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Don Ciotti: “La lotta alla corruzione in cima all’agenda del semestre europeo a guida italiana”

02/07/2014 - in corruzione

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Don Ciotti
“Riparte il futuro è un modo di esserci, di metterci la propria faccia”. Parola di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, che rilancia l’appello a tutti i cittadini ad essere sempre di più a sostengo di Riparte il futuro. E si rivolge direttamente a politica e istituzioni in occasione dell’apertura del semestre europeo di presidenza italiana a Strasburgo.

“Vogliamo o non vogliamo lottare contro la corruzione?”, tuona Ciotti. “C’è una volontà forte e politica al di là delle parole delle promesse e dei grandi programmi? Allora chiediamo, nel semestre affidato all’Italia, di mettere al primo punto dell’agenda la lotta alla corruzione nei territori dell’Unione Europea. Questo è un segno di libertà, dignità e attenzione per tutte le persone”.

62 eurodeputati, ricorda il presidente di Libera, hanno aderito alle richieste di Riparte il futuro: a portare il braccialetto bianco simbolo della mobilitazione e degli impegni anticorruzione è il 10% del Parlamento europeo. A loro “chiediamo di portare avanti gli impegni presi con i cittadini: la costituzione di un intergruppo contro la corruzione, la riedizione della CRIM, una direttiva europea a tutela di chi denuncia gli episodi di corruzione cui si trova ad assistere sul luogo di lavoro e l’istituzione della Giornata europea in memoria delle vittime innocenti di mafia e criminalità” il 21 marzo, come si celebra in Italia dal 1996.

Ciotti fa un appello anche alle amministrazioni locali: “Tra i nuovi sindaci eletti alle ultime elezioni ci sono solo 75 sindaci braccialetti bianchi. Ci aspettavamo di più. Questa non è una critica ma un’esortazione: ognuno deve mettersi in gioco e dimostrare rispetto ai suoi cittadini chiarezza, trasparenza e lealtà. Riparte il futuro è un modo di esserci e di metterci la faccia per dimostrare tutto questo”.


Consegnato il braccialetto bianco al sindaco di Forlì: al via lo #zeroscuse tour di Riparte il futuro

25/06/2014 - in trasparenza

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sindaco_forlì3Il Presidio territoriale di Libera “Placido Rizzotto”, in accordo con il Coordinamento provinciale e regionale Libera Emilia-Romagna, ha consegnato stamattina al neoeletto sindaco Davide Drei il braccialetto bianco simbolo della campagna contro la corruzione presso il Comune di Forlì.

Davide Drei ha aderito alle richieste che Riparte il Futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, ha presentato prima del voto a tutti i candidati alle amministrative. “Abbiamo chiesto a tutti di mettere in cima alla propria agenda la lotta alla corruzione in tre modi”, spiegano i promotori. “Rendendo trasparente la propria candidatura in campagna elettorale, promettendo di adottare la delibera “Trasparenza a costo zero” entro i primi 100 giorni e impegnandosi ad attuare le prescrizioni della delibera entro 200 giorni“.

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L’appuntamento forlivese è l’anteprima del tour nazionale di Riparte il Futuro #zeroscuse: un viaggio attraverso l’Italia durante il quale in questi mesi verranno consegnati i braccialetti bianchi a tutti i 75 neoeletti sindaci che hanno sottoscritto gli impegni della lotta alla corruzione nelle loro amministrazioni.

Avendo aderito a Riparte il futuro ora il nostro sindaco è un “braccialetto bianco”, uno dei 75 sindaci italiani che si sono impegnati concretamente contro la corruzione”, proseguono gli attivisti. “A lui il nostro buon lavoro e la nostra promessa: continueremo a vigilare affinché tutti gli impegni contro la corruzione presi con i cittadini di Forlì vengano rispettati”.


Al ballottaggio scegliamo la trasparenza

28/05/2014 - in election day

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In Europa i giochi sono fatti: sono 22 i braccialetti bianchi che occuperanno le poltrone del Parlamento e porteranno a Bruxelles le istanze della campagna Riparte il futuro, sottoscritta durante la fase elettorale.
E in Italia? Dopo le elezioni amministrative sono 43 i Comuni che da domenica possono vantare un Sindaco col braccialetto bianco, tre dei quali appartengono alla lista delle città sopra i 50mila abitanti ovvero Prato, Forlì e Carpi. Ma la competizione elettorale è ancora aperta in molti altri Comuni al ballottaggio da Nord a Sud.

