, di semplificazione normativa per figure di reato poco definite e si cita alla lettera l’istanza proposta da Riparte il futuro.
La campagna ha intercettato la domanda di cambiamento proponendo tutte le riforme sopra elencate cominciando dalla modifica dell’articolo 416 ter, simbolo della lotta alla corruzione in Italia. Questo punto della relazione è la dimostrazione che il messaggio sostenuto da circa 180.000 firmatari della petizione è stato recepito non solo dai quasi 300 parlamentari aderenti, ma anche dai saggi chiamati a fare il punto sulle urgenze del Paese.

11) FINANZIAMENTO AI PARTITI cap.6 pag 24: la verificabilità delle singole spese, come presupposto di trasparenza per il finanziamento pubblico ai partiti, è un punto indispensabile per il funzionamento sano della democrazia. Si parla di giustificazione, rendicontazione e tetti di spesa, anche per i finanziamenti privati.
Dal punto di vista dell’anticorruzione, i finanziamenti privati vanno rigidamente regolamentati per evitare fenomeni corruttivi. Sul punto “uniformare le disposizioni sul controllo dei costi della politica” si auspica l’indipendenza e l’esternalità del controllore giudiziario, così come auspicato per il controllo della spesa pubblica.

 

 


Riforme istituzionali: ecco come Riparte il futuro. Riflessioni sul programma dei saggi

17/04/2013 - in corruzione

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Il Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, nominato da Giorgio Napolitano per fare il punto sul da farsi, ha consegnato qualche giorno fa un’ampia relazione. Molti l’hanno giudicata utile, altri meno. In ogni caso il documento – insieme a quello stilato dal Gruppo incaricato di riflettere sui temi economici – tocca vari punti chiave da cui far ripartire lo sviluppo del Paese.
I saggi hanno ascoltato anche la richiesta di Riparte il futuro, inserendo fra i punti programmatici da attuarsi nel prossimo futuro  la modifica dell’art. 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, richiesta dai quasi 180.000 firmatari della petizione online.

Abbiamo analizzato la relazione dei saggi alla luce della battaglia che abbiamo intrapreso dal 16 gennaio e che ci ha portato in pochissimi mesi a ottenere dei risultati concreti incoraggianti: circa 900 candidature trasparenti in fase di campagna elettorale e l’elezione di quasi 300 parlamentari già “Braccialetti bianchi” di Riparte il futuro (questo il simbolo dell’impegno) pronti a votare per la modifica della normativa anticorruzione entro 100 giorni dall’elezione dei Presidenti di Camera e Senato (anch’essi sottoscrittori della campagna). Ecco i punti che dimostrano quanto la lotta per la traspenza e contro la corruzione sia forndamentale per far ripartire lo sviluppo del Paese.

1) ETICA PUBBLICA pag. 4, premessa, punto 3: La commissione dei saggi mette insieme, in un senso di continuità, partecipazione democratica, efficienza e stabilità del sistema politico e il rafforzamento dell’etica pubblica. Li chiama “principi e valori che costituiscono il tessutto connettivo di ogni democrazia” e “ingredienti del successo” democratico. Al tempo stesso vengono visti come elementi capaci di garantire sviluppo economico e sociale.
Senza partecipazione ed etica pubblica infatti, viene a mancare l’efficienza istituzionale e si blocca lo sviluppo economico e sociale del Paese. Per questo la lotta alla corruzione e all’illegalità sono elementi indispensabili per rianimare il Paese, da tutti i punti di vista.

2) TRASPARENZA DEI PARTITI pag. 6, capitolo 1: la riforma dello “statuto dei partiti”, si legge nella relazione, deve andare nella direzione della trasparenza. Non si tratta di controllo, ma di conformità della logica struttura – finalità perseguita.
La trasparenza della forma partito è infatti un presupposto fondamentale per il recupero della fiducia degli elettori nei propri rappresentanti politici. Riparte il futuro ha inaugurato questo percorso di trasparenza con le elezioni di febbraio, in cui per la prima volta i cittadini hanno potuto verificare i dati personali di circa 900 candidati di tutti i partiti, e si prefigge di raggiungere altri obiettivi in questo senso, per far recuperare quel rapporto di fiducia tra partiti e elettori.

3) GRANDI OPERE pag. 7, capitolo 1: nella relazione si prevede il ricorso al “dibattito pubblico sui grandi interventi infrastrutturali” su modello francese. Il dibattito serve a ragionare sia sull’opportunità che sui modi della realizzazione dell’opera.
È dimostrato che le grandi opere, molte delle quali necessarie per un sano sviluppo del Paese, sono spesso un’opportunità di guadagno per corrotti e corruttori. Il dibattito con i cittadini e l’utilizzo degli open-data per il tracciamento delle spese e la chiarezza degli appalti sono uno strumento fondamentale di prevenzione della corruzione e di miglioramento del sistema democratico ed economico.

