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Renzi in USA: “investiamo sull’immagine di una campagna anti corruzione”. Ma che significa?

23/09/2014 - in dall'estero

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“L’Italia ha bisogno di investire sull’immagine di una campagna anticorruzione”. Parole del premier Matteo Renzi, pronunciate ieri durante un incontro con ricercatori e imprenditori di start up a San Francisco, e riportate su Il sole 24 ore.

Che il Presidente del Consiglio parli di lotta alla corruzione è importante, ma che cosa significhi letteralmente la frase “investire sull’immagine di una campagna anticorruzione” è un concetto che suona troppo vago. Le campagne, da che mondo è mondo, spettano alla società civile: attraverso queste la cittadinanza presenta al mondo della politica le proprie istanze, richieste, pressioni. Una forte campagna sui temi della lotta alla corruzione esiste già da due anni, ha messo insieme quasi 650mila persone e si chiama “Riparte il futuro”, ad oggi l’iniziativa digitale più importante d’Italia.

La politica, da parte sua, non è chiamata a organizzare campagne, ma a dare risposte politiche, leggi, mutamenti organizzativi. Ci si aspetterebbe quindi di sentire dal premier le parole del tipo: “Investiamo su una seria riforma della giustizia, che tenga corrotti e corruttori lontano dalla vita economica e politica del paese”. Con un discorso del genere avrebbe potuto dare dell’Italia un’immagine differente (e il ragionamento tornerebbe).

Quello che occorre, quindi, da parte del mondo politico, sono i fatti, le risposte, le riforme. Che quella della giustizia sia ferma al palo, a seguito di proclami e di chiamate alla partecipazione, è invece un segnale tutt’altro che incoraggiante. Da mesi e mesi chiediamo alle Istituzioni di procedere con cinque punti chiave – autoriciclaggio, whistleblowing, FOIA, conflitti di interesse, prescrizione – ma il premier Renzi non ha ancora risposto all’appello lanciato da oltre 640.000 persone.


A 16 anni combatte la corruzione con un plugin: la storia di Nick e della sua Greenhouse

05/08/2014 - in dall'estero, Politico e digitale

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Alcuni politici sono rossi, altri sono blu ma tutti sono verdi… come il colore dei soldi. È questo il motto di Greenhouse, un progetto innovativo per combattere la corruzione negli Stati Uniti e diffondere le tematiche della trasparenza, nato dall’intuizione di uno studente appassionato di politica e tecnologia. A soli 16 anni Nick Rubin sta facendo parlare di sé nelle stanze governative e forse qualche pezzo grosso del Congresso ha più di una ragione per temere le sue mosse.

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Il plugin di Nick, che si può gratuitamente installare sul proprio browser, consente infatti di monitorare l’influenza indebita dei finanziamenti nella politica americana. Come? Semplice: leggendo ad esempio un articolo online, basta passare il mouse sul nome di un politico per visualizzare una finestra pop-up in cui sono riportati in forma schematica tutti i contributi ricevuti dal politico in fase elettorale, anche disaggregati per settore e per dimensione, nonché i progetti di riforma da lui sostenuti. Basterà incrociare le informazioni per capire quali sono le reali motivazioni che stanno dietro ad alcune scelte: quando il dato è verde si può intuire che i “verdoni” hanno avuto il loro peso politico nella strategia.

Schermata 2014-08-05 alle 12.59.18Insomma, lavorando dopo la scuola e nei fine settimana, Nick sta presentando al mondo uno strumento alla portata di tutti per monitorare la trasparenza delle Istituzioni USA e informare le persone di tutte le età. L’algoritmo si basa sui dati forniti dallo Stato nelle elezioni 2012 ma grazie alla partnership con OpenSecrets.org si può accedere anche all’aggiornamento 2014. Il modello è in fase di evoluzione e potrebbe venir replicato anche in altri Paesi. La condizione vincolante è poter accedere ai dati organizzati, cosa che purtroppo è alquanto complessa. Ne sappiamo qualcosa qui in Italia dove il percorso verso gli open data istituzionali è lento e tortuoso.

“Quali sono le tue opinioni politiche, e come hanno influito sulla progettazione di Greenhouse?” – gli ha chiesto Vice – “Voglio un sistema che funzioni, come tutti gli altri ragazzi della mia età. Voglio che Greenhouse sia uno strumento apartitico. Ciò che mi preoccupa è l’enorme quantità di denaro pompato nel sistema: è davvero tanto. Durante lo sviluppo ho guardato dietro questi numeri e ho visto quanto denaro circola, è spaventoso [..] Credo che una maggiore trasparenza aiuterà a risolvere il problema. Il facile accesso ai dati consente agli elettori di prendere decisioni migliori. Una volta che le persone sono informate, possono respingere i funzionari eletti che sono motivati dal denaro anziché dai principi. ”

Il futuro riparte dalla lotta alla corruzione… e soprattutto riparte dai giovani, è proprio il caso di dirlo.

Laura Ghisellini