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Il valore della partecipazione politica: intervista a Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico

16/07/2014 - in trasparenza

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Trasparenza e contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione: questi i due elementi che Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico, considera fondamentali e necessari per portare avanti una politica sana e a servizio di tutti i cittadini.
Avviso Pubblico riunisce più di 250 realtà amministrative e si pone come obiettivo la costruzione di percorsi di legalità all’interno delle istituzioni, la creazione di reti di cittadini consapevoli e partecipi che dicano NO alle dinamiche speculative criminali.

Montà ha incontrato i ragazzi della Scuola estiva del Gruppo Abele che lo hanno intervistato per Riparte il futuro :

Partecipazione e comunità: in che modo il comune deve dialogare con le comunità che risiedono sul territorio e affrontare le marginalità?

C’è una certa marginalità socio-culturale che va letta e su cui bisogna lavorare. Noi stiamo cercando di fare una mappa della partecipazione: censire i portatori di interessi, capire chi sono i soggetti con cui l’amministrazione si relaziona e cercare strumenti che aiutino la partecipazione. Dobbiamo inoltre costruire politiche rappresentative degli interessi di imprese virtuosi e cittadini partecipi in modo da indirizzare successivamente le nostre scelte. Dall’altro lato è necessario individuare nuclei di marginalità, che hanno la percezione che la politica risponda a dinamiche datate e che venga considerata un centro di collocamento.

La commissione bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato l’impignorabilità della prima casa. Cosa ne pensa?

Ritengo che la casa sia un bene fondamentale, un diritto primario dei cittadini che non deve venire meno. Abbiamo avuto esempi sul nostro territorio di imprese che sono fallite lasciando i cittadini nella disperazione […]. Non ci può essere un paese a “due velocità”. L’amministrazione non può essere indifferente rispetto alla perdita dei risparmi delle famiglie dovuta al fallimento di certe aziende private e pubbliche [..]. Inoltre la criminalità organizzata attecchisce all’interno di queste crepe create dalla disperazione e dalla crisi e non possiamo permettere che questo accada.

Cosa può dirci sullo scandalo “LE GRU” di Grugliasco?

Non so, ero un bambino. Di certo è stato un grande business su più fronti, da cui tutti hanno attinto, con responsabilità della politica, dell’amministrazione in termini autorizzativi e del sistema produttivo ed economico. Quando facevo l’assessore, incontrai un responsabile delle cooperative che avevano costruito il centro commerciale. Rimasi colpito da una sua battuta: “dal punto di vista della mia azienda… magari ce ne fossero per noi di occasioni del genere…” mentre per l’amministrazione pubblica fu un disastro che portò a numerosi arresti. Il concetto “la misura è l’affare” è la sconfitta del paese. Il fatto che quella fosse considerata una grande occasione mi ha sconvolto. Siamo passati per “la città dei corrotti”, ancora oggi mi viene ricordato. Era il più grande centro commerciale d’Italia e Grugliasco viene ricollegata, dopo anni, a questo scandalo.

E per quanto riguarda le grandi opere?

Le grandi opere in parte sono sporcate e in parte no, basta guardare i grandi scandali di oggi. Il problema è che ormai un certo tipo di relazione ha contaminato questi progetti. Ma sono l’espressione di un fenomeno che parte dal piccolo, in cui la tangente è ormai considerata la normalità.

Avviso Pubblico appoggia la campagna di Legambiente “Abbatti l’abuso”, come sta procedendo la campagna?

L’abuso edilizio è un elemento drammatico di vittoria dell’illegalità; noi sosteniamo questa campagna dove le istituzioni difendono in concreto la legalità del territorio, con i rischi e le problematiche che ne conseguono. In taluni posti contrastare l’abuso edilizio e l’idea stessa che il territorio sia a disponibilità di chi è più forte (e più furbo) è un messaggio complicato. Siamo vicini agli amministratori che contrastano l’abuso edilizio e che portano avanti espropri a danno dei mafiosi, sapendo che a volte il prezzo da pagare è alto. Il compito dell’associazione è dunque quello di sostenere chi sta seguendo la strada “giusta” e di fornir loro un supporto.

