Articoli con il tag “Salute – Obiettivo 100%

Chi dirige le Aziende sanitarie nazionali? Cv, atti di nomina, compensi di tutti i direttori, da Nord a Sud

10/03/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Per monitorare la trasparenza delle Aziende sanitarie nazionali, Riparte il futuro ha mappato da dicembre a oggi tutti i siti istituzionali alla ricerca di dati e informazioni che, in base alla legge 190/2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni, dovevano essere messe online entro queste settimane.
Primo tra i punti chiave richiesti dalla petizione “Salute – Obiettvo 100%” la trasparenza dei vertici aziendali: chi dirige gli enti sparsi lungo il territorio nazionale? A che titolo? Con quale compenso?
Abbiamo mappato la presenza di queste informazioni (atto nomina, curriculum e compenso) del direttore generale, del direttore sanitario e del direttore amministrativo di oltre 240 Aziende sanitarie italiane e questi sono i risultati dell’indagine (in termini percentuali) aggiornati al 7 di marzo.

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In generale si nota che il documento meno pubblicato è l’atto di nomina.
L’area del Sud inoltre risulta più carente delle altre tre in tutti i parametri ma possiamo valutare positivamente la buona percentuale complessiva sia per la pubblicazione dei curricula che dei compensi, anche se non si è ancora raggiunto il 100% pieno.
La trasparenza sul trattamento economico e sui profili professionali delle persone preposte ad incarichi di tale rilevanza è una condizione indispensabile per prevenire favoritismi e in generale per garantire una gestione limpida di un’Azienda sanitaria, così come di ogni altro ente pubblico.

Ma la battaglia per la trasparenza della sanità continua >>

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Ci eravamo dati un obiettivo: il 100%. Ecco i risultati della prima fase della campagna sulla trasparenza della sanità di Riparte il futuro

09/03/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Le volevamo “trasparenti” entro i termini fissati dalla legge e possiamo dire che oggi lo sono molto di più rispetto a tre mesi fa. Anche grazie allo stimolo della società civile, le Aziende sanitarie nazionali hanno risposto con relativa velocità – per un Paese come il nostro alle prime armi con gli open data e il modello dell’open government – alle richieste della campagna “Salute – Obiettivo 100%” promossa da Libera e Gruppo Abele, in conformità con quanto previsto dalla legge 190/2012 sull’integrità delle Pubbliche amministrazioni. Per difendere il Servizio sanitario nazionale dai tentacoli della corruzione, la “trasparenza integrale”, come recita la legge, è una condizione indispensabile. Forti di questa consapevolezza ci siamo mossi in oltre 130.000.

La petizione è scaduta il 31 gennaio, i termini di legge pure. Abbiamo previsto un ulteriore margine di tempo per permettere la messa online delle informazioni e dei piani varati ma ora è arrivato ora il momento della “resa dei conti”.

Chi ha rispettato i tre parametri di trasparenza richiesti dai firmatari della petizione?

Siamo contenti di dire che alla data del 7 marzo su 242 Aziende sanitarie, 240 hanno indicato i direttori generale, sanitario e amministrativo (punto 1 della petizione). In 236 hanno nominato il responsabile anticorruzione (punto 2 della petizione), la figura che dovrà avere centrale importanza nel controllo e prevenzione dei fenomeni di corruzione all’interno delle strutture.

Sul sito di Riparte il futuro, grazie al lavoro di un team dedicato, abbiamo messo online queste informazioni quasi in tempo reale, mostrando come la trasparenza sia sinonimo di semplicità, velocità, fruibilità. Invitiamo ora le Istituzioni a raccogliere la stessa sfida e a procedere spedite lungo il percorso di innovazione che ci attende.