Per questa fase infatti è sempre valido, anzi è ancora più perentorio, l’invito ai due candidati contendenti a sottoscrivere gli impegni chiesti dalla petizione ovvero:

- pubblicare online le informazioni sulla propria storia personale, il reddito, la situazione giudiziaria, i conflitti di interesse
- impegnarsi, qualora eletti, a adottare la delibera “trasparenza a costo zero”

In totale sono 139 le città sopra i 15mila abitanti al ballottaggio, delle quali 26 superano i 50mila abitanti o sono capoluoghi di provincia. Si tratta di centri importanti dove un’amministrazione locale sensibile e già impegnata sui temi della trasparenza e dell’anticorruzione può fare davvero la differenza. La corruzione infatti allunga i suoi tentacoli sul territorio, agendo indisturbata spesso grazie al supporto di amministratori locali consenzienti.

Per alcuni di questi Comuni, uno o più sindaci candidati ha già risposto all’appello di Riparte il futuro. Ma gli altri? Controlla i nomi della tua città e se il tuo candidato non ha ancora aderito, invitalo a farlo.

Nel segreto dell’urna votiamo sindaci senza segreti!

 


Busta con proiettile dopo l’inaugurazione di un bene confiscato. Intervista al Sindaco di Castel Gandolfo, amministratore sotto tiro

21/05/2014 - in Amministratori sotto tiro

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Continua il viaggio insieme a Avviso Pubblico attraverso l’Italia dei territori, dove troppo spesso gli amministratori locali vengono minacciati o intimiditi. In vista delle elezioni, queste storie ci ricordano quanti sia importante il ruolo dei rappresentanti locali, che andremo ad eleggere domenica 25 maggio in molti Comuni italiani, nel contrasto a mafie e corruzione .
Ad essere “sotto tiro” non sono solo gli amministratori pubblici delle regioni del Meridione. Il fenomeno delle minacce e delle intimidazioni verso sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali è in forte aumento anche nelle regioni del Centro Italia dove, come testimonia il Rapporto di Avviso Pubblico “Amministratori sotto tiro”, è stato censito l’8,3% dei fatti rilevati.
Nel Lazio, in particolare, si è passati dai 5 casi del 2010 ai 15 casi del 2013, facendo registrare un aumento superiore al 60% e ponendo la regione al sesto posto a livello nazionale nel rapporto di Avviso Pubblico.

È Roma, con 6 casi, la provincia del Lazio con il maggior numero di atti intimidatori verso amministratori pubblici. In particolare, situazioni critiche si sono registrate nel Comune di Ardea, dove sono state incendiate le auto del Sindaco, del Presidente del Consiglio comunale e di un consigliere, e nel Comune di Aprilia, dove l’assessore alle finanze, Antonio Chiusolo, a seguito delle numerose minacce ricevute, ha deciso di dimettersi. Altri gravi episodi si sono verificati anche nei confronti dei Sindaci di Colleferro e di Castel Gandolfo. Abbiamo intervistato Milvia Monachesi, Sindaco di quest’ultimo Comune.

INTERVISTA SINDACA DI CASTELGANDOLFO_RIVISTA Pp

La busta con un proiettile calibro 22 e il messaggio con la scritta “I saluti della Magliana” è stata la prima intimidazione che le è stata fatta o in precedenza vi erano stati altri episodi di questo tipo?
Quella busta, trovata per caso, è stata la prima minaccia che ho ricevuto. Questo è accaduto pochi giorni dopo aver inaugurato un bene confiscato a Enrico Nicoletti, l’ex-cassiere della banda della Magliana. Un’altra intimidazione simile, con le stesse identiche parole ma questa volta contenente quattro proiettili, l’ho ricevuta poco dopo. La lettera si trovava su un cassonetto ed è stata trovata da un’operatore ecologico. Di quest’ultima ho deciso di non esporre denuncia perchè ho pensato che si favorisse un loro protagonismo. Non volevo dargli importanza. Ovviamente mi sono confrontata con i carabinieri e con tutte le forze dell’ordine. Da quella volta non ho più ricevuto altre minacce.

