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Il giro del mondo in bici: “Speriamo di trovare un paese meno corrotto al nostro ritorno”

01/07/2014 - in dall'estero

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becyclingSi chiamano Daniele Carletti e Simona Pergola e tra qualche giorno partiranno per un viaggio. Non si tratta di una semplice vacanza: faranno niente meno che il giro del mondo in bicicletta e porteranno con sé il simbolo della campagna Riparte il futuro.

“Dai sette colli ai sette passi” questo il titolo della loro impresa, Daniele e Simona partiranno dai colli della Capitale e oltrepasseranno i sette valichi più alti del pianeta, con al polso per tutto il tragitto il braccialetto bianco simbolo della lotta alla corruzione.

A guardarli in faccia sembra che stiano partendo per una scampagnata, invece  hanno davanti 100.000 chilometri da pedalare attraverso 52 paesi, per un totale di 4 anni di viaggio. Sfideranno un’altezza media di oltre 3.500 metri, con punte che arriveranno ai 5.130 metri dell’Abra Azuca in Perù e ai 5.560 metri del Semo la Pass in Tibet.

“Sappiamo bene che ci sono montagne molto più alte – spiega Daniele – ma qui non parliamo di semplici vette. Ho impiegato due mesi a tracciare il percorso proprio perché, come dice il nome del nostro evento, ho cercato i passi più alti del mondo, strade che ti portano in cima ad un monte, ma che non si fermano, proseguono. Volevo che il nostro percorso fosse una linea continua che parte e arriva a Roma”.

“Non vediamo davvero l’ora di partire – racconta Simona – è ormai un anno che lavoriamo a questo progetto e la fatica e le difficoltà che ci aspettano non ci spaventano, ma piuttosto ci caricano”.

Il loro scopo va oltre il raggiungimento di un primato (sebbene nessuno abbia ancora osato tanto in un unico tour): “il nostro obiettivo non è quello di finire sul libro dei Guinness, ma quello di sensibilizzare chi ci seguirà attraverso il nostro sito internet e la nostra pagina Facebook ad un utilizzo della bicicletta, nonchè quello di aiutare le popolazioni in difficoltà attraverso World Bicycle Relief, un’organizzazione statunitense che si occupa di fornire biciclette nelle zone disagiate del pianeta per migliorare la qualità della vita a chi le abita, come ad esempio permettere ai ragazzi di andare a scuola tutti i giorni”.

A sostenerli e incoraggiarli ci saremo anche noi, i 530.000 firmatari di Riparte il futuro: “Dobbiamo attraversare tutti e cinque i continenti, ma alla fine torneremo in Italia. La speranza è quella di trovare un paese diverso, che sia riuscito a portare avanti la sua lotta contro la corruzione, un male che lo attanaglia da troppo tempo” commentano sorridendo.


Giorgio Squinzi: “Chi non rispetta le regole deve stare fuori da casa nostra”

09/06/2014 - in corruzione

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“Non ci interessa sapere se gli imprenditori che corrompono lo fanno perché obbligati o per vero e proprio spirito doloso. Essi non possono stare tra di noi.” Giorgio Squinzi si è espresso duramente anche oggi sul tema corruzione nel corso dell’assemblea di Assolombarda.

“Così non si fa che assecondare una cultura, assai replicata nel Paese, che vede nell’imprenditore un disonesto che cerca di aggirare le regole. Non è così.” sentenzia il presidente di Confindustria.

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Matteo Renzi: “Un politico indagato per corruzione lo indagherei per alto tradimento”

06/06/2014 - in corruzione

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Ieri Matteo Renzi, alla conferenza stampa dopo il G7, si espresso sul tema della corruzione, tornato protagonista sui giornali (ma quotidianamente presente nella vita del nostro Paese, anche quando l’attenzione dei media si spegne) con gli scandali Expo e Mose. Prima ancora di riaprire il solito dibattito “sociologico” sulla riforma delle regole serve allontanare dai propri incarichi chi ha rubato, sostiene il premier Renzi.
“I ladri vanno processati e bisogna aspettare che vengano condannati”, ma come fare se i tempi della prescrizione impediscono che si giunga a conclusione dell’iter processuale? In questo caso la riforma è prioritaria. Cosa ne pensi?

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Bagnasco commenta gli scandali corruzione: “dobbiamo remare nella stessa direzione perché la disoccupazione possa essere superata in particolare per i giovani”

04/06/2014 - in corruzione

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Anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha commentato con parole dure le inchieste su Expo, Carige e Mose che hanno riportato il tema della corruzione in Italia sulle prime pagine dei giornali in queste settimane: “Non dobbiamo farci scoraggiare, farci rubare la speranza, la fiducia e l’ottimismo perché, è vero, queste situazioni, se provate, naturalmente sono un’aggressione alla speranza popolare però tutti noi, dobbiamo restare più uniti e non farci scoraggiare di fronte al futuro. La mala gestione – ha aggiunto Bagnasco durante presentazione dell’Annual report delle attività dell’ospedale Galliera (Genova) – esiste, ma non è assolutamente lo zoccolo duro, l’animo del Paese che è invece la gente semplice che fa il proprio dovere con onestà, competenza e grandi sacrifici per tirare avanti. Vogliamo e dobbiamo tutti remare nella stessa direzione perché la grave, ancora gravissima, situazione della disoccupazione possa essere superata per tutti e in particolare per i giovani».

Nel suo discorso il Cardinale affianca i temi corruzione e disoccupazione giovanile non a caso. La corruzione infatti è il primo ostacolo alla ripresa del mercato del lavoro perché frena gli investimenti, falsa la competizione, sottrae opportunità e penalizza il merito.

«Le strutture dello Stato, ma innanzitutto e soprattutto il problema del lavoro che deve essere affrontato non solo sul piano finanziario ma anche industriale, con uno sguardo sì al mondo ma con la testa bassa, tipica di noi genovesi, che stanno sul pezzo concreto senza svolazzi cercando di fare il meglio possibile», ha aggiunto l’Arcivescovo di Genova.


“Controllate se il candidato a cui volete dare la preferenza ha aderito a Riparte il futuro” Roberto Bergamaschi, IDV

22/05/2014 - in corruzione

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Roberto Bergamaschi, candidato indipendente alle elezioni europee per Italia dei Valori, spiega nell’intervista l’importanza della candidatura trasparente garantita dalla sua adesione a Riparte il futuro. Bergamaschi ha infatti accettato di pubblicare il cv, la propria situazione patrimoniale, reddituale e giudiziaria e i possibili conflitti d’interesse a cui potrebbe andare incontro in caso di elezione, come richiesto da quasi 130.000 cittadini firmatari della petizione promossa da Libera e Gruppo Abele.

Bergamaschi si rivolge proprio ai cittadini lanciando un appello: “Il 25 maggio andate a votare, per chiunque voi vogliate farlo, ma andate a votare. Controllate se il candidato a cui volete dare la preferenza ha aderito alle candidature trasparenti di Riparte il futuro. Se non l’ha fatto, qualche problema c’è…”.

TUTTI I NOMI DEI CANDIDATI CHE HANNO ADERITO >>


E se denunciassi un corrotto?

20/05/2014 - in corruzione

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Chi denuncia la corruzione sul posto del lavoro dovrebbe essere encomiato per il suo coraggio, invece accade spesso, soprattutto in Italia, che venga considerato “lo spione” e che subisca addirittura ritorsioni, mobbing e anche minacce. Nei paesi anglosassoni è stato da lungo tempo introdotto il “whistleblowing” (la parola viene dal termine whistle”, che significa “fischietto” in inglese): chi, nel ruolo delle sue funzioni lavorative, assiste a comportamenti illeciti e li denuncia è protetto dalla Stato da qualunque ripercussione. In alcune legislazioni (come quella statunitense) il whistleblower è persino premiato con un riconoscimento economico anche importante: in fondo ha evitato una perdita di denaro molto maggiore denunciando il patto corrotto.