Il dato più negativo rilevato dal monitoraggio è quello delle 227 Aziende sanitarie che hanno pubblicato il proprio Piano anticorruzione (punto 3 della petizione), che dovrebbe rappresentare il cuore pulsante di tutta la macchina. Spetta all’ANAC, Autorità nazionale anticorruzione, agire sugli enti anche con sanzioni, mentre sarà anche nostra cura pubblicare i nomi delle Aziende che ad oggi 7 marzo risultano inadempienti.

In generale l’Italia raggiunge un punteggio di 91% per quanto riguarda il rispetto dei tre paramentri (Nord: 97%, Centro: 87%, Sud e isole: 81%).  Considerando che l’8 dicembre 2013, data di lancio della petizione, eravamo partiti con una percentuale del 38%, registriamo un incremento positivo che ci spinge a fare ancora meglio.

Nel dettaglio regionale, la Basilicata e la Liguria raggungono il 100%, seguite dal Piemonte con 99% e dalla Lombardia col 98%. Chiudono la classifica il Trentino Alto Adige col 72%, la Campania col 62% e la Calabria, ancora ferma al 55%.

Si tratta di una graduatoria parziale e sotto certi aspetti simbolica: la via della trasparenza è appena stata imboccata e c’è ancora molto da fare. A cominciare

dai Piani anticorruzione, che ci auguriamo non siano solamente pubblicati, ma sopratutto che risultino efficaci. Progetti come “Illuminiamo la salute” (www.illuminiamolasalute.it), promossi sempre da Libera e Gruppo Abele con il sostegno di Agenas, si preoccuperanno nel tempo di verificare anche questi aspetti fondamentali.

Anche la strada di Riparte il futuro continua, rilanciando la raccolta delle firme con altre 5 richieste di trasparenza economica, conformi al decreto legislativo 33/2013.
L’obiettivo è ottenere la trasparenza di bilanci, bandi di gara, liste d’attesa, rapporti con il settore privato e con i cittadini in tempi rapidissimi.
La battaglia continua e invitiamo i cittadini a sostenerla firmando su www.riparteilfuturo.it/sanita.

 


Salute – Obiettivo 100%: solo 102 su 242 Aziende sanitarie hanno rispettato in tempo i 3 parametri

12/02/2014 - in corruzione, Salute-Obiettivo 100%

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Il 31 gennaio si è chiusa la prima fase della petizione  lanciata dalla campagna “Riparte il futuro” per la trasparenza nella sanità italiana: “Salute – Obiettivo 100%”. Riportiamo qui alcuni stralci dell’analisi di Leonardo Ferrante, referente scientifico della campagna, dall’articolo pubblicato su Libera Informazione.

“I risultati (aggiornati al 3 febbraio) parlano di un mondo sanitario non completamente al passo con i tempi previsti dalle norme nazionali, la L 190/12 e il dgls 33/13 sui temi dell’anticorruzione e della promozione della trasparenza. Solamente 102 delle 242 Aziende sanitarie hanno rispettato il 100% dei tre parametri stabiliti per legge e monitorati dalla campagna. Esiste ancora un margine di tempo affinché si passi dall’approvazione (fissata appunto al 31 gennaio) e la messa online (che può ritardare qualche settimana) di documenti e informazioni e ci auguriamo che le percentuali crescano rapidamente.

“Il dato più doloroso riguarda la mancata redazione del Piano triennale anticorruzione, cuore di ogni politica a riguardo (solamente 191 sono le Aziende adempienti). Preoccupa inoltre la situazione della Campania, fanalino di coda della classifica (l’unica con un’Azienda addirittura allo 0%, l’istituto tumori “Pascale” di Napoli). Emergono però aspetti fortemente innovativi legati a quest’iniziativa. Libera e Gruppo Abele, le associazioni promotrici, stanno infatti rivoluzionando le forme di confronto democratico tra società civile e istituzioni su questi temi. Dal 3 febbraio è stato infatti attivato un dialogo tra Riparte il futuro e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), al momento fatto di scambio di dati e valutazioni complessive. Che le istituzioni possano contare su una cittadinanza organizzata attenta, partecipe e collaborativa, così come incita a fare la stessa legge, è un cambiamento di passo senza precedenti nella storia democratica del Paese. [...]