Che sensazione si prova quando ci si ritrova davanti ad un proiettile e ad un messaggio di quel tipo?
Ho provato una sensazione di rabbia, non di paura, se non per la mia famiglia. Ho cercato di trasmettere ai miei figli, che a suo tempo sono stati coloro che mi hanno spinto alla sfida di fare il Sindaco, il messaggio che una persona è forte e coraggiosa non perchè non ha paura, ma perchè cerca di superarla. Il modo migliore di rispondere a questi vili gesti è quello di proseguire nell’azione intrapresa con più determinazione di prima. Fare il Sindaco oggi è diventato sempre più difficile. Quando ho iniziato ad amministrare mi sono dovuta confrontare subito con un grosso problema: i diritti dei cittadini erano percepiti come concessioni o privilegi cui accedere in base alla discrezionalità degli amministratori! Oggi più di allora, credo che onestà, trasparenza e umiltà debbano identificare un Sindaco, quanto la fascia tricolore. I primi cittadini devono essere i garanti della legalità.

A cosa riconduce queste intimidazioni?
Le indagini sono ancora in corso quindi non sappiamo ancora da parte di chi provenivano queste minacce. Nel mio caso si sono firmati, ma proprio questo mi ha lasciato dei dubbi. Quel bene confiscato era dal 1996 che non si riusciva ad assegnare. Io l’ho fatto in pochissimo tempo. Questo ha sicuramente dato fastidio a qualcuno. Al di là di chi sia il mandante, quel messaggio vuole rappresentare il tentativo di imporre il “proprio potere”. Io quindi non cerco di concentrarmi su chi possa essere stato, ma provo a riportare la legalità e la trasparenza ai massimi livelli.

Per Avviso Pubblico farà parte del Gruppo di lavoro sul monitoraggio degli atti di intimidazione e di minacce. Perché è importante mettersi in rete?
Condividere con altri situazioni analoghe è molto importante. In questo modo ci si rende intanto conto di non essere soli. I primi cittadini attraversano spesso momenti di solitudine quindi un’associazione come Avviso Pubblico che cerca di mettere insieme i tanti amministratori minacciati ci dà quella forza di cui spesso abbiamo bisogno per continuare ad amministrare. Credo che solo così possiamo provare a sconfiggere qualsiasi forma di criminalità e illegalità.
Milvia Monachesi, ha 57 anni, è sposata e con due figli: David e Chiara. Ha iniziato il suo percorso amministrativo nel 1993, in un periodo di crisi politica ancora più grave di quella attuale: era il tempo di Mani Pulite, di Tangentopoli. Si è candidata alle elezioni comunali convinta che una presenza femminile avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto all’interno di una pratica politica che si muoveva e pensava solo al maschile. La vittoria alle elezioni di quell’anno e la nomina a vicesindaco con delega alle politiche sociali e scolastiche, l’hanno proiettata nell’arena delle responsabilità. Dal maggio 2012 è Sindaco di Castel Gandolfo.

REGIONE LAZIO – DISTRIBUZIONE PROVINCIALE DELLE MINACCE E DELLE INTIMIDAZIONI

ANNO 2013

INTERVISTA2 SINDACA DI CASTELGANDOLFO_RIVISTA Pp

 

Totale situazioni censite: 15

Provincia di Roma – Comuni: Ardea, Colleferro, Roma.

Provincia di Latina – Comuni: Aprilia.

Provincia di Frosinone – Comuni: Frosinone, Pontecorvo.

Provincia di Rieti – Comuni: Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto.

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

Firma la campagna per la trasparenza delle prossime elezioni amministrative >>


Conoscere chi andiamo a votare è un diritto: ecco i nomi degli ultimi candidati che hanno risposto al nostro appello

19/05/2014 - in election day

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Secondo voi è ammissibile che noi elettori andiamo a votare senza sapere chi sono i candidati? Senza poter conoscere la loro esperienza lavorativa, politica, se hanno dei conflitti di interesse, se hanno dei precedenti penali? Secondo noi, non è ammissibile.
Certo possiamo cercare le informazioni in rete: alcuni di loro infatti si presentano sui propri siti online ma bisogna trovarli… e spesso solo reperire i nomi può diventare un problema.
La trasparenza e l’accessibilità delle informazioni sui candidati devono essere una condizione indispensabile per dare valore al voto dei cittadini, e sono un nostro diritto da difendere. Per questo chiediamo a tutti i candidati alle elezioni, sia europee, che amministrative, che regionali, di sottoscrivere la propria candidatura trasparente sul sito di Riparte il futuro.