4) PRINCIPIO DI LEGALITA’ pag. 8, capitolo 1: la certezza e prevedibilità del diritto sono elementi necessari di legalità, che non deve essere discrezionale secondo le singole volontà del magistrato competente.
Questo è il primo riferimento alla legalità che si fa nel documento. La parola torna spesso in seguito.
Riparte il futuro, chiedendo il potenziamento della legge sullo scambio elettorale polico-mafioso, amplia l’efficacia del diritto: abbiamo bisogno di (poche) leggi, ma certe.

5) LEGGE ELETTORALE pag 12, capitolo 3: sul punto “ legge elettorale” il Gruppo di lavoro richiama alla “garanzia della scelta degli eletti da parte dei cittadini”.
Come ribadito e promosso da Riparte il futuro, ogni cittadino ha diritto di conoscere chi deve rappresentarlo nelle Istituzioni, fin dalla fase di candidatura. La governabilità passa anche per la responsabilità politica degli eletti e il sistema pubblico deve farsi garante dell’esercizio di questo diritto.

6) NUMERO DEI PARLAMENTARI pag 14, capitolo 3: il Gruppo di lavoro consiglia la riduzione a 600 parlamentari.
Il provvedimento sarebbe in linea con l’obiettivo di deburocratizzazione e di conseguenza di diminuzione delle opportunità corruttive. La burocrazia infatti è il terreno privilegiato su cui agisce il corrotto e il corruttore. Viceversa, un sistema più ragionato e leggero favorisce il corretto funzionamento della macchina pubblica.

7) FUNZIONAMENTO DELLE CAMERE pag 14 e ss, capitolo 3: il Gruppo di lavoro suggerisce di limitare il ricorso a “maxi-emendamenti”, di dare priorità ai ddl in senso logico evitando quelli non omogenei, con l’obiettivo di “miglioramento del grado di trasparenza del procedimento legislativo penale”. In seguito, allo stesso punto, si chiede maggiore trasparenza anche alle commissioni parlamentari, tramite la comunicazione pubblica dei lavori e in gemerale uspica una maggiore disciplina dei gruppi parlamentari. Infine, richiama alla pubblicazione online degli atti parlamentari.
Più trasparenza nel processo legislativo significa maggiore capacità di prevenire quei percorsi in cui si annida la corruzione, come appunto nei “maxi-emendamenti”. Anche la richiesta di trasparenza per le commissioni è un atto di prevenzione alle pratiche ambigue. Quanto ai gruppi parlamentari, il richiamo è alla responsabilità politica, pur nella tutela del divieto del vincolo di mandato. Infine, ottimo il richiamo alla conoscibilità degli atti via web e della rinuncia alla carta, con il richiamo ad una migliore disciplina della pubblicità dei lavori parlamentari.

8)AMMISSIONE MEMBRI PARLAMENTO pag 16, capitolo 3: il Gruppo di lavoro si augura che il giudizio finale sui titoli di ammissione dei membri del parlamento non spetti alle Camere, attribuendo invece la competenza a un ruolo terzo e imparziale.
Controllore e controllato non possono coincidere e fa parte dell’esercizio dell’equilibrio dei poteri, oltre che garantire una disciplina corretta dell’ineleggibilità e incompatibilità, che sono presupposti necessari alla lotta alla corruzione.

Proseguiremo nei prossimi giorni con l’analisi della relazione dei saggi.

Trasparenza, partecipazione, lotta alla corruzione, riforme legislative adeguate sono l’unica strada per sbloccare il Paese e farlo ripartire verso il futuro. Firmare Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, è un modo, concreto, per ottenere dei risultati.

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I saggi ci hanno ascoltato: necessario potenziare al più presto la normativa anticorruzione

13/04/2013 - in corruzione

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Napolitano incontra i dieci saggi

La settimana scorsa abbiamo consegnato una lettera a ciascuno dei 10 saggi nominati da Giorgio Napolitano. Nella lettera si chiedeva di tenere conto degli obiettivi della campagna Riparte il futuro contro la corruzione, già sottoscritta da oltre il 30% dei parlamentari.
“…Ci rivolgiamo a Lei - si diceva nella lettera – con la preghiera di essere portavoce delle nostre istanze agli altri esperti, perché siamo convinti che la lotta alla corruzione sia una delle priorità nell’agenda politica, economica e sociale del nostro Paese. Riparte il futuro ha offerto alla cittadinanza e al mondo della politica uno straordinario servizio nel corso delle ultime elezioni nazionali: 878 candidati di diverse forze politiche si sono presentati agli elettori in modo trasparente tramite il nostro portale; oggi la campagna è presente in Parlamento con 283 aderenti di diverso colore politico che si sono impegnati ad avviare una riforma chiave: la modifica dell’art. 416 ter del codice penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, potenziandone l’efficacia con l’aggiunta della voce “altra utilità”.

La voce di Riparte il futuro, che parla a nome di 170.000 italiani firmatari della petizione, è stata ascoltata: nella relazione conclusiva del Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali si sottolinea chiaramente quanto sia importante, per ragioni politiche, economiche e sociali, modificare la normativa anticorruzione.