Secondo aspetto rivoluzionario è l’attività complementare alla mappatura di Riparte il futuro: seguirà infatti una fase di verifica dei contenuti dei Piani triennali a cura del gruppo di “Illuminiamo la salute” (www.illuminiamolasalute.it) e di tutti i coordinamenti regionali di Libera.  L’intenzione è quella di rendere i territori in grado di operare autonomamente sui temi e monitorare il rispetto non solo formale ma anche sostanziale delle politiche disegnate, forti di un accompagnamento coordinato a livello nazionale. Infine, anche Riparte il futuro, da fine febbraio, continuerà a insistere sul mondo sanitario, con una seconda petizione che andrà al cuore dei meccanismi fondanti, verificando quindi la trasparenza economica, gestionale, dei rapporti con il privato, dei tempi di attesa, dell’apertura alla cittadinanza. Fermare i “ladri di salute”, siano essi corrotti, corruttori o clan criminali, è precondizione fondamentale di qualunque politica civile e istituzionale.


Che cosa succederà dopo il 31 gennaio? “Salute – Obiettivo 100%” continua…

24/01/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Il 31 gennaio è la scadenza di legge 33/13 per approvare il Piano triennale anticorruzione e rispettare gli altri impegni di trasparenza. La petizione “Salute – Obiettivo 100%” chiede che vengano rispettati 3 punti chiave, compresa l’approvazione del Piano, nei tempi fissati. Esiste un leggero scarto temporale tra l’approvazione e l’obbligo di pubblicazione online: ci sarà infatti un periodo di 2-3 settimane (speriamo sia il più breve possibile) in cui sarà ancora possibile, per le Aziende, provvedere alla messa online senza risultare inadempienti.

Dal 3 Febbraio Riparte il futuro, forte del sostegno degli oltre 125.000 firmatari di “Salute – Obiettivo 100%”, comincerà a dialogare con l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC, ex CIVIT). Chiederemo all’ANAC (che si potrà avvalersi del sostengo dell’OIV, Organismo Indipendente della Valutazione della performance, e del Dipartimento della Funzione pubblica) di fare ciò che è nei suoi poteri per verificare sia l’approvazione entro la data del 31 gennaio, sia la pubblicazione del Piano Anticorruzione e il rispetto delle altre richieste di trasparenza.

La sosterremo poi nella sua opera di vigilanza per il tempo utile a passare dall’approvazione alla pubblicazione, continuando il monitoraggio civico sul nostro portale e via via presentando i nostri dati fino alla terza- quarta settimana di febbraio.

Al termine di questo tempo, le chiederemo di passare dal ruolo di monitoraggio al ruolo sanzionatorio che le compete. Il rispetto della legge e la certezza del diritto sono infatti i fondamenti di qualunque strategia di lotta all’opacità.

L’ANAC in caso di inadempienza, ha il potere di:

- rilevare la responsabilità dirigenziale per i vertici dell’organo di indirizzo politico: cioè l’incarico  dei dirigenti dell’organo di indirizzo politico può non essere rinnovato, revocato e addirittura in alcuni gravi casi è possibile procedere con il licenziamento (art. 21 dlgs 165/2001)

- intervenire sull’applicazione degli incentivi: se non si procede alla pubblicazione, può essere decurtata la retribuzione e la riscossione dei premi.

- rilevare la responsabilità amministrativa per danno all’immagine dell’ente: si può chiedere di risarcire il danno procurato dall’inadempienza dell’organo di indirizzo politico.

Aiutaci a diffondere la petizione, è in gioco la nostra salute!