FIRMA E CONDIVIDI LA PETIZIONE E SCRIVI DIRETTAMENTE ALLE SEGRETERIE DI PARTITO

Ecco gli ultimi candidati che hanno risposto all’appello e tutte le informazioni in chiaro sul loro conto.

Candidati alle europee

19 maggio

Marco Zullo M5S circoscrizione Nord Est

Alfio Foti L’Altra Europa con Tsipras Circoscrizione Isole

Giancarlo Fornei Italia Dei Valori Circoscrizione Centro

Maria Ipri M5S Circosrcizione Sud

Andrea Pradi PD Circoscrizione

17maggio

Stefano Lugli Lista Tsipras Circoscrizione Nord Est

Giorgia Meloni Fratelli d’Italia

Hanno aderito oggi anche 10 candidati stranieri, guarda tutti i nomi sulla versione internazionale del sito: www.restartingthefuture.eu

ELENCO COMPLETO DEI CANDIDATI ALLE EUROPEE CHE HANNO ADERITO >>

Candidati alle regionali:

19 maggio:

Alessandro Cianci Abruzzo SEL

17 maggio:

Enrico Boiero Piemonte PD

Lucilla Calabria Abruzzo Sel

ELENCO COMPLETO DEI CANDIDATI ALLE REGIONALI CHE HANNO ADERITO >>

Elezioni comunali:

Giuseppe Delzotto Binetto Passione Comune Binetto

Marco Cavicchioli Partito Democratico Biella

Anna Lucia Lambresa Foggia

Claudio Faloci Umbertide UMBERTIDE Cambia

Lorella Alessio Dalmine (BG) Partito Democratico

Costanza Vaccaro Livorno (LI)

Fabio Fogliaresi Temù (BS) Alternativa per Temù

Dario Bernardi Bassano del Grappa (VI) Liste Civiche

Luca Zambon Peschiera Borromeo (MI) PD

Giulio Pecorini Greve in Chianti (FI) Centro Sinistra per Greve in Chianti

Antonio Moio Agnana Calabra (RC) Civica Movimento Giovani indipendenti “Avanti giovani”

Roberto Menici Temù (BS) Temù per l’Alta Valle

Roberto de Pascali Vinovo Sel-Pd

Flavio Costantino Mario Novara Modena

Claudio Silla Casalmaggiore (CR) LISTA CIVICA

Michele Lacci Apricena (FG) DEMOCRATICAMENTE

Ilaria Morghen Movimento 5 Stelle Ferrara

ELENCO COMPLETO DEI CANDIDATI ALLE AMMINISTRATIVE CHE HANNO ADERITO >>

 


‘Riparte il futuro’ sta girando l’Italia: lunedì 19 facciamo tappa a Firenze!

18/05/2014 - in election day

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Le ragazze e i ragazzi del presidio di Libera Firenze propongono ai candidati sindaco della città un incontro per esaminare insieme le proposte della campagne Riparte il Futuro, sulla trasparenza delle prossime elezioni e per intraprendere una efficace lotta alla corruzione già a livello di amministrazione locale.

L’incontro, moderato da Maria Teresa Rabotti di Toscana TV, si terrà lunedì 19 Maggio alle ore 21,00 presso l’auditorium dell’Ente Cassa Di Risparmio di Firenze in Via Folco Portinari, 5, con la partecipazione di Leonardo Ferrante, responsabile scientifico della campagna nazionale promossa da Libera e dal Gruppo Abele.

“Un’amministrazione trasparente ci sta a cuore”, annunciano i ragazzi del presidio presentando ai candidati il documento ”FIRENZE 10-10 IMPEGNI PER LA CITTA’” che raccoglie gli impegni richiesti da Riparte il futuro e altri provvedimenti specifici legati al tema della lotta alla povertà e al gioco d’azzardo. L’obiettivo è instaurare un dialogo costruttivo tra cittadini e coloro che aspirano a diventarne rappresentanti, al vertice dell’istituzione locale.

“È importante per tutti avere un’amministrazione trasparente” concludono i volontari nell’invito “indipendentemente dalle diverse convinzioni politiche.”

Ad oggi a Firenze ha aderito un colo candidato sindaco: Tommaso Grassi.

FIRMA PER CHIEDERE AI CANDIDATI DELLA TUA CITTA’ DI SOTTOSCRIVERE GLI IMPEGNI >>


Amministratori sotto tiro: per non essere uomini soli dobbiamo farci sentire di più. Intervista a un sindaco calabrese minacciato

30/04/2014 - in Amministratori sotto tiro

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Continua il viaggio di Avviso Pubblico attraverso l’Italia dei territori, dove troppo spesso gli amministratori locali vengono minacciati o intimiditi.
La Calabria, che negli anni precedenti aveva sempre avuto il triste primato nel Rapporto “Amministratori sotto tiro”, in quello del 2013 si colloca al terzo posto, con il 19% dei casi, pari a 68 atti intimidatori censiti.

Gli atti intimidatori e di minaccia verso amministratori locali e personale della pubblica amministrazione si sono registrati nell’8% dei comuni presenti nella regione. La provincia di Cosenza è quella che, con 23 casi accertati, risulta primeggiare per gli atti intimidatori. La seconda provincia, con 13 casi, è quella di Reggio Calabria, in cui si è anche registrato l’omicidio di un dipendente di un Comune che in passato era stato sciolto per infiltrazione mafiosa. La terza provincia calabrese per numerosità di atti intimidatori, con 12 casi, è quella di Vibo Valentia; seguono le province di Crotone e di Catanzaro che hanno fatto registrare 10 casi ciascuna.

Abbiamo intervistato Giuseppe Aieta, Sindaco di Cetraro e assessore all’Ambiente della Provincia di Cosenza, al quale lo scorso 12 gennaio è stata recapitata presso la sua abitazione personale una busta contenente due proiettili e una lettera minatoria.

intervista Giuseppe Aieta (2)

È la prima volta che riceve intimidazioni di questo tipo?
Una minaccia così pesante non l’avevo sinora mai ricevuta, ma da quando esercito la funzione di Sindaco mi sono state recapitate infinite lettere anonime, alle quali però non ho mai dato risalto. L’ultima invece, un plico contenente una cartuccia caricata a pallettoni e un proiettile calibro 9 accompagnato da una lettera anonima con una esplicita e raggelante minaccia di morte “Gli errori che hai fatto te li farò pagare con la vita”, non potevo far finta di nulla . Ho denunciato l’episodio ai carabinieri, che hanno acquisito la lettera e i proiettili, e ho reso partecipe la Giunta di questo atto.

Lei come ha reagito?
Ho subito convocato un consiglio comunale straordinario aperto a tutti per discutere dell’accaduto. Tantissimi sono stati i giovani presenti ai quali ho cercato di trasmettere che bisogna andare oltre questi atti di violenza con la bellezza delle nostre opere. Il riscatto è la conoscenza, è la bellezza, è il sapere, e sono le cose che da anni provo a diffondere. Ho reagito quindi con la dovuta compostezza, come si fa in questi casi. Non mi sono fatto intimidire e ho continuato ad amministrare come ho sempre fatto, continuando le mie battaglie condotte per la difesa della legalità, della trasparenza e della moralità. Intimidazioni di questo tipo ti trasmettono la certezza che stai facendo del bene. Certo, questa pesante intimidazione ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia.

Cosa ha cambiato rispetto all’amministrazione precedente?
Posso dire di aver inaugurato una nuova stagione. Da quando mi sono insediato ho fatto in modo che l’amministrazione comunale di Cetraro rappresentasse un forte presidio democratico e che costituisse un impedimento oggettivo e di contrasto allo svolgimento di attività illegali e criminose. Ho voluto fortemente il Protocollo d’intesa al fine di prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Con questo Protocollo ogni ditta che lavora con noi, oltre che sottoscriverlo, con cadenza settimanale deve inviare alla Prefettura di Cosenza le attività svolte, distinte per giorno lavorativo. Ho anche istituito l’Osservatorio sulla Legalità d’intesa con il Parroco Don Ennio Stamile e per tre volte mi sono costituito parte civile in tre processi di mafia. Ho infine realizzato diverse opere pubbliche, come il completamento del Porto Turistico dopo cinquantasette anni, che hanno portato un maggiore benessere nella nostra piccola città.