Cristina (25 anni, Biella)
Achraf ( 20 anni, Torino)
Samuele ( 22 anni, Asti)

 


Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: storie di vittime

16/07/2014 - in corruzione

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Per il terzo giorno della scuola estiva del Gruppo Abele incentrata sui temi della lotta alla corruzione arriva alla Certosa di Avigliana il medico epidemiologo Vittorio De Micheli, che, con la ricercatrice del Gruppo Abele Elisabetta Bosio, racconta ai ragazzi la genesi e gli sviluppi della campagna per la trasparenza nella sanità pubblica “Illuminiamo la salute”.

Molte sono le zone d’ombra nella gestione della sanità, dalle ricerche alla diffusione dei farmaci, sino all’amministrazione delle (tante) risorse destinate a questo importante settore. La campagna, partendo dalle normative in materia di trasparenza, punta anzitutto a rendere accessibili i dati delle aziende sanitarie e a sollecitare le stesse a nominare un responsabile anticorruzione. E poi a innescare meccanismi virtuosi di controllo da parte dei cittadini.

Certo non è semplice, proprio per i cittadini, riuscire a comprendere fino in fondo l’ambiguità di alcune situazioni purtroppo tipiche del nostro sistema. Proprio per questo i relatori propongono la simulazione di alcuni casi-tipo, da analizzare lavorando in gruppo.

Nel pomeriggio è la volta dei giovani autori della Scuola Holden, la scuola torinese di “storytelling & performing arts” diretta da Alessandro Baricco, che illustrano il loro lavoro a sostegno di Riparte il Futuro sulle “storie di stra-ordinaria corruzione”. Sono Domitilla Pirro, Enrico Rama e Francesco Gallo.
Sotto la loro guida i ragazzi si cimentano nella progettazione di un racconto sul tema delle vittime della corruzione. Dalla scelta della vittima, motivata dai vari gruppi, sino all’attività di promozione cross-mediale, passando per la ricerca delle fonti e la scelta della tecnica di narrazione. In poche ore, grazie al supporto e ai consigli dei giovani autori della Scuola, i ragazzi gettano le basi di un progetto narrativo.

Anche la terza giornata volge e al termine e in coincidenza col periodo del Ramadan si cena un po’ più tardi del solito per aspettare tutti colore che stanno digiunando dall’alba al tramonto. E i pensieri vanno al conflitto in corso: “immersi in questo luogo di pace – dicono i ragazzi – non possiamo dimenticare e non dimostrare la nostra vicinanza al popolo palestinese che continua a vivere questo dramma, convinti che i nostri occhi debbano essere ben aperti di fronti a qualsiasi ingiustizia.”

#freepalestina #stopbombinggaza

Giulia Bartolini e Stefano Busi

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C’è chi dice NO! Intervista a Raphael Rossi

15/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Nell’autunno 2007 Raphael Rossi sedeva nel consiglio di amministrazione di Amiat, azienda del comune di Torino che gestisce lo smaltimento dei rifiuti. Hanno provato a corromperlo, e lui ha detto NO!  Opponendosi all’acquisto di un macchinario inutile, rifiutando una tangente e denunciando l’accaduto alla Procura della Repubblica, fece a suo dire “una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando e rosso”, eppure il suo gesto, così ordinario e rivoluzionario, ha ispirato la nascita di un movimento: “Signori Rossi. Corretti non corrotti”.

Raphael non si è limitato a dire di no. Dopo la denuncia, nonostante l’isolamento iniziale, si è rivolto alla trasmissione “Report”, che gli ha dato la visibilità necessaria affinché l’opinione pubblica lo sostenesse. Successivamente si è sbloccata l’empasse giudiziaria, che ha finalmente portato a processo, con condanna in primo grado, i responsabili della vicenda. Pur essendo stato l’unico rimosso dal consiglio di amministrazione al momento del rinnovo, nel 2010 Raphael ha continuato il suo mestiere in altre società pubbliche; prima a Napoli, poi a Reggio Calabria, e oggi a Parma, che, unico comune in Italia, ha attuato la tariffa puntuale, che prevede la tassa dei rifiuti non in base alla superficie della propria abitazione bensì alla quantità di rifiuti prodotta.

Ieri mattina Raphael è salito in Certosa per raccontare la sua storia ai ragazzi che partecipano alla Scuola estiva del Gruppo Abele, incentrata sui temi della lotta alla corruzione. L’ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, ha raccontato di come , insieme ad altri volontari, ha creato l’associazione e lo sportello SOS anticorruzione. “Nel mio caso la correttezza ha pagato – ha detto nel suo intervento – io sono stato premiato. Ma sono stato sostenuto da tutti. C’è bisogno di rete e di protezione perché chi si trova in questa posizione hanno bisogno di competenze, di essere sostenute.”

I ragazzi ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande:

“C’è chi dice NO” è il libro che racconta la tua esperienza. Il primo capitolo si intitola “Impegno civico e disimpegno cinico”. Cosa significa?

Il tema centrale è quello dell’impegno civico all’interno della nostra società, che vuol dire prendersi cura dei beni comuni anche se, per quanto sia nell’interesse di tutti, molto spesso vengono inutilizzati o sprecati a danno della collettività. La raccolta differenziata, ad esempio, può fare davvero la differenza.

La legalità conviene? E quanto costa?

La legalità conviene collettivamente, infatti si vive meglio dove è più presente. Il costo deriva dalla difficoltà nel difendere tale condizione a vantaggio del singolo, tuttavia una maggiore legalità porta a una minore disuguaglianza sociale ed è correlata a vari fattori quali, ad esempio, la cultura.

Lev Tolstoj disse: “se i corrotti fanno dell’unione la loro forza, gli onesti devono far lo stesso”. Cosa ne pensi?

Credo che gli onesti siano la maggioranza delle persone, perciò non bisognerebbe giudicare solo sulla base degli episodi di corruzione. Nonostante i media ne privilegino la diffusione, andrebbero sottolineati e fatti conoscere gli episodi positivi. Io mi sento di restituire tanto di quello che ho ricevuto, mi sento di impegnare del tempo a raccontare la mia storia, proprio perché questo esempio positivo possa replicarsi.

Cosa ti è mancato nel momento in cui hai denunciato? Cosa consiglieresti ai futuri “signori Rossi”?

A me è mancata la collaborazione da parte delle istituzioni. I futuri “signori Rossi”, a differenza di me, si troveranno sicuramente in un contesto più sensibile e pronto, grazie, oltre che allo sportello anticorruzione, ad associazioni come Libera e il Gruppo Abele.
Pur essendo migliorata la situazione, la strada è ancora in salita.

Avigliana (TO), 14/07/2014,

Enrico (19 anni – Collegno, TO)

Costanza (19 anni – Chiavari, GE)

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Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: è possibile mettere insieme gli onesti?

15/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Nonostante le cattive previsioni meteorologiche, alla Certosa del Gruppo Abele splende il sole e Il secondo giorno della scuola estiva incentrata sui temi della lotta alla corruzione comincia bene. Leonardo Ferrante, referente scientifico della campagna Riparte il futuro, prosegue con la seconda lezione in cui si affrontano argomenti più tecnici: come si è evoluto storicamente il fenomeno della corruzione fino alla Legge 190 del 2012, che per la prima volta introduce il concetto di “prevenzione” della corruzione, e al decreto legislativo 33 del 2013, che riguarda proprio la trasparenza delle amministrazioni pubbliche?
Il cittadino ha diritto a un’amministrazione trasparente, all’accesso alle informazioni, ha il diritto di sapere e di comprendere come viene amministrato il luogo in cui vive, chi sono le persone che lo amministrano e quanto vengono pagate per farlo.

Nella prima parte della mattinata si è anche anticipato il tema del “whistleblower” ovvero colui che denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità delle attività illecite di cui è stato testimone all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda. È stata introdotta così la presenza di un prferssore d’eccezione: Raphael Rossi. Ex vice-presidente dell’Amiat di Torino, Raphael ha denunciato un episodio di corruzione all’interno dell’azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Comune, opponendosi alla macchina del potere.

Certo che chi fa un errore deve essere chiamato a risponderne, e Raphael non si è fermato di fronte alle difficoltà. Ha attraversato un percorso burrascoso durato anni, di cui però lui parla con il sorriso, con la fermezza di chi sa di aver fatto la cosa giusta e non è stato lasciato solo. Più di 40.000 cittadini hanno chiesto al Comune di Torino di costituirsi parte civile nel processo e tante associazioni e volontari lo hanno sostenuto. Ma dire di no non basta e Raphael ha creato un’associazione, i Signori Rossi, e uno sportello SOS Corruzione, perché il suo esempio possa replicarsi.

Nel pomeriggio i ragazzi sono stati impegnati in un gioco di ruolo su una città immaginaria, condotto da Mauro Maggi del Gruppo Abele. Vestendo i panni chi del sindaco, chi dell’imprenditore, del commerciante o del cittadino, sperimentano le difficoltà di amministrare un comune, ma anche di essere cittadini responsabili e partecipi alla vita del proprio territorio. Dopo cena l’ultimo incontro della giornata, con Roberto Montà, sindaco di Grugliasco (TO) e presidente di Avviso Pubblico, la rete di amministratori e amministrazioni locali contro le mafie.

Avviso Pubblico nasce più di 18 anni fa per mettere in rete chi amministra le nostre comunità locali secondo principi di trasparenza, onestà e legalità. Cose che dovrebbero essere scontate, ma che purtroppo sappiamo venire spesso disattese nella pratica. Montà mette in guardia rispetto al calo della partecipazione elettorale, e alla parallela capacità di controllo sul territorio da parte delle organizzazioni mafiose. La sfida? Ricostruire le comunità locali, rappresentando tutti i cittadini e non solo alcuni; riuscire a portare a votare la gente “normale”, e non solo i professionisti del procacciamento di voti (a prescindere dal fatto che tale attività sia fatta o meno in buona fede).

Ieri la Scuola si è aperta con una domanda: “È possibile mettere insieme gli onesti?” La risposta dopo il secondo giorno è senza dubbio: SI!

Giulia Bartolini e Stefano Busi


Il diario della Scuola estiva del Gruppo Abele: con la partecipazione sconfiggi la corruzione

14/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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Alla Certosa 1515 di Avigliana è iniziata da poche ore la scuola estiva del Gruppo Abele e Libera. In un luogo di pace e riflessione, ventuno ragazzi si formeranno per quattro giorni sui temi della corruzione.

Ad aprire i lavori è stato Michele Gagliardo, responsabile delle attività rivolte ai giovani realizzate dal Gruppo Abele. Obiettivo di questi giorni – spiega – sarà capire il fenomeno della corruzione, cosa è stato fatto e cosa è possibile fare per contrastarlo. A seguire, Leonardo Ferrante, referente scientifico di Riparte il Futuro, la campagna promossa da Libera e dal Gruppo Abele contro la corruzione, che ha raccolto oltre 530.000 firme a sostegno di un Paese e di una politica liberi da questo fenomeno. È con il Teatro dell’Oppresso che Leonardo ha mostrato ai ragazzi le dinamiche del potere, la “magia” del potente che imponendo le mani può muovere i suoi “sottoposti” e quindi la logica della corruzione che è sempre abuso di potere delegato per fini privati.

Seduti nel piazzale d’ingresso della Certosa si pongono e si risponde alle prime domande; che cos’è la corruzione? quali sono gli attori compresi all’interno del processo corruttivo? Quanto costa la corruzione? Qual è la differenza tra Mafia e Corruzione? La corruzione rompe qualcosa, una relazione, un sistema, la fiducia. L’anticorruzione significa invece ricucire, ricucire la fiducia ed il tessuto sociale.

Un discorso complesso, che andrà declinato nei suoi molti aspetti, nei prossimi giorni di campo estivo, nella cornice della Certosa 1515, a pochi chilometri dalla Sacra di San Michele e dai laghi di Avigliana.

Lunedì saranno due gli ospiti d’eccezione; Rapahael Rossi, consulente esperto per la gestione dei rifiuti e Roberto Montà, sindaco di Grugliasco e presidente di Avviso Pubblico.

E dopo un pomeriggio intenso e un preambolo su calcio e corruzione… tutti insieme a guardare la finale del mondiali!

Giulia Bartolini

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