 

 


A che punto siamo con la trasparenza nella sanità italiana? Il monitoraggio di ‘Riparte il futuro’ continua

20/01/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Si attesta al 60% il livello di trasparenza delle 240 aziende sanitarie d’Italia monitorate dalla campagna “Salute – Obiettivo 100%” organizzata da Riparte il futuro. Secondo i dati raccolti, le regioni con la sanità pubblica meno trasparente d’Italia in base alla legge 190/2012 continuano a essere il Molise (che tuttavia avanza di qualche punto in classifica), la Campania e la Sardegna.
Le regioni a dimostrarsi invece più virtuose sono la Basilicata, che ottiene il 90%, superando l’ex prima in classifica, il Friuli Venezia-Giulia. A seguire Valle d’Aosta (89%), Friuli Venezia-Giulia (87%), Lombardia (72%), Trentino Alto Adige (69%) e Piemonte (68%).
La maggior parte delle regioni rivela un livello di trasparenza medio-basso con percentuali che vanno dal 35% della Calabria al 62% della Liguria, dimostrando comunque un generale avanzamento.

Curioso il dato della Sardegna che, nonostante il basso punteggio (27%), annovera tra le sue aziende sanitarie casi molto positivi come la ASL di Oristano che ha ottenuto il 100%. Delle 5 Asl che non hanno ad oggi rispettato nessuno dei tre parametri richiesti dalla petizione, 3 sono campane, una calabrese e una sarda. Mentre in Lombardia già 8 Aziende hanno raggiunto il 100%.

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Secondo il quadro emerso la maggior parte delle Aziende ha continuato la pubblicazione di nominativi e curricula dei vertici aziendali: ad essere in regola su questo aspetto sono in 238. In 187 hanno invece già provveduto a nominare il responsabile anticorruzione e solo 84 hanno reso pubblico il Piano triennale anticorruzione.

A un passo dalla scadenza dalla scadenza della petizione, la media italiana passa dal 53% al 60%. Ma Libera e Gruppo Abele, promotrici di Riparte il futuro, continueranno nella loro attività di monitoraggio per relazionare il più chiaramente possibile i progressivi aggiornamenti in materia.
Il tuo sostegno è importantissimo e ti invitiamo a firmare – e a far firmare – la petizione.


“In Italia tutto è a mezzo”… in 120.000 vogliamo il 100%

10/01/2014 - in corruzione, Salute-Obiettivo 100%

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La corruzione nel settore sanitario mette in pericolo la salute e la vita di ciascuno di noi, per questo un mese fa “Riparte il futuro” ha lanciato una petizione nazionale per chiedere che le 240 Aziende sanitarie italiane rispettino entro la scadenza di legge quattro punti chiave della normativa anticorruzione. Un solo inequivocabile obiettivo: raggiungere il 100% entro il 31 gennaio. Finora sono state raccolte oltre 120.000 firme.

Grazie al monitoraggio civico e a un sistema di mappatura digitale, sul sito si possono consultare i dati aggiornati di tutte le Regioni. Alla data dell’8 gennaio, quando mancano circa 20 giorni al termine fissato dalla legge 190/2012, il 58% delle ASL in Italia è in regola mentre il restante 42% non ha ancora provveduto a rispettare i paramentri di trasparenza fondamentali per prevenire la corruzione all’interno delle varie strutture locali.

Abbiamo bisogno di te per raggiungere la meta e per non lasciare “tutto a mezzo”, come diceva Pier Paolo Pasolini.

FIRMA E DIFFONDI “SALUTE – OBIETTIVO 100%” >>


Oltre 120.000 firme in un mese per combattere la corruzione in sanità “Salute – Obiettivo 100%”

09/01/2014 - in Salute-Obiettivo 100%

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Gli italiani lo sanno: la corruzione in sanità va combattuta con tutte le forze perché la salute è il bene più prezioso che abbiamo. Per questo, dal 9 dicembre a oggi, hanno firmato in massa la petizione “Salute – Obiettivo 100%” che chiede alle 240 Aziende sanitarie nazionali di rispettare entro i termini stabiliti dalla legge (il 31 gennaio) la normativa anticorruzione.