Cosa potrebbe fare lo Stato per stare più vicino agli amministratori sotto tiro?
L’isolamento intorno a chi riceve minacce inevitabilmente a volte si crea e gli amministratori sotto tiro diventano spesso uomini soli. Io posso tranquillamente dire che lo Stato lo sento vicino e che in questi anni ci ha aiutato tantissimo per realizzare e portare avanti i nostri progetti. Forse dobbiamo essere noi Sindaci a farci sentire di più per collaborare in maniera più efficace con le Istituzioni.

Giuseppe Aieta è nato a Cosenza il 10.02.1967. Si è laureato in Lettere e Filosofia ed insegna Italiano e Storia negli Istituti d’Istruzione Superiore. Attualmente ricopre la carica di Sindaco di Cetraro (CS), di assessore all’Ambiente della Provincia di Cosenza e di Presidente del Consorzio di 10 Comuni denominato “Tirreno Sviluppo e Legalità”. Nel 2004 è stato eletto Consigliere Provinciale, con Mario Oliverio Presidente, ed ha svolto il ruolo di Presidente della I^ Commissione Consiliare Bilancio e Programmazione. Nel 2005 è stato eletto Sindaco di Cetraro, con una lista di centrosinistra, ottenendo il 62% dei consensi. Nel 2009 è stato rieletto alle elezioni provinciali. Nel 2010 è stato rieletto Sindaco di Cetraro ottenendo il 66% dei consensi.

REGIONE CALABRIA – DISTRIBUZIONE PROVINCIALE DELLE MINACCE E DELLE INTIMIDAZIONI ANNO 2013

Totale situazioni censite: 68

intervista Giuseppe Aieta (1)

Provincia di Cosenza – Comuni: Cassano Jonio, Castrovillari, Corigliano Calabro, Fuscaldo, Lattarico, Paola, Rende, S. Giovanni in Fiore, S. Maria del Cedro. Provincia di Reggio Calabria – Comuni: Bagnara Calabra, Benestare, Bovalino, Calanna, Ciminà, Melicuccà, Reggio Calabria, Riace, Rosarno, S. Eufemia d’Aspromonte, Taurianova.

Provincia di Vibo Valentia – Comuni: Filadelfia, Nicotera, Pizzo Calabro, Ricadi, Serra San Bruno, Vibo Valentia. Provincia di Crotone – Comuni: Isola Capo Rizzuto, Petilia Policastro. Provincia di Catanzaro – Comuni: Badolato, Botricello, Catanzaro, Lamezia Terme, Motta S. Lucia.

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

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Ogni giorno in Italia un amministratore viene minacciato. Intervista un sindaco pugliese che resiste

14/04/2014 - in Amministratori sotto tiro

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Ogni giorno, in Italia, un amministratore viene minacciato o intimidito. Nel 2013 sono stati 351 gli atti di minaccia e di intimidazione nei confronti degli amministratori locali e dei funzionari pubblici, censiti nel Rapporto 2013 di Avviso Pubblico, intitolato “Amministratori sotto tiro”.

La regione nella quale si sono verificati il maggior numero di intimidazioni criminali e mafiose risulta essere la Puglia. Con il 21% dei casi censiti, pari a 75 atti intimidatori, questa regione supera quello che negli anni precedenti era stato il triste primato della Calabria. Anche i fatti di cronaca verificatisi negli ultimi mesi ci dimostrano che la violenza criminale in Puglia non si ferma. Dall’inizio del 2014, si sono registrati una serie di episodi inquietanti. Prima l’incendio dell’auto del Sindaco di Grumo Appula (BA), Michele d’Atri, poi l’esplosione dell’auto di Gianvito Ingletti, assessore comunale all’ambiente e alle attività produttive del Comune di San Vito dei Normanni (BR), a seguire una busta contenente un proiettile recapitata a casa di Dino Marino, consigliere regionale e candidato sindaco per il Comune di San Severo (FG) ed infine altri due proiettili recapitati in Municipio e diretti al Sindaco di Gravina (BA), Alessio Valente.

Michele Abbaticchio, da poco più di un anno Sindaco di Bitonto (Ba), lo scorso anno è stato tra gli amministratori locali più minacciati. In questa intervista ci racconta la sua esperienza, il suo impegno, la voglia di resistere, nonostante tutto.

01 Intevista Michele abbaticchio

Le minacce che ha subito l’hanno intimorita?
Le intimidazioni e le minacce che ho subito sinora, per fortuna non atti di violenza fisica diretta, non mi hanno messo timore o paura, anzi mi hanno dato la forza di continuare più di prima. Andiamo avanti come se nulla fosse, continuando a fare di tutto per essere un buon esempio per i cittadini, concentrandoci sempre di più sugli impegni che c’eravamo prefissati.

Quale situazione amministrativa ha trovato quando si è insediato?
Dal mio insediamento abbiamo impostato una nuova linea, molto rigida, attenta alle regole. Abbiamo iniziato, per esempio, una lotta contro i commercianti abusivi che si posizionano nelle piazze centrali della città, di fronte ai negozi che invece pagano regolarmente le tasse. Poi abbiamo nominato un nuovo dirigente dell’Ufficio tecnico, Vincenzo Turturro. Un dirigente che dopo solo qualche mese di lavoro ha incominciato a ricevere pesanti intimidazioni. Prima i classici proiettili nella busta di plastica, poi l’incendio della macchina della moglie e, infine, la sua. A quel punto lui ha deciso di dimettersi ed io sono stato “obbligato” a tenere per me le deleghe più scottanti della macchina amminis

trativa, quelle all’urbanistica e ai lavori pubblici. La maggior parte delle intimidazioni arrivano proprio quando provi a contrastare gli interessi economici.

Subito dopo sono passati a minacciare anche Lei. Può raccontarci che tipo di intimidazioni ha subito?
Ho subito quattro atti intimidatori nell’arco di alcune settimane. Dopo le continue minacce ricevute dal dirigente dell’Ufficio tecnico, il Comune ha deciso di organizzare una marcia per la legalità a suo sostegno per convincerlo a non dimettersi. Il giorno stesso della manifestazione mi hanno sgonfiato i quattro pneumatici della mia auto, poi mi hanno rubato la bicicletta, e poi sono passati alle minacce su Facebook. Intimidazioni che però non ci hanno impedito di continuare a perseguire una certa politica nel settore urbanistico, fermando l’abusivismo edilizio, denunciando quei casi da noi rilevati e comunicandoli al dirigente. Per esempio presso un cantiere di lavori pubblici ho avuto un acceso dibattito di fronte alle forze dell’ordine con un pregiudicato che aveva deciso di sfruttarlo come luogo di spaccio, perché lontano dall’attenzione di tutti. L’indagine si è poi conclusa con una condanna agli arresti domiciliari per il soggetto di riferimento. Ed io ho continuato a ricevere altre minacce.

Cosa può fare lo Stato per stare più vicino agli amministratori sotto tiro?
Lo Stato deve innanzitutto garantire la dovuta protezione agli amministratori locali minacciati. Bisogna poi sburocratizzare le procedure legate alla sicurezza e all’ordine pubblico, dando la possibilità al Sindaco di partecipare al comitato di coordinamento delle forze dell’ordine per conoscere la pianificazione degli interventi sul proprio territorio e di conferirgli, mediante opportune deroghe legislative, di poter disporre del proprio personale dedicato all’ordine ed alla sicurezza pubblica. E’ giustissimo che il Sindaco non abbia potere di firma in atti di gestione di appalti, di servizi, di concessioni, non è giusto però che non lo abbia sulla gestione di uomini che devono rispondere necessariamente a lui in quanto “Responsabile della Sicurezza”.

Michele Abbaticchio, BIOGRAFIA: nato il 25 aprile 1973 a Bitonto. Dirigente amministrativo di enti locali a seguito di un bando concorso nazionale con il quale si classifica quinto in Italia come esperto di fondi comunitari e diritto amministrativo, ha sviluppato attività di management di gruppo, gestione di conflitti di lavoro, coordinamento di progetti comunitari anche come libero professionista. Dirige processi di partenariato tra istituzioni pubbliche ed enti privati da anni, contribuendo a creare processi di sviluppo di diversi territori comunali dopo una esperienza biennale a Bruxelles in materia di fondi europei. Sceglie di candidarsi come Sindaco dalla società civile, vincendo contro candidati del PD e PDL nel 2012. Di chiara estrazione culturale di centro – sinistra guida la Città di Bitonto, primo Comune in termini di ampiezza di territorio in Provincia di Bari, dal giugno 2012.

REGIONE PUGLIA – DISTRIBUZIONE PROVINCIALE DELLE MINACCE E DELLE INTIMIDAZIONI. ANNO 2013

Totale situazioni censite: 75

01 Intevista Michele abbaticchio

Provincia di Taranto – Comuni: Crispiano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, S. Giorgio Jonico, Taranto.
Provincia di Foggia – Comuni: Foggia, Monte S. Angelo, Orta Nova, Rodi Garganico, San Severo, Vieste.
Provincia di Brindisi – Comuni: Brindisi, Carovigno, Ceglie Messapica, Cellino S. Marco, Fasano, Torchiarolo, Torre S. Susanna.
Provincia di Bari – Comuni: Bari, Bitonto, Giovinazzo, Polignano a Mare, Toritto
Provincia di Lecce – Comuni: Adrano, Lecce, Melendugno, Nardò, Sannicola, Specchia, Surbo, Tiggiano.
Provincia di Barletta-Andria-Trani – Comuni: Canosa di Puglia, Trani

Questo articolo è in collaborazione con Avviso Pubblico. Insieme vogliamo far conoscere le storie di tantissimi amministratori locali che fanno onestamente il loro lavoro, che vivono e praticano i principi e i valori della Costituzione e che, pur in presenza di gravi episodi di minacce e di atti di violenza, non piegano la schiena.

Consulta il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico” >>

 

 


Riparte il futuro anche a Formia

13/05/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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Fra poco più di due settimane anche la città di Formia sarà chiamata al voto per le amministrative. Mentre la campagna elettorale entra nel vivo, il Presidio di Libera di Formia si è attivato per proporre sul territorio il modello “Riparte il futuro”.

Ispirandosi alla campagna nazionale lanciata in occasione delle elezioni politiche di febbraio, anche Formia chiede ai suoi candidati di assumersi 5 impegni e di mantenerli entro i primi 100 giorni della consiliatura.

Abbiamo constatato la presenza, nei programmi dei candidati a sindaco, di una sostanziale uniformità di contenuti, pur con le dovute eccezioni, e di adesioni ai principi generali della buona amministrazione che lasciano agli elettori che li voteranno l’onere di verificare se nel corso della prossima consiliatura quei programmi verranno rispettati – dichiarano gli attivisti di Formia nel comunicato stampa diffuso oggi- Questa situazione corrisponde ad un ennesimo salto nel vuoto in cui le aspettative dei cittadini rischiano di essere frustrate ancora una volta dall’inerzia della maggioranza che uscirà da queste elezioni amministrative. Formia non può più permettersi il lusso di correre questi rischi o di aspettare, nel migliore dei casi, che la “buona amministrazione” scenda sulla città come manna dal cielo come “concessione”[...] Noi, come Presidio di Libera, abbiamo deciso che l’epoca delle enunciazioni di principio e dei programmi delle buone intenzioni è tramontato da un pezzo e chiediamo ai candidati di impegnarsi in azioni concrete ed in tempi ben definiti.”

Seguendo l’esempio del Presidio di Libera Afragola-Casoria, che ha da poco lanciato la piattaforma locale, anche Formia propone a tutti gli aspiranti Sindaco e consiglieri di “metterci la faccia” e di assumersi degli impegni precisi nei confronti dei cittadini.

Il simbolo dell’adesione rimane lo stesso: un braccialetto bianco con la scritta #100giorni. Quello che oggi indossano 350 parlamentari, compresi i Presidenti di Camera Senato e il Capo del governo, impegnati nella riforma del 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso, come richiesto da Riparte il futuro.

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Furio Honsel sindaco di Udine, città pilota in materia di trasparenza

08/05/2013 - in corruzione, Politico e digitale

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Il sindaco uscente Furio Honsel è stato rieletto. Riparte il futuro lo aveva incontrato nelle settimane scorse perché Udine risulta essere una città pilota in materia di trasparenza. Gli abbiamo chiesto se la trasparenza conviene. La sua risposta è che le istituzioni devono creare un rapporto trasparente con i propri cittadini se vogliono essere amate. Guarda l’appello del sindaco Honsel per Riparte il futuro: