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Anticorruzione e sanità – Diritto a procreare, diritto a sapere

16/09/2014 - in anticorruzione e sanità

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A cura di Paolo Cornaglia Ferraris >>

Medico, editorialista de La Repubblica, Presidente Camici & Pigiami ONLUS

La fecondazione artificiale e l’utero in affitto sono un business colossale, inutile nasconderlo. Se ne sono accorte anche le ASL. Ma esiste un diritto alla paternità e alla maternità? E se esiste è in contrasto col diritto della persona nata di conoscere le proprie radici, sapere da dove viene il DNA che ne ha condizionato corpo e mente? I donatori di ovociti e sperma sono favorevoli ad una legislazione che permetta ai nati di identificare i propri genitori biologici.

In Svezia tra il 2005 e il 2008, 125 femmine donatrici di di 157 ovociti e 80 maschi donatori di 113 provette di sperma (che non avevano donato a specifiche persone) hanno completato un questionario 2 mesi dopo la donazione e ripetuto lo stesso dopo 14 mesi. La maggioranza (71-91%) si sono dichiarati favorevoli ad un contatto con i figli biologici. Nulla sappiamo dei genitori che sono ricorsi alla donazione. Gradirebbero una ricerca del genitore biologico? Attenderanno che il figlio lo chieda o gli spiegheranno da subito che non somiglia a loro né a nessuno dei nonni e zii perché viene da qualche altro?

Mentre i legislatori si interrogano cercando di fare meno danni possibili, si continua a raccogliere sperma, ovociti e affittare uteri a coppie gay per proteggere un diritto alla genitorialità ancora controverso sotto molti punti di vista. Chi va più veloce di tutti è il business. Ci vogliono 80.000 dollari per affittare un utero in Canada, garantendosi procreatrici occidentali e almeno 28.000 euro a Girona (Barcellona) per una fecondazione eterologa veloce e senza troppi vincoli di legge. Genitori di decine di figli biologici, in maggioranza maschi, sono soddisfatti del proprio compenso, privilegiato da tratti somatici vincenti (bianchi, alti, biondi, occhi azzurri). Lo sfruttamento di giovani donne somiglia troppo da vicino a quello dei donatori di rene: motivo prevalente è la povertà. Pretendiamo di far figli anche se anziani e sterili, ma benestanti, senza capire che il DNA detta regole ben più condizionanti di ciò che comunemente si crede.

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