Articoli con il tag “sport

BeCycling: Daniele e Simona hanno superato il primo dei “7 passi”, col braccialetto bianco al polso

02/09/2014 - in dall'estero

commenti

wpid-wp-1409132396334

Vi ricordate di Daniele e Simona, i due ragazzi partiti per il giro del mondo in bicicletta lo scorso luglio da Roma? Come ricorderete il nome che hanno dato al loro progetto è “Dai 7 colli ai 7 passi”, proprio perché, partendo dai 7 colli della capitale, avrebbero raggiunto 7 tra i passi montani più alti al mondo. Oggi, dopo 52 giorni di viaggio, li troviamo a -6 dal proprio obiettivo. Daniele e Simona hanno infatti già affrontato il primo dei valichi che si erano prefissati di superare nel loro percorso: il Col de la Bonette in Francia.

Nel frattempo numerosi sono i luoghi nei quali si sono fermati e anche gli imprevisti non sono mancati! Se siete curiosi potete seguire la loro avventura sul sito www.becycling.net, dove troverete anche una pagina che vi aggiorna in diretta sull’esatta posizione dei nostri amici: Daniele e Simona hanno deciso di portare con sé i braccialetti bianchi di Riparte il futuro per diffondere in ogni continente il messaggio anticorruzione della nostra campagna.

Forza ragazzi!

In foto: una sosta lungo il cammino, con la maglietta di Riparte il futuro :)

becycling_maglietta


Paolo Maldini assolto in appello dalle accuse di corruzione: ogni tanto una buona notizia

25/06/2014 - in corruzione

commenti

il-divorzio-di-paolo-maldini-coppia
Paolo Maldini, imputato per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico, è innocente secondo il Tribunale della Corte d’Appello
. Era già stato assolto in primo grado, nel 2013, ma il pm milanese Paola Pirotta aveva presentato ricorso e il procuratore generale di Milano, Tiziano Masini, aveva chiesto un anno e 8 mesi in appello.

L’ex capitano del Milan era accusato di avere messo «a libro paga», insieme ad alcuni imprenditori, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate Luciano Bressi evitando controlli fiscali e garantendosi il buon esito di un’operazione immobiliare. Accuse infondate dunque e un sospiro di sollievo per un personaggio amato e stimato da milioni di persone in tutto il mondo.

“Sono contento ma anche arrabbiato perché per me sono stati cinque anni di sofferenza” ha detto Maldini dopo la lettura della sentenza. “Per chi si considera una persona onesta non è piacevole e certamente avere un nome, essere un personaggio pubblico, non si è rivelato un vantaggio”.

Anche il legale dell’ex calciatore, Danilo Buongiorno, ha voluto sottolineare: ”per Maldini è stato un calvario. In questi anni ci siamo sempre difesi e ora la Corte d’Appello ci ha dato ragione, perché il mio assistito non ha mai corrotto nessuno”.

Una buona notizia, ogni tanto, in cui anche noi di Riparte il futuro avevamo sperato.


Tra luci e ombre, il Brasile è al centro del campo. L’analisi fuori dai luoghi comuni di Diego Corrado, economista

24/06/2014 - in corruzione, dall'estero

commenti

_68280882_68280881
Il Brasile è al centro del campo, con un Mondiale in corso, un’Olimpiade in programma e un’economia in costante crescita, anche se più contenuta rispetto agli anni del boom. Tra la corruzione e i tanti problemi di ordine sociale da un lato e le buone strategie governative per incentivare gli investimenti dall’altro, la terra dei verde-oro sta dimostrando forte volontà di cambiamento e sotto alcuni punti di vista ci sta dando l’esempio.  Abbiamo chiesto al Prof. Diego Corrado, economista esperto di diritto dell’impresa e internazionalizzazione verso l’America Latina, autore del libro  Brasile senza maschere edito dall’Università Bocconi, un’analisi sincera e un confronto con il nostro Paese, alla vigilia di Expo2015.

Le stime valutano che nonostante lo sforzo ingente il mondiale porterà un modesto incremento del Pil, che i nuovi posti di lavoro saranno meno del previsto e l’inflazione aumenterà il costo della vita per gli anni a venire. Non è stato un buon affare?
Senz’altro il Brasile si trova in un momento diverso dal 2007 , anno in cui la World Cup fu assegnata a un paese allora sulla cresta dell’onda. Quest’onda oggi si è molto ridimensionata ma non è finita. La crescita è del 4% di media negli ultimi 10 anni, ha toccato punte del 7,5 nel 2010 e adesso è tra lo 0.9 e il 2. L’inflazione resta alta ma niente di drammatico. Certo questo ha fatto sorgere una grande incertezza per la classe media brasiliana che si era illusa di avere davanti un futuro solo roseo e adesso rivendica diritti che prima non sapeva neppure di avere. Ma scendere in piazza è una costante della storia brasiliana, storicamente fatta di forti movimenti, di società civile che si organizza.
Sfatiamo un mito: che gli eventi sportivi portino in sé grandissimi benefici concreti è una cosa che viene venduta e cavalcata dai politici che li conquistano. Portano sicuramente consenso, spesa pubblica, prestigio, ma la letteratura economica è molto più cauta rispetto ai benefici materiali. Più che i reali guadagni, il Brasile di Lula di 7 anni fa, quando ottenne l’assegnazione, aveva bisogno di una consacrazione internazionale. Di fronte all’iperinflazione, all’instabilità, alla violenza, all’estrema disuguaglianza voleva dire: non siamo più un paese pittoresco, folcloristico e pieno di problemi, ma siamo una potenza.

La Corte dei conti sta indagando su sospetti extracosti e sovraffatturazioni legati alle grandi opere mentre il governo offre un conteggio in chiaro sul portale della trasparenza. Come  si sta muovendo il paese in termini di prevenzione e contrasto della corruzione?
Anche in Brasile, come in Italia, c’è un sistema istituzionale inefficiente che favorisce pratiche corruttive. Sono tante le cose che abbiamo in comune. Cito però un fatto in cui  loro ci hanno dato una bella lezione: quando di recente alcuni esponenti governativi di primo piano del Partido de los Trabajadores sono stati coinvolti in un grave scandalo di corruzione, la giustizia li ha condannati, e fatto inaudito, a novembre scorso sono stati rinchiusi nel carcere di Brasilia. Noi abbiamo avuto Tangentopoli ma molti dei politici che sono andati alla sbarra non sono poi mai finiti in carcere. E ancora: nel primo anno del suo governo, Dilma Roussef ha sostituito 7 ministri, tra cui  quello dell’economia e dello sport, che per un motivo e per un altro sono divenuti oggetto di critiche su episodi oscuri. Invece di insabbiare il fatto, la Presidente non ha esitato a rimuovere dall’incarico personaggi “chiacchierati”. In particolare per Antonio Palocci, ministro di rilievo del governo, è bastata un’inchiesta del Folha de Sao Paulo in cui è emerso che il suo patrimonio era inspiegabilmente aumentato di 20 volte negli ultimi 5-6 anni. Nessuna accusa, nessun processo: di fronte alla pressione dell’opinione pubblica Dilma Roussef lo ha fatto fuori.

Il problema corruzione è innanzitutto di ordine economico. In particolare rappresenta un grave deterrente agli investimenti specialmente stranieri perché penalizza la fiducia. Questa regola non vale però per i paesi del BRICS che pur essendo messi peggio dell’Italia a livello di corruzione, secondo le classifiche, attirano molti investimenti… Come mai?
La risposta è “il nuovo”: quando uno pensa di investire nel Brasile è a conoscenza delle ombre ma vede un anche delle luci, vede un Paese che si sta muovendo verso una direzione. Il reddito medio del Brasile è un terzo di quello italiano, sono messi molto peggio di noi, ma la tendenza è la crescita. La popolazione si rivolge per la prima volta al mercato dei consumi, vuole affermare il proprio status, mette in tavola per i propri amici una buona bottiglia di Chianti, acquista i mobili di design italiani, compra da Armani, Gucci, Prada. Il prodotto “importados” è per loro un simbolo di inclusione, partecipazione, contro l’emarginazione che hanno subito fino a pochi anni fa. L’imprenditore sa bene che non sta andando a investire in Svizzera o in Danimarca e se non è uno sprovveduto si fa i suoi conti. E trova un ambiente normativo dove tra mille difficoltà si fanno passi avanti. Ad esempio c’è un sistema molto pesante a livello burocratico per arginare il riciclaggio di denaro sporco. Il Brasile non è un paese “arrivato” ma è un paese che si è incamminato.

Anche l’Italia si sta cimentando in un grande evento planetario, l’Expo, ma con dei risultati discutibili…
È una questione di Governance. Senza andare a vedere quello che è accaduto poche settimane fa, gli scandali balzati alle cronache, il problema è che non siamo riusciti a fare un investimento progettando un utilizzo a lungo termine. L’esempio delle ultime Olimpiadi di Londra è eloquente: gli inglesi avevano già previsto, prima ancora di costruirle, che le palazzine per ospitare gli atleti sarebbero diventate appartamenti agevolati per le famiglie e così via…
In Italia dobbiamo ragionare sulle norme che creano delle Istituzioni etiche e trasparenti. Ci deve essere un’organizzazione in grado di prevenire e isolare le tentazioni che il singolo può avere e che purtroppo esistono nella natura umana. Fare etica degli affari non vuol dire fare “i buoni” ma vuol dire basarsi su principi, regole e norme per fare business. Non è facile, perché si rischia l’irrigidimento burocratico, ma la strada è quella.


Brasile 2014: tutti i risultati… della corruzione

18/06/2014 - in corruzione

commenti

Labourers stand at the National Mane Garrincha stadium in Brasilia

I mondiali di calcio, come tutti i grandi eventi sportivi planetari, si prestano a diverse letture: sono celebrazioni del talento, momenti di incontro fra culture, tradizioni da preservare e occasioni per incentivare lo sviluppo e il turismo dei paesi ospitanti. Ma siamo sicuri che lo spirito sportivo non sia solo un pretesto per alimentare interessi milionari?
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla trasformazione degli eventi sportivi nell’Eldorado di affaristi, palazzinari, nonché dirigenti e politici corrotti. Dai sospetti di corruzione per i mondiali di nuoto di Roma 2009 alle recenti accuse alla Fifa sull’assegnazione di Quatar 2011, passando per le costosissime Olimpiadi di Sochi in Russia, l’ombra delle mazzette è una costante. Tuttavia, nonostante le spese esorbitanti, la sciatteria dei risultati, le promesse disattese, quasi mai si è arrivati ad accertare il reato e a punire i colpevoli. È accaduto sempre, invece, che i cittadini  ripagassero i fallimenti e gli sprechi, di tasca propria. Una vicenda su tutte:  24 anni dopo Italia’90, nel bilancio dello Stato italiano ci sono ancora 61 milioni di euro da estinguere per i mutui contratti allora.

Ma analizziamo sulla base delle cifre il caso di Brasile 2014:  quanto “è convenuto” ai brasiliani investire nell’organizzazione della World Cup? E quanto invece ha contribuito ad alimentare interessi illeciti e corruzione?

PUNTI A SFAVORE: MONDIALI? No grazie

COSTI E EXTRACOSTI

Uno studio di Ernst & Young Terco e Fondazione Getulio Vargas del 2011 indicava che il Brasile avrebbe dovuto investire per la World Cup 29,60 miliardi di Real, ovvero circa 13 miliardi di dollari, di cui 6 miliardi (42%) di fondi pubblici (governo), il resto a carico dei privati. Questo investimento avrebbe generato un impatto totale sull’economia, in termini  di beni e servizi e benefici indiretti, superiore ai 60 miliardi di dollari, e  3.63 milioni di posti di posti di lavoro all’anno nel periodo dal 2010 al 2014 e 28 miliardi di dollari di incremento di reddito per la popolazione. Non è andata esattamente così.
Secondo il Portale di Trasparenza del governo brasiliano, che tiene quotidianamente aggiornato un contatore, è prevista una spesa di circa 11 miliardi di dollari a carico dei cittadini tra finanziamenti statali, federali e comunali per stadi, aeroporti, porti, sicurezza e mobilità urbana (pari allo 0,5 per cento del Pil).  Altre voci autorevoli parlano tuttavia di cifre molto diverse, come l’Associazione brasiliana di infrastruttura e industria di base (Abdib)  che include nel conteggio altri finanziamenti ad esempio per la manutenzione e l’energia elettrica, arrivando a ipotizzare un impatto di 48 miliardi di dollari: il quadruplo. Fare un bilancio realistico di quanto sono costati e costeranno ai brasiliani i mondiali di quest’anno è un’impresa impossibile.
Considerando che il totale di “soli” 3,5 miliardi di dollari di Sudafrica 2010 aveva già destato scandalo, Brasile 2014 non passerà certo alla storia come un mondiale parsimonioso. Se poi andiamo a analizzare la sproporzione dei prezzi caricati dalle compagnie vincitrici degli appalti, l’investimento appare ancor più ingiustificato. Dai dati diffusi dai revisori della Corte dei Conti nei mesi precedenti all’avvio della Coppa del mondo, qui il report di CBC News in collaborazione con AP, e da altri enti locali come l’organizzazione no profit Contas Abertas che si batte per la trasparenza della spesa pubblica emerge che:

