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Anticorruzione e sanità – Spinello libero come alcool e tabacco?

12/08/2014 - in anticorruzione e sanità

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A cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

L’industria del tabacco, forte di enormi profitti, ha con successo lottato contro ogni legge che avesse per obiettivo quello di proteggere la salute, anche quando le letali conseguenze del fumo di sigaretta sono state dimostrate. Senza vendere né far profitti su nulla, i difensori della salute che mostrano i numeri dei morti per cancro hanno difficoltà a sostenere ciò che con ogni evidenza è interesse di tutti. Continuiamo a pagare miliardi pubblici per oncologie e cimiteri mentre la diffusione di fumo e alcool tra gli adolescenti diventa enorme.  L’industria della marijuana ha organizzato la propria lobby — la National Cannabis Industry Association — con l’obiettivo di proteggere gli interessi dei produttori. Ci sono voluti 50 anni, milioni di vite stroncate e miliardi di Euro spesi per identificare i danni da fumo di sigarette. Ne vogliamo spendere altrettanti?
Il libero mercato del tabacco non ha protetto nessuno dalle malattie provocate, nonostante si tratti della prima causa di morte nel mondo occidentale. Sostanze come la nicotina, che provocano dipendenza, meritano approcci nuovi rispetto ai fallimenti del passato. Per esempio, il governo dell’Uruguay ha sviluppato un programma di liberalizzazione della marijuana che regola i prezzi competendo col mercato illegale e controlla attentamente il consumo individuale. Gli effetti di tale legislazione non sono noti, tuttavia, i risultati in quel Paese saranno importanti per tutti i Paesi intenzionati a liberalizzare la marijuana. Per ora è scarsa la collaborazione tra agenzie pubbliche di controllo dei farmaci ed altre istituzioni pubbliche che hanno l’obbligo di monitorarne gli effetti sulla salute. Qualunque tentativo di togliere alla malavita la sua principale fonte di profitto, deve passare da regole che consentano l’utilizzo di sostanze inducenti dipendenza, (come tabacco, alcool, marijuana ed altre ancora), ma per farlo il programma scolastico e di pubblica educazione, deve essere agguerrito. Finanziato dalle stesse tasse sulla vendita di tali sostanze nelle farmacie sotto controllo medico, può realizzare una prevenzione delle dipendenze sin dalle scuole elementari. Conoscere gli effetti sulla salute delle sostanze ed eliminare il proibizionismo serve a generare un cultura efficace di controllo, che assuma l’esempio di alcool e tabacco come il peggior fallimento storico del mondo occidentale.

Per approfondimenti:

1 http://www.osservatoriodroga.it/antiproibizionismo/#sthash.c3oeOw9t.dpbs