Si legge nella realzione:

Il Parlamento ha approvato recentemente una importante legge anticorruzione. Ne sono state lamentate insufficienze, omissioni e oscurità normative.
Nella discussione del Gruppo di lavoro è stata sottolineata la necessità di potenziare le attività di
prevenzione da parte delle pubbliche amministrazioni e le attività di controllo amministrativo interno ed
esterno; è stata segnalata l’esigenza di introdurre la fattispecie del reato di autoriciclaggio, di rafforzare le
norme sulle falsità in bilancio, di precisare la fattispecie dello scambio elettorale politico-mafioso.”

La conferma dei saggi ha un valore simbolico e programmatico ma la campagna Riparte il futuro ha obiettivi tangibili: la modifica del 416 ter entro 100 giorni dall’insediamento delle Camere.

Firmiamo la petizione per chiedere che l’impegno sia mantenuto senza alcuna deroga. L’Italia non può permettersi di rimandare.
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Cari saggi, nell’incertezza totale un punto d’accordo in Parlamento esiste già

08/04/2013 - in corruzione

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Lo scorso 5 aprile abbiamo recapitato ai 10 saggi nominati da Giorgio Napolitano una lettera importante. Si tratta di una richiesta molto chiara, in questo momento di grande incertezza, firmata dai quasi 170.000 cittadini che sostengono la petizione Riparte il futuro contro la corruzione.
Mentre si sta cercando una soluzione che metta d’accordo tutti (o nessuno) sui prossimi sviluppi politici della nostra zoppicante Repubblica, rischiamo di dimenticare che la società civile è già riuscita a mettere d’accordo il 30% del Parlamento su un tema comune. Un obiettivo significativo che i nostri politici non possono ignorare.
Con i 283 deputati e senatori che indossano il braccialetto bianco simbolo dell’impegno preso contro la corruzione, Riparte il futuro rappresenta un tema di accordo interpartitico. Una proposta di legge per modificare l’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico mafioso esiste già ed è supportata dai due presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, oltre agli altri parlamentari aderenti. Non c’è tempo da perdere: la lotta alla corruzione non può più aspettare.

Riportiamo alcuni stralci della lettera consegnata ai saggi. In attesa di una loro risposta continuiamo a firmare…

Caro…,

ci rivolgiamo a Lei, nel suo ruolo di membro delle Commissioni volute dal Presidente Napolitano e con la preghiera di essere cortesemente portavoce delle nostre istanze agli altri esperti, perché siamo convinti che la lotta alla corruzione sia una delle priorità nell’agenda politica, economica e sociale del nostro Paese. A ribadirlo sono stati quei 170 mila cittadini che – in poco più di due mesi – hanno aderito a Riparte il futuro, l’innovativa campagna digitale anticorruzione  promossa da Gruppo Abele e Libera.
Riparte il futuro ha offerto alla cittadinanza e al mondo della politica uno straordinario servizio nel corso delle ultime elezioni nazionali: 878 candidati di diverse forze politiche si sono presentati agli elettori in modo trasparente tramite il nostro portale; oggi la campagna è presente in Parlamento con 283 aderenti di diverso colore politico che si sono impegnati ad avviare una riforma chiave: la modifica dell’art. 416 ter del codice penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, potenziandone l’efficacia con l’aggiunta della voce “altra utilità”. [...] Ci appelliamo sia alla Commissione sui temi economico-sociali ed europei che alla Commissione sui temi istituzionali perché il problema della corruzione ha molteplici implicazioni: essa avvelena da un lato le relazioni di mercato, impedendo qualunque tipo di riforma economica efficace, e dall’altro inquina il processo democratico, delegittimando le istituzioni ed erodendo i legami e la coesione sociale. [...] Nostro fine è rendere la legislazione italiana in linea con gli standard comunitari. Le istituzioni europee, assieme agli organismi internazionali OCSE, ONU e GRECO, a più riprese domandano all’Italia quei necessari adeguamenti in termini di strategie di prevenzione e contrasto al fenomeno corruttivo.
Non possiamo più attendere: abbiamo attivato un conto alla rovescia che segna i giorni utili ad attuare la riforma richiesta da diverse migliaia di cittadini. I sostenitori della campagna Riparte il futuro si sono impegnati a operare nei primi 100 giorni di attività parlamentare. Il contrasto alla corruzione non deve essere né di destra né di sinistra: si tratta, piuttosto, di un tema da affrontare in via prioritaria per restituire un futuro al nostro Paese.
Crediamo che solamente mettendo alla porta corrotti e corruttori si possa affrontare la crisi economica presente, liberi di confrontarsi sugli approcci ma senza il vizio della perdita di risorse per causa corruttiva.
Ci appelliamo alle Commissioni di esperti per dar seguito all’impegno di tanti parlamentari di diverso orientamento politico, per dare una risposta ai cittadini, per restituire dignità all’Italia.