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Combattere la corruzione è “una biip pazzesca”, secondo il senatore pro Tav Stefano Esposito

28/07/2014 - in corruzione

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Consegnare i braccialetti bianchi ai sindaci che si impegnano contro la corruzione nei Comuni sarebbe “una puttanata pazzesca” secondo il senatore piemontese del PD Stefano Esposito. Discutendo su Facebook di Tav, a cui Esposito si è da sempre dichiarato favorevole, e commentando l’adesione alla campagna Riparte il futuro di alcuni sindaci della Val Susa con cui ha uno scontro da anni, all’onorevole è scappato un “biip” degno di nota.

Eh sì perché dire che è una “biip pazzesca” l’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele, che da un anno e mezzo si sta battendo per portare il tema della lotta alla corruzione in cima all’agenda politica, è abbastanza grave. Non solo perché l’affermazione denigra quella che è ad oggi la più grande campagna digitale italiana, con oltre 530mila sostenitori, ma anche perché a pronunciarla è un alto rappresentante delle Istituzioni.
Attaccare chi si batte per la trasparenza e l’anticorruzione in Italia, specialmente di questi tempi, è un pessimo modo di iniziare la settimana per un senatore.

In particolare il “braccialetto bianco”con cui Esposito se la prende tanto non è altro che il simbolo di una promessa fatta ai cittadini. Sono centinaia infatti i parlamentari italiani, gli europarlamentari di tutti i paesi e i sindaci che hanno accettato di rispondere alle richieste concrete della petizione, promettendo di rispettarle entro tempi ben precisi. La campagna infatti non offre i braccialetti in base a criteri discrezionali, bensì li consegna a chi mette la faccia e il proprio impegno politico per questa battaglia, a prescindere dal partito di appartenenza.

Grazie al simbolo del braccialetto bianco è stato possibile ottenere la modifica del reato di scambio elettorale politico-mafioso, ad oggi l’unico provvedimento di iniziativa parlamentare sui temi della giustizia portato a termine dalla XVII legislatura. Dovrebbe ricordarselo lo stesso Esposito che rispose No alla richiesta di adesione prima delle elezioni politiche del 2013.

Grazie al simbolo del braccialetto bianco 60 neoeletti del nuovo Parlamento Europeo si sono impegnati a creare direttive comunitarie di contrasto a criminalità organizzata e corruzione, cominciando dalla tutela di chi denuncia episodi di corruzione, il cosiddetto whistleblowing.

Grazie al simbolo del braccialetto bianco inoltre 70 sindaci eletti nelle ultime elezioni comunali sono impegnati ad adottare una delibera “trasparenza a costo zero” che li obbligherà a mettere online bilanci, anagrafe degli eletti, informazioni economiche, gestione di beni confiscati e ad adottare un codice etico stringente.

Tutto questo mentre il Parlamento arranca sulla riforma della giustizia e il Governo temporeggia rimandando il tema a settembre con la “scusa” di aver bisogno di ulteriori consultazioni nonostante gli scandali Mose ed Expo. E meno male che almeno la società civile non sta ferma a guardare…

Avendo tempo da buttare ci sarebbe da ridefinire anche il concetto politico di “biip pazzesca”.