In Italia, invece, come anche in altri Paesi d’Europa, c’è ancora tanta strada da fare. Una buona notizia in questo senso viene dal web. In questi giorni, sulla scia dello scandalo Expo, ha visto la luce Expoleaks: una vera e propria piattaforma per il whistleblowing promossa da IRPI – Investigative Reporting Project Italy e da Wired Italia. Si tratta di uno strumento a disposizione di chi voglia e abbia il coraggio di raccontare in totale anonimato a dei giornalisti indipendenti eventuali illeciti di cui è venuto a conoscenza sul lavoro.

In Italia, la legge 190/2012 per la prima volta introduce questa figura, ma c’è un unico articolo che spiega in che modo procedere e quali sono le garanzie per chi denuncia. E anche a livello transnazionali, in Europa, la situazione è molto arretrata. Chiediamo dunque che i candidati alle europee si impegnino a far fronte a questa insufficienza normativa, una volta eletti europarlamentari.

Rompere il muro del silenzio è un dovere di tutti i cittadini. Essere tutelati per farlo è un diritto.

GUARDA I NOMI DEI CANDIDATI ITALIANI E STRANIERI CHE HANNO ADERITO >>

 


Elly Schlein, candidata alle europee, ha aderito a Riparte il futuro

13/05/2014 - in election day

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Elly Shlein, candidata per il Partito Democratico alle elezioni europee, ha accettato di presentare la propria candidatura trasparente e di impegnarsi concretamente qualora eletta a portare avanti gli impegni chiesti dalla petizione Riparte il futuro di Libera e Gruppo Abele, già sottoscritta da oltre 100.000 cittadini.

Tutte le informazioni sulla campagna per le elezioni del 25 maggio >>

Tutti i candidati trasparenti alle europee >>


Oscar Farinetti: “si guadagna meglio a essere onesti”

12/05/2014 - in corruzione

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Abbiamo incontrato Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, già da un anno sostenitore della campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele. Farinetti invita tutti a sottoscrivere la campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele contro la corruzione in Italia e fa una riflessione sull’urgenza di liberare l’economia del paese dall’illegalità. “Il miglior profitto lo si conquista con l’onestà”.

Firma –> www.riparteilfuturo.it


Riparte il futuro, la battaglia contro la corruzione continua: il video

22/04/2014 - in corruzione

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La settimana scorsa, dopo oltre un anno di campagna, abbiamo finalmente fatto la differenza ottenendo quel cambiamento in cui mai abbiamo smesso di credere in tutto questo tempo. Vogliamo ringraziare ognuno dei firmatari: senza il vostro contributo nel diffondere la campagna tutto ciò non sarebbe stato possibile.

La modifica dell’articolo 416ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso è un primo passo in avanti: il prossimo sarà quello di chiedere pene più severe. Intanto la nuova legge arriva in tempo utile per le elezioni del 25 maggio e la giustizia ha finalmente nuovi strumenti per indagare e punire i politici collusi.

Per ringraziare tutti, per approfondire e per ricordare abbiamo creato una pagina con la storia della campagna, una grafica interattiva con tutti i dettagli da sapere sulla nuova legge e il video che vedete qui sopra, da condividere con gli amici.


Riparte il futuro alla XIX Giornata della memoria di Latina: il video

27/03/2014 - in corruzione

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La campagna “Riparte il futuro” promossa da Libera e Gruppo Abele per combattere la corruzione in Italia ha partecipato alla XIX Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di tutte le mafie celebrata a Latina lo scorso 22 marzo 2014.
Lo ha detto don Luigi Ciotti dal palco: “Segnatevi questo indirizzo: www.riparteilfuturo.it, 500mila persone hanno messo la loