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A Biella consegnato il braccialetto bianco al sindaco Cavicchioli e intanto a Fano si approva la delibera “Trasparenza a costo zero”

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Mercoledì scorso Libera ha consegnato il braccialetto bianco simbolo della campagna contro la corruzione Riparte il futuro al sindaco di Biella, Marco Cavicchioli.  Il primo cittadino, nel corso della scorsa campagna elettorale, ha infatti deciso di aderire a Riparte il futuro e rendere la sua candidatura trasparente. Adesso non resta che attendere anche qui, come richiedeva l’impegno preso con Libera e Gruppo Abele, l’adozione della delibera “Trasparenza a costo zero” che deve avvenire insindacabilmente entro i primi 100 giorni dall’insediamento della giunta. La delibera prevede che il Comune pubblichi i propri bilanci on line insieme ai dati relativi alle società partecipate, nonché la pubblicazione dei beni confiscati e l’istituzione di “giornate della trasparenza”.

Un percorso che è già realtà a Fano, dove il sindaco Massimo Seri ha da poco approvato la delibera “trasparenza a costo zero”, mantenendo fede agli impegni presi con i suoi elettori e con tutti i firmatari di Riparte il futuro. Seri ha inserito nel documento ufficiale gli intenti richiesti dalla candidatura trasparente, conferendo ai suoi concittadini il “diritto di sapere chi amministra”, il “diritto di monitorare la vita economia del comune”, il “diritto alla responsabilità dei politici e dei funzionari pubblici”, il “diritto a prender parte alle politiche anticorruzione” e il “diritto alla trasparenza dei beni confiscati”.


Continua lo #zeroscusetour: consegna del braccialetto bianco al sindaco di Pavia Massimo Depaoli

31/07/2014 - in Libera e Gruppo Abele, trasparenza

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Continua il tour attraverso l’Italia per consegnare i braccialetti bianchi ai 75 sindaci che hanno accettato di impegnarsi contro la corruzione sul proprio territorio. Ieri i volontari del Presidio di Libera Pavia hanno consegnato il braccialetto bianco al sindaco Massimo Depaoli che in campagna elettorale ha aderito a Riparte il futuro promettendo di adottare e rispettare la delibera “Trasparenza a costo zero” entro un tempo prestabilito.

La battaglia comincia adesso: ill neo-eletto Sindaco dovrà rispettare gli altri due impegni presi con i cittadini:

- Adottando la delibera entro 100 giorni

- Impegnandosi ad attuare le prescrizioni della delibera entro i successivi 200 giorni

La mancanza di risorse per i Comuni non può essere una scusa perché è possibile combattere la corruzione anche a costo zero.

Controlla in quali paesi e città è stato eletto un candidato col braccialetto bianco. Tra questi anche 12 grandi città e capoluoghi di provincia: Bari, Biella, Carpi (MO), Cremona, Fano, Foggia, Forlì, Modena, Pavia, Perugia, Prato, Terni.
Il tuo Comune non è nella lista? Contatta il tuo sindaco e chiedigli di aderire!

#zeroscusetour


Braccialetto bianco a Massimo Seri, sindaco di Fano

26/06/2014 - in Libera e Gruppo Abele, trasparenza

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Massimo Seri è il primo, nonché l’unico per il momento, sindaco braccialetto bianco delle Marche. Il simbolo di Riparte il futuro è stato consegnato al neoeletto primo cittadino di Fano stamane da Francesca Rispoli dell’Ufficio di presidenza di Libera, Paola Senesi, responsabile di Libera Marche e Michele Altomeni, responsabile di Libera Fano.