- il 60 per cento delle opere promesse è rimasto solo un progetto

- il costo di costruzione dello Stadio Mane Garrincha di Brasilia è quasi triplicato e sfiora i 900 milioni di dollari di fondi pubblici. È il secondo più costoso al mondo, anche se la città non ha neanche un team titolare di calcio. Le indagini in corso attribuiscono il sovrapprezzo a fatturazione fraudolenta.

- solo il prezzo della costruzione e ristrutturazione delle 12 arene sparse per il Paese ha quasi quadruplicato le stime di costo iniziali.

- per fare un esempio specifico, il trasporto di tribune prefabbricate nello stadio di Brasilia doveva costare solo 4.700 dollari ma il consorzio incaricato del lavoro ha fatturato 1.5 milioni di dollari.

- l’acciaio per costruire l’arena di Brasilia doveva corrispondere a un quinto delle spese totali ma a causa di pratiche di taglio sbagliate, sprechi, cattiva pianificazione si sono sommati ulteriori 28 milioni dollari.

- secondo i revisori nelle fatture ci sono 2,3 milioni di dollari in più di materiali che semplicemente sono stati conteggiati più volte.

INTERESSI POLITICI E SOSPETTI DI CORRUZIONE

- le principali aziende coinvolte nei lavori della WorldCup hanno molteplici legami con la politica del paese, tra cui Andreade Gutierrez, lead builder dello stadio di Brasilia che ha aumentato le sue donazioni alla politica durante le ultime elezioni.

- altri 16 milioni dollari sono andati persi quando il governo di Brasilia non è riuscito a riscattare una multa contro Andrade Gutierrez, per un ritardo di cinque mesi nel completamento della parte principale dello stadio.

“Ciò che doveva essere rubato è già stato rubato”, ha dichiarato Joana Havelange, direttrice del Col, il Comitato organizzatore locale del mondiale Fifa,  su Instagram. La frase ha suscitato molte polemiche soprattutto perché a pronunciarla è la figlia di Ricardo Teixeira, per 23 anni a capo della federazione brasiliana e nipote di Joao Havelange, presidente della Fifa dal ’74 al ’98.

- Negli anni di preparazione si sono susseguiti scandali a catena che hanno decimato il governo di Dilma Rousseff e hanno portato alle dimissioni diversi ministri. Gli intrallazzi relativi alle infrastrutture per Mondiali e Olimpiadi sono state spesso al centro delle accuse.

IMPATTO SU PIL, INFLAZIONE, DEFICIT

Secondo il rapporto pubblicato da Euler Hermes (pdf), società del gruppo Allianz, sugli effetti economici dei mondiali e delle Olimpiade di Rio 2016:
- i grandi eventi sportivi hanno prodotto nei primi tre mesi del 2014 un incremento di Pil reale di 0,2 pp, che porterà a un +1,9% su base annua, destinato nelle previsioni di fine anno a frenare a +1,8% nonostante la World Cup. Sono lontani i dati del 2010 quando il Brasile con il 7,5% di incremento del Pil diventò la sesta potenza al mondo.
- l’inflazione durerà a lungo anche dopo la conclusione dell’evento. In aumento al 6,3% nel 2014, scenderà solo al 6,1% nel 2015.
- la creazione di nuovi posti di lavoro è al di sotto le stime e sembra che la maggior parte dei posti saranno a breve termine e di basso profilo.
- il deficit di bilancio dello Stato aumenterà di oltre un punto percentuale e il totale dei crediti richiesti per le grandi opere, tra mondiali e Olimpiadi (Rio 2016), è pari all’8% del debito complessivo.

PUNTI A FAVORE: MONDIALI? Sì grazie

SVILUPPO E  INFRASTRUTTURE

Sulla base dello studio di Euler Hermes, sopra citato risulta che:
- il paese ha aumentato del 20% la sua struttura ricettiva: 70 hotel costruiti ex novo nelle 12 città sede con 5mila nuove stanze di standard internazionale che accoglieranno i turisti. Questo soprattutto grazie cospicuo capitale investito nel settore del turismo e delle comunicazioni dalla Banca nazionale di sviluppo economico e sociale.
- nelle principali città brasiliane è stata potenziata del 50% la capacità di trasmissione di dati via Internet grazie a investimenti privati.
- il parco aeroporti è cresciuto del 36% mentre quello sportivo è stato rinnovato per la prima volta dagli anni Settanta con tecnologie di ultima generazione.

MORALE

Pur se contenuto, l’effetto positivo a livello economico sarà amplificato in una nazione già avviata sulla strada della crescita. Inoltre, secondo la Soccernomics, il clima di euforia che si crea dopo un trionfo calcistico genera maggiore fiducia, ottimismo e propensione al consumo. Ma c’è da sperare che i giallo-oro arrivino almeno in finale per giustificare un tale sforzo.

Secondo vari sondaggi condotti da quotidiani e istituti di ricerca internazionali, i brasiliani sono ben coscienti di tutto questo. Per il quotidiano Folha de San Paulo il 90% degli intervistati è convinto che la corruzione abbia completamente contaminato l’evento e il 66% pensa che se ne otterranno più svantaggi che vantaggi. In conclusione: è stata pessima la decisione di ospitare i mondiali per 6 brasiliani su 10 secondo Pew Research.

E tu cosa ne pensi? Mondiali sì o no?

Laura Ghisellini


Calcio, allarme corruzione: 460 partite sospette nei campionati di tutta Europa e occhi puntati sul Brasile

04/06/2014 - in corruzione, dall'estero

commenti

pallone-sgonfio

Sarebbero 460 le partite potenzialmente manovrate nei campionati di tutta Europa secondo FederBet, la federazione internazionale che controlla le scommesse sportive. L’allarme corruzione arriva a pochi giorni dai mondiali del Brasile e mette in guardia il mondo del calcio internazionale, la Fifa in primis. Sotto accusa ci sono incontri di serie A e B in Italia, in Francia, in Portogallo, nei Paesi Bassi e anche nella fase iniziale di Champions League.

È lo stesso Parlamento europeo a porre l’attenzione su questo fenomeno che deve essere contrastato quanto prima per evitare che dilaghi: “Abbiamo scoperto che nella Coppa del mondo del 2010, ci sono state forse partite truccate - ha dichiarato l’eurodeputato Marc Tarabella. -Mi rallegro che la Fifa, grazie alla federazione delle scommesse sportive, controllerà tutte le partite della fase finale della Coppa del Mondo, per vedere se alcune partite sono oggetto di scommesse illegali”.

“Dobbiamo cercare di reagire adesso, perché se non reagiamo adesso, l’incapacità di fermare il virus è perché i giocatori sono convinti che nessuno li stia controllando” ha commentato il direttore di FederBet Francesco Baranga.

Il tema della corruzione nel mondo del calcio ha ispirato uno degli 8 racconti scritti dagli autori della Scuola Holden per Riparte il futuro, LAST BET >>

Cosa ne pensi?


Paolo Maldini: chiesto un anno e otto mesi per corruzione nel processo d’appello

29/05/2014 - in corruzione

commenti

Paolo-MaldiniL’ex capitano del Milan, Paolo Maldini, rischierebbe fino a un anno e otto mesi di carcere se la richiesta del sostituto procuratore generale di Milano, Tiziano Masini, dovesse essere confermata nel corso del processo in appello. L’ex terzino della Nazionale è accusato di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico.

Come riporta il Corriere della Sera, Maldini “è accusato di avere messo «a libro paga», insieme ad alcuni imprenditori, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate Luciano Bressi per evitare i controlli fiscali garantendosi così anche il buon esito di un’operazione immobiliare. Il pm aveva fatto ricorso in appello dopo l’assoluzione «per non avere commesso il fatto» pronunciata dai giudici di primo grado”.

Maldini era stato iscritto nel registro degli indagati nel 2010 e rinviato a giudizio, assieme ad altre persone, nel marzo del 2011.Durante l’inchiesta furono effettuati numerosi arresti e rimasero coinvolte circa una quarantina di persone tra dipendenti dell’Agenzia delle entrate e commercialisti, colpevoli – secondo l’accusa – di aver aiutato decine di imprenditori e titolari di società ad aggirare controlli fiscali o a ottenere trattamenti più favorevoli.

L’avvocato dell’ex calciatore, Danilo Buongiorno, ha chiesto l’annullamento della condanna, insistendo sull’innocenza del suo cliente. E che Maldini sia innocente ce lo auguriamo anche noi: sarebbe molto triste che la sua immagine di difensore instancabile della Nazionale italiana si “corrompesse” con una notizia del genere. Un personaggio rispettato e stimato da milioni di persone in tutto il mondo durante la sua carriera sportiva si trasformerebbe in un modello di debolezza. Non vogliamo neanche pensarlo.

Cosa ne pensi? Dì la tua nei commenti


Sochi 2014: sulle Olimpiadi più costose della storia pesa l’ombra della corruzione. Ma Putin smentisce

03/02/2014 - in dall'estero

commenti

31-miles-of-road-and-rail-links-for-the-sochi-winter-olympics-cost-more-than-entire-vancouver-games

Saranno i giochi più costosi della storia delle Olimpiadi, sia estive che invernali. Il premier russo Vladimir Putin aveva preventivato 7 anni fa un totale di 12 miliardi di dollari ma, secondo gli oppositori, il budget è lievitato fino a raggiungere la cifra record di 51 miliardi di dollari: il doppio di Londra 2012 e dieci volte  Pechino 2008.
Putin la pensa diversamente: secondo lui sono stati spesi in totale 214 miliardi di rubli (6,5 miliardi di dollari), di cui solo la metà di soldi pubblici. Le altre spese ”non sono legate direttamente alle Olimpiadi”, afferma il Presidente, riferendosi a tutte le infrastrutture costruite per trasformare Sochi in una attrezzata località sciistica.
L’accusa dei 51 miliardi era stata lanciata nella primavera del 2013 dall’ex vicepremier russo Boris Nemtsov e da Leonid Martiniuk, entrambi esponenti dell’opposizione. Anche il vicepremier Dmitri Kozak aveva ammesso ufficialmente il numero stratosferico pochi mesi prima. Se così fosse, ad oggi circa 25-30 miliardi non troverebbero riscontro nei costi effettivi, come fossero spariti nel nulla.

Anche il famoso blogger Alexiei Navalni, attivista anticorruzione russo, ha lanciato il sito provocatorio Sochi.fbk.info, “campioni di corruzione”in cui è possibile percorrere la regione di Sochi fermandosi a analizzare i costi delle strutture e degli impianti, sovrastimati da 1,5 a 2,5 volte, pagati con denaro in gran parte pubblico (25,1 mld di dollari) o di società statali (10,5 mld di dollari).
L’altra accusa che colpisce personalmente Putin è di aver privilegiato alcuni investitori privati di sua conoscenza, spesso finanziati fino al 70% dalla banca statale Veb (per un totale di 7,6 mld di dollari).

Il magazine stunitense Esquire fa un paragone eloquente: il tratto ferroviario e stradale per collegare il villaggio olimpico alle piste è costato 8,7 mld di dollari, più dell’intero budget delle Olimpiadi invernali di Vancouver. Una cifra sufficiente per cospargerlo con un manto di un centimetro di caviale Beluga. Sempre secondo le accuse il progetto sarebbe stato realizzato da tre “amici” personali di Putin: il presidente delle ferrovie russe Vladimir Iakunin, Ghennadi Timcenko e Arkadi Rotenberg.

A voi i commenti!

LG