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Il primo Master italiano in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione”: online il bando della IV edizione

05/08/2013 - in corruzione

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RIF - Foto master APC

Conoscere la corruzione è il primo passo per combatterla. Fin dal suo lancio, a gennaio 2013, la campagna Riparte il futuro ha sostenuto questa posizione con l’intento di diffondere la cultura dell’anticorruzione e creare la più vasta mobilitazione su questo tema mai organizzata in Italia. Fondandosi sull’esperienza delle due associazioni promotrici, Gruppo Abele e Libera, Riparte il futuro ha da subito eletto la sua “bibbia” di riferimento, l“Atlante della corruzione” del Prof. Alberto Vannucci, un testo che ci ha sostenuto dal punto di vista scientifico in tutti questi mesi. Il Prof. Alberto Vannucci, tra i massimi esperti di corruzione in Italia, è il direttore del Master APC Analisi Prevenzione e Contrasto della Criminalità organizzata e della Corruzione dell’Università di Pisa che da pochi giorni ha messo online il bando della sua IV edizione.
Master e campagna nascono sotto la stessa stella e da gennaio a oggi hanno dialogato dal punto di vista scientifico e mediante la partecipazione diretta degli studenti alle varie fasi della petizione online (in foto gli alunni della terza edizione segnano il countdown).

“Il master è un percorso di decostruzione - dice Leonardo Ferrante ex allievo del Master APC oggi referente scientifico di Riparte il futuro -  decostruisce certezze individuali, spesso pregiudizievoli e stereotipate, sbattendoti in faccia la realtà: se vuoi lavorare su queste cose occorre essere due volte più in gamba degli altri, perché devi conoscere come funziona il mondo e devi trovare il modo per contrastarne le dinamiche illegali. Le buone intenzioni non bastano più: occorre formazione, organizzazione, anche un po’ di studiata follia. Ma il master è anche un percorso di ricostruzione: ricostruire saperi e strategie assieme ai compagni di corso, grazie ad oltre 60 docenti guidati dal prof Alberto Vannucci. Oggi miei colleghi del primo anno sono apprezzati giornalisti, attivisti attenti e consapevoli, amministratori eccellenti in grado di riconoscere dove si annidano i percorsi illegali, rappresentanti delle forze dell’ordine con una marcia in più. [...] Non posso fare altro, quindi, che invitare vivamente ogni persona seriamente interessata a compromettersi (nel senso letterale, ossia di mettersi con e pro) in questi temi di passare per questo necessario e propedeutico percorso. Occorre creare competenze, professionalità, aspirare ad un vero cambiamento, che passa dall’impegno di ciascuno e dalla capacità di studiare e, anche e forse soprattutto, di metterci la testa dentro.”

Per combattere la corruzione si comincia con una firma e poi – volendo fare della prevenzione e del contrasto un vero e proprio mestiere – si prosegue con un percorso di studi mirato: Master in “Analisi, Prevenzione e Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione” organizzato a Pisa dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico http://masterapc.sp.unipi.it/

 


Il Ministro Cancellieri sostiene che la lotta alla corruzione non sia una priorità: la replica di associazioni e società civile

18/06/2013 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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cancellieri-ansa-672

“La lotta alla corruzione è una priorità per il Paese. Crediamo sia un segnale negativo per l’Italia che il Ministro della Giustizia non consideri tale urgenza, alla luce dei costi enormi che incidono sull’economia, 60 miliardi secondo la Corte dei Conti, e sulla vita sociale politica del Paese”, così le associazioni Libera, Gruppo Abele, Avviso Pubblico, il Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione e la Campagna Riparte il Futuro, commentano l’intervista rilasciata oggi dal Ministro di Grazia e Giustizia Anna Maria Cancellieri al quotidiano la Repubblica.

Qui la domanda della giornalista Liana Milella e la risposta della Cancellieri:

“Nel suo programma c’è il clamoroso vuoto delle misure anti-corruzione. Penati prescritto. Perché non fate niente?
“Nessun vuoto. C’è una legge freschissima, ci sono iniziative parlamentari, e se mi chiameranno non mi tirerò certo indietro, ma non la vedo come una priorità, perché i temi di cui abbiamo appena parlato attendono da 30 anni. Ma la gente sa quanto paghiamo con la legge Pinto per aver violato la ragionevole durata del processo? Il ministero dell’economia non ha una lira. È un mio dovere affrontare prima questo tema”.

“Il problema della corruzione”, proseguono in una nota le associazioni “è ben anteriore a 30 anni, tempo indicato dal Ministro come attesa per agire sulle riforme carcerarie, e occorre garantire una volontà e azione politica perenne per contrastare un fenomeno considerato oggi strutturale in Italia, non già un intervento una tantum. Il Paese, specie in questo momento, ha bisogno di segnali forti, impegno costante e parole chiare e nette al fine di recuperare quella fiducia sociale indispensabile per il funzionamento delle istituzioni democratiche che la corruzione per definizione distrugge. Siamo certi che il Ministro Cancellieri recupererà quanto affermato e sosterrà invece le iniziative parlamentari in atto e le azioni civili volte al contrastare il fenomeno”.

Rimaniamo in attesa di una risposta da parte del Ministro


“Cosa vorresti che ripartisse in Italia?” Rispondono i ragazzi dell’Università di Trieste

20/05/2013 - in corruzione

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La scuola, la giustizia, il lavoro. I ragazzi dell’Università di Trieste dichiarano quali sono secondo loro le priorità per far ripartire il futuro del Paese. E tu che cosa vorresti che ripartisse? Mandaci il tuo video e lo pubblicheremo sul blog: info@riparteilfuturo.it

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