Sono state raccolte 120.000 firme in un mese: e il numero continua a crescere.

Condividi questo post e chiedi ai tuoi amici e parenti di firmare qui!

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Trasparenza nella sanità pubblica italiana: la nuova fotografia di ‘Riparte il futuro’

30/12/2013 - in Salute-Obiettivo 100%

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Schermata 2013-12-30 alle 16.35.25Campania, Molise e Sardegna sono le regioni con la sanità pubblica meno trasparente d’Italia. Le migliori, invece, sono Friuli Venezia-Giulia, Basilicata, Valle d’Aosta e Lombardia. Sono sette le aziende sanitarie ancora all’anno zero sulla trasparenza, di cui ben 4 localizzate in Campania , mentre 14 sono quelle che hanno rispettato tutti i parametri di legge. La nuova fotografia della trasparenza nella sanità nel nostro paese, con i dati aggiornati al 28 dicembre, viene fornita da Riparte il futuro attraverso l’ iniziativa “Salute: obiettivo 100%”, il primo monitoraggio civico delle 240 aziende sanitarie italiane, classificate in base a un punteggio che misura il livello di applicazione della legge 190/2012 sulla lotta alla corruzione. Tre, in particolare, gli adempimenti a cui è tenuta, entro il 31 gennaio 2014, ogni azienda sanitaria: nominare il responsabile locale anticorruzione; pubblicare online il Piano triennale anticorruzione; fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo).
I dati mostrano un paese spezzato in due, con dieci regioni sotto la media nazionale in fatto di trasparenza, che si assesta al 53%, e dieci che superano la media.

Sette le aziende sanitarie che ad un mese dalla data di scadenza del 31 gennaio 2014, sono ancora quota zero, perché non hanno applicato nessuno dei tre parametri previsti della legge 190/2012 e oggetto del monitoraggio. Ben 4 aziende sanitarie sono campane; una ciascuna, invece, in Calabria, Sardegna e Sicilia. Le aziende più virtuose, quelle che hanno già raggiunto il 100% di trasparenza, sono 14, di cui ben otto si trovano in Lombardia, due in Friuli Venezia Giulia, le altre in Basilicata, Sardegna, Liguria e Sicilia. Sempre scorrendo la graduatoria sono da sottolineare altri due dati: 33 aziende ferme al 15% di trasparenza, da un lato, e 44 quelle che hanno superato la percentuale dell’85%, ormai vicine alla meta.

Per incentivare una maggiore trasparenza nel sistema sanitario nazionale e chiedere che tutte le aziende pubblichino presto e senza rinvii la informazioni stabilite dalla legge 190/2012 e dal decreto 33/2013, Libera e Gruppo Abele hanno lanciato la petizione sottoscritta in poco meno di due settimane da 65mila cittadini. Obiettivo: una sanità trasparente al 100%.

Sul sito della campagna monitoriamo giorno per giorno le Aziende sanitarie affinché rispondano alle tre richieste della petizione e alle prescrizioni di legge.
Manca un solo mese alla scadenza per mettersi in regola e dotarsi d strumenti per contrastare la corruzione e facilitare la trasparenza: in gioco ci sono un patrimonio del Paese da difendere, la professionalità di tantissimi operatori sanitari e la nostra salute.


I dati di “Salute – Obiettivo 100%” analizzati da Wired.it

23/12/2013 - in Salute-Obiettivo 100%

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Dal 9 dicembre Riparte il futuro ha lanciato un grande monitoraggio anticorruzione rivolto al mondo della sanità italiana. Wired.it ha analizzato e commentato i dati emersi in queste prime settimane in cui il sito si è trasformato in un grande banco di prova per le 240 Aziende sanitarie italiane. Chi non si è ancora messo in regaola con il Piano anticorruzione e con la nomina del Responsabile? Chi non ha ancora pubblicato online le informazioni sui vertici delle Aziende?