Il sindaco ha assicurato nel corso dell’incontro che manterrà gli impegni presi con la campagna promossa da Libera e Gruppo Abele, a cominciare dalla delibera “trasparenza a costo zero” che dovrà essere adottata entro 100 giorni dall’insediamento della giunta: la deadline assicurata dall’amministrazione è per settembre.  ”Sono molto contenta perché questa nuova amministrazione ha puntato molto in campagna elettorale sulla trasparenza”, commenta Paola Senesi. “L’adesione a Riparte il futuro è stata quindi naturale. Seri è l’unico sindaco delle Marche ad avere il braccialetto bianco: speriamo che sia da esempio. Una macchina pubblica trasparente è un vantaggio pe tutti, istituzioni e cittadini. Le Marche non sono più un’isola felice:  c’è una corruzione organizzata e per combatterla dobbiamo essere organizzati anche noi, tutti insieme”.

A Fano ci sono ben cinque beni confiscati alla criminalità organizzata. Seri ha dichiarato che tra le sue priorità c’è anche quella di utilizzarli al più presto per il bene della sua città.

La consegna dei braccialetti bianchi ai sindaci italiani che hanno aderito fino ad oggi alla campagna di Riparte il futuro sarà la linea portante del tour nazionale #zeroscuse: un viaggio attraverso l’Italia per incontrare tutti i 75 neoeletti che hanno sottoscritto gli impegni della lotta alla corruzione nelle loro amministrazioni.


Vive su queste verdi colline umbre il primo sindaco braccialetto bianco che ha dato il via al percorso di trasparenza di Riparte il futuro

13/06/2014 - in election day

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Dalle colline verdi dell’Umbria arriva un primo segnale importante per la campagna lanciata da Riparte il futuro in occasione delle scorse elezioni amministrative: lunedì 9 giugno 2014, data di insediamento del nuovo consiglio comunale di Pietralunga (PG), il neo-eletto sindaco Mirko Ceci, uno dei 76 “braccialetti bianchi eletti”, ha messo al primo punto dell’ordine del giorno e ha deliberato l’adesione alla campagna sulla trasparenza dei Comuni italiani.

È un segnale molto importante e di forte valore simbolico. Proprio a Pietralunga, infatti, si trova primo bene umbro confiscato alla mafia, l’azienda agricola Col di Pila, su cui Libera ha già avviato un percorso di riutilizzo  in collaborazione con il Comune. Apparteneva alla famiglia De Stefano, afferente alla ‘ndrangheta reggina, che lo aveva acquistato oltre 30 anni fa. Si svolgeranno qui nei prossimi mesi alcuni dei campi di Estate Liberi.

Un grande in bocca al lupo al primo sindaco che ha ufficialmente dato il via al percorso di trasparenza richiesto dai cittadini firmatari della petizione. Le prossime tappe saranno adottare la delibera “Trasparenza a costo zero” entro i primi 100 giorni di consiliatura e impegnarsi ad attuare le prescrizioni della delibera entro altri 200 giorni.

CONTROLLA SE IL TUO COMUNE SI STA IMPEGNANDO >>


30 sindaci con braccialetto bianco eletti al ballottaggio

09/06/2014 - in election day

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Dopo i ballottaggi di domenica 8 giugno, altri 30 Comuni italiani possono vantare oggi un sindaco col “braccialetto bianco”. Ciò significa che in questi  paesi e città è stato eletto un candidato impegnato con centinaia di migliaia di firmatari della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele..
Arriva dunque a quota 76 il numero dei sindaci italiani in prima linea contro la corruzione sul proprio territorio.

Ecco i nomi dei neo-eletti al ballottaggio (in grassetto i capoluoghi di provincia):
Domenico Gambacorta, Ariano Irpino (AV)
Renato Franco Natale, Casal di Principe (CE)
Andrea Massari, Fidenza (PR)
Gian Carlo Muzzarelli, Modena
Giampiero Fontana, Grotta Ferrata (RM)
Alessio Spinellio, Fucecchio (FI)
Caludio Silla, Casalmaggiore (CR)
Alfredo Simone Negri, Cesano Boscone (MI)
Gianluca Galimberti, Cremona
Lorenzo Gaiani, Cusano Milanino (MI)
Lorella Alessio, Dalmine (BG)
Maria Arcangela Fiorito, Muggiò (MB)
Sergio Gianni Cazzaniga, Besana in Brianza (MB)
Massimo Depaoli, Pavia
Luca Zambon, Peschiera Borromeo (MI)
Aldo Spada, Tirano (SO)
Massimo Seri, Fano (PU)
Marco Cavicchioli, Biella
Caludio Martano, Chieri (TO)
Carlo Giancone, Giaveno (TO)
Franco Giusto Dessì, Rivoli (TO)
Aldo Maria Marchisio, Pino d’Asti (AT)
Antonio Decaro, Bari
Franco Landella, Foggia
Stefano Ansideri, Bastia Umbra (PG)
Filippo Mario Stirati, Gubbio (PG)
Andrea Romizi, Perugia
Leopoldo Di Girolamo, Terni
Riccardo Poletto, BAssano del Grappa (VI)
Paolo Galeano, Preganziol (TV)

Questi neo-sindaci hanno reso pubblica in fase di campagna elettorale la propria candidatura trasparente (mettendo online sul sito dei Riparte il futuro il proprio cv, il reddito, i potenziali conflitti di interesse e la situazione giudiziaria) e si sono impegnati ad adottare nei primi 100 giorni di consiliatura la delibera “Trasparenza a costo zero” ad attuarne tutte le prescrizioni entro i successivi 200 giorni.

vanno ad aggiungersi ai nomi degli eletti nella prima fase della tornata elettorale ovvero:

Bagnacavallo (RA), Carpi, Copparo (FE), Forlì, Albenga (SV), Calice al Cornoviglio (SP), Castelnuovo Magra (SP), Mele (GE), Millesimo (SV), Sant’Olcese (GE), Sori (Ge), Bagnolo Cremasco (CR), Calvisano (BS), Capizzone (BG), Castegnato (BS), Cornaredo (MI), Fino Mornasco (CO), Gerre de’ Caprioli (CR), Almese (TO), Castagneto Po (TO), Condove (To), Gaiola (CN), Genola (CN), Ghiffa (VB), Sangano (TO), Strambino (TO), Binetto (BA), Cassano delle Murge (BA), Putignano (BA), Castelfranco Piandiscò (AR), Laterina (AR), Prato, Sestino (AR), Vernio (PO), Pietralunga (PG), Cassola (VI) Pontecchio Polesine (RO) Sarcedo (VI)

Abiti in uno di questi comuni? Oppure vivi in una delle città in cui ha vinto un candidato non aderente? Dì la tua nei commenti:


Amministratori sotto tiro: intervista al sindaco di Torre Annunziata che fu tenuto in ostaggio da ‘o pastore’

13/05/2014 - in Amministratori sotto tiro

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A seguire la Puglia, la Sicilia, la Calabria e la Sardegna, nel Rapporto 2013 di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro”, è la Campania: con l’8% di casi censiti, pari a 28 atti intimidatori, si colloca al quinto posto, a livello nazionale per minacce ad amministratori pubblici.

La provincia con i dati più elevati è quella di Napoli in cui sono stati accertati 11 casi, seguita da quella di Salerno e di Benevento, rispettivamente con 7 e 4 episodi, e quelle di Avellino e Caserta entrambe con 3.

Un caso particolarmente inquietante si è verificato nella città di Torre Annunziata (Na) dove il Sindaco, Giosuè Starita, è stato tenuto ostaggio per mezz’ora da un uomo con una pistola in pugno. L’aggressore è stato identificato dalle forze dell’ordine in Antonio Uliano, figlio di Michele detto “o pastore”, autista storico di Gemma Donnarumma, la moglie del boss di camorra Valentino Gionta. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

04_intervista sindaco Torre Annunziata

Quante e che tipo di intimidazioni ha subito da quando è primo cittadino di Torre Annunziata?
Da quando sono stato eletto Sindaco ho ricevuto numerose minacce. La prima volta, nel 2008, quando la sede del Comune fu fatta oggetto di alcuni colpi di arma da fuoco. Un episodio simile si è verificato meno di un mese fa quando durante la notte ignoti hanno appiccato il fuoco davanti al portone di ingresso principale del Municipio ed a quello laterale. Numerose sono infine le lettere anonime con minacce di morte che mi hanno fatto recapitare da quando sono primo cittadino. Non sono episodi che mi stupiscono molto. La mia città è una zona della Campania molto nota per la forte influenza criminale, dove si vive una realtà difficile, quindi sapevo benissimo quello che avrei incontrato facendo il Sindaco; se non ne fossi stato cosciente o avessi voluto rinunciare sarei potuto restare a fare il mio lavoro di avvocato. Io, invece, ho voluto fare un passo in avanti perché desidero cambiare questa realtà, o almeno provarci.

Lei è stato anche tenuto in “ostaggio” dal pregiudicato Antonio Uliano. Potrebbe raccontarci l’episodio?
Nell’ottobre dello scorso anno, dopo aver fatto una lunghissima riunione mi sono recato in un bar del centro di Torre Annunziata, in corso Umberto, per prendermi qualcosa da bere. Ad un certo punto alle mie spalle è apparsa una persona che non avevo mai visto e che successivamente hanno identificato in Antonio Uliano, un pregiudicato torrese, figlio di Michele Uliano, noto autista della moglie del boss Valentino Gionta che, verosimilmente ubriaco, iniziò a farmi degli strani ragionamenti. In sostanza, mi diceva che dovevo smetterla di parlare della malavita, della camorra, del clan Gionta perchè lui ne faceva parte. Io ho provato a far finta di niente, a non ascoltarlo, ad allontanarmi fin quando mi ha puntato la pistola. Non mi era mai successo e istintivamente ho reagito cercando di calmarlo. Ma lui ha continuato a parlare a lungo, sempre con la pistola rivolta verso di me, proseguendo il suo ragionamento. Nel mentre, fortunatamente, alcuni passanti vedendo la scena, hanno subito allertato le forze dell’ordine che tempestivamente sono arrivate sul posto e lo hanno arrestato. Adesso è condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione.

A cosa riconduce questa minaccia e come ha reagito?
Io non mi sono mai tirato indietro nel dire un nome o nel parlare di un fatto e le sue parole si riferivano sicuramente ad alcune denunce che avevo esposto alle forze dell’ordine. Ho inoltre messo in atto alcune iniziative importanti sul territorio nel quale sicuramente la camorra può avere degli interessi. Quella di Torre Annunziata è una realtà complessa in cui dopo trent’anni continuano ad esserci le stesse persone che gestiscono gli affari, quindi episodi di questo tipo sono assolutamente normali. La mia reazione, passata la paura, è stata semplicemente di continuare a portare avanti i progetti e le iniziative già predisposte dalla nostra amministrazione perché questa è la prova che stiamo facendo del bene.

Lei concretamente cosa sta facendo per combattere la criminalità organizzata?
Sto cercando di favorire l’indipendenza della pubblica amministrazione, la trasparenza e l’imparzialità. È la battaglia che bisogna portare avanti in questi territori dove l’illegalità è pervasiva. Ma diciamo che la vera sfida è culturale. La cosa più importante e allo stesso tempo più difficile, è incidere sui meccanismi culturali, è parlare di certi temi, cambiare la mentalità della comunità, combattere i comportamenti delittuosi; fare in modo che non vi siano solo soggetti isolati che lo facciano, ma cercare di coinvolgere l’intera cittadinanza, in modo da creare un corto circuito, tirando fuori il lato positivo delle cose.

Giosuè Starita è nato il 21 agosto del 1963 a Torre del Greco, un paesino in provincia di Napoli. E’ laureato in Giurisprudenza. Dal 2005 al 2007 è stato Assessore del Comune Torre Annunziata (NA). Nel 2007 è stato eletto per la prima volta Sindaco di Torre Annunziata e rieletto al secondo mandato nel maggio del 2012.

intervista sindaco Torre Annunziata

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

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