Per la prima volta nella storia del nostro Paese sarà la società civile a monitorare attribuendo a ogni Azienda sanitaria un punteggio: via via che ognuna di esse rispetterà le richieste della petizione e le prescrizioni di legge il punteggio aumenterà. L’obiettivo è che tutte le Aziende sanitarie raggiungano il 100% entro la scadenza di legge: il 31 gennaio. Trasparenza e anticorruzione possono salvarci la vita.

Facciamo insieme a Wired il punto della situazione sullo stato dell’arte e contiuniamo a diffondere la petizione per chiedere una sanità trasparente, libera dalla corruzione.

 

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Luigi Ciotti: ecco perché dobbiamo firmare tutti la petizione “Salute Obiettivo 100%”. Il video-appello

19/12/2013 - in Salute-Obiettivo 100%

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Luigi Ciotti, fondatore di Libera e Gruppo Abele promotrici della campagna “Riparte il futuro”, lancia un appello per firmare tutti la petizione Salute – Obiettivo 100%, secondo step della più grande mobilitazione mai organizzata in Italia sul problema corruzione.
Questa piaga divenuta ormai sistemica soffoca le migliori risorse del Paese e, quando colpisce settori sensibile come la sanità, può avere conseguenze pesantissime sulla nostra vita quotidiana.

FIRMA ANCHE TU!


Monitoraggio delle Aziende sanitarie: due esempi opposti a Messina

19/12/2013 - in Salute-Obiettivo 100%

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Prosegue il monitoraggio di Riparte il futuro delle Aziende sanitarie nazionali per verificare che rispettino entro il 31 gennaio le disposizioni di legge (190/2012) in materia di trasparenza e anticorruzione. La situazione varia da caso a caso e può succedere che in una stessa città ci siano esempi opposti. Succede a Messina dove si registra l’esempio del Policlinico G. Martino, che ha già raggiunto l’obiettivo del 100% richiesto dalla petizione e quello meno meritevole della “Papardo Piemonte“, che ha messo online un Piano ma non il nome del Responsabile anticorruzione che lo dovrebbe aver scritto.
Speriamo si tratti solamente di un errore a cui venga posto presto rimedio e ci auguriamo anche che l’Azienda siciliana voglia dare maggiore coerenza alle informazioni pubblicate online: i dati sui vertici dell’organo di indirizzo politico, ad esempio, sono incomplete e frammentarie.

Ben diversa la situazione dell’A. O. U. Policlinico “G. Martino” che ha già soddisfatto il 100% delle richieste della petizione, primo passo di un lungo percorso che dovrà aprirsi sempre di più alla trasparenza e alla partecipazione della cittadinanza.

Il caso di Messina non è isolato: in diversi territori si passa da realtà più refrattarie a rispondere agli obblighi di legge ad altre che hanno già raggiunto elevati livelli di trasparenza.

FIRMA LA PETIZIONE PER AZIENDE SANITARIE TRASPARENTI>>


Monitoraggio ASP Agrigento: quando controllore e controllato sono la stessa persona. Che ne pensi?

18/12/2013 - in Salute-Obiettivo 100%

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Come sapete la campagna “Riparte il futruo” ha da poco lanciato la sua seconda fase  – Salute – Obiettivo 100% – volta a contrastare la corruzione nella sanità e a favorire la trasparenza delle Aziende sanitarie nazionali. In una settimana sono state raccolte oltre 60.000 firme che chiedono l’adeguamento alla normativa prescritta dalla legge 190/2012 entro il 31 gennaio 2014.
Nell’ambito del monitoraggio, che ha preso il via questa settimana, segnaliamo il caso dell’ASP di Agrigento, in cui il direttore amministrativo svolge anche gli incarichi di responsabile anticorruzione.
La legge, che non fissa esplicitamente impedimenti, invita comunque a evitare situazioni di conflitto d’interesse.
In una situazione come quella di Agrigento controllore e controllato coincidono, esiste quindi il rischio che qualunque politica anticorruzione finisca col non avere la giusta efficacia.

Cosa ne pensi? Dì la tua nei commenti. (E se non l’hai già fatto firma la petizione!)


Condizione indispensabile per la trasparenza: la fruibilità e la chiarezza delle informazioni online delle Pubbliche amministrazioni

17/12/2013 - in Politico e digitale, Salute-Obiettivo 100%

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Immaginate che questo testo in foto sia un documento importantissimo che descrive le norme anticorruzione di una Pubblica amministrazione. Cosa riuscite a capire? Probabilmente poco e niente. È un esempio per dimostrare che la chiarezza e la fruibilità di un documento ufficiale sono condizioni indispensabili per permettere alle persone di informarsi e diventare consapevoli.
La campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele, in occasione del lancio della nuova petizione “Salute – Obiettivo 100%”, ha deciso di mettere a disposizione di tutti un servizio di “fruibilità”.

Che significa?

Molte volte nei siti delle della Pubblica Amministrazione, e in particolare delle Aziende sanitarie a cui la petizione si rivolge, le informazioni che devono essere messe in forma di open data in base alle prescizioni di legge sono spesso difficili da trovare, richiedono molti “click” prima di essere raggiunte oppure – una voltra torvate – risultano incomplete. In altri casi sono presenti link che non portano a nulla o a pagine inesistenti, ma che nonostante questo soddisfano formalmente le richieste della “Bussola della trasparenza”, un sistema di monitoraggio automatico previsto dal Ministero della Pubblica Amministrazione. Capita quindi che la Bussola consideri esistenti informazioni in realtà assenti.

Questo accade anche per i tre punti  richiesti dalla petizione Salute – Obiettivo 100%,  ovvero nominare il Responsabile locale anticorruzione, pubblicare online il Piano triennale anticorruzione e fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo) rendendo pubblici il cv comprensivo di tutti gli incarichi pubblici e privati ricoperti, l’atto di nomina e il compenso.

Sul sito della campagna monitoriamo giorno per giorno che le Aziende sanitarie rispondano alle tre richieste della petizione e alle prescrizioni di legge. Vogliamo che non vengano concesse proroghe e che i rinvii non siano la norma. Maggiore è il numero di criteri soddisfatti, maggiore è il punteggio raggiunto dalla singola Azienda sanitaria.

Per evitare che il rispetto delle richieste sia solo formale ma non sostanziale facciamo affidamento sul “lavoro umano” (cioè non automatico) di diversi operatori, impegnati a verificare con grande impegno l’esistenza reale delle informazioni. Un sistema di monitoraggio con un “cuore”, cioè in grado di recuperare informazioni anche quando non si trovano nello spazio corretto, e una “mente”, ossia in grado di verificare l’esistenza sostanziale dei dati e delle informazioni.

Abbiamo voluto assumerci l’onere di fornire una vera “fruibilità”, per ora in forma sussidiaria, confidando che quest’impegno venga presto assunto dalle stesse Istituzioni. I dati sul nostro portale compaiono infatti organizzati, confrontabili, sintetizzati, consultabili e scaricabili da tutti. Emulare questo modello è la vera sfida che tutte le Pubbliche Amministrazioni dovranno assumersi per dialogare davvero con la società civile. Allo stesso modo, i ministeri competenti sono invitati a contribuire al monitoraggio reale del rispetto concreto degli impegni fissati dala legge.

Ci auguriamo che presto tutte le Aziende sanitarie (e non solo) provvedano a dotarsi di portali di facile consultazione per la cittadinanza, come appunto indicato dalla legge sulla trasparenza d.lgs. 33/13, anche relativamente a come spendono le risorse pubbliche.

Leonardo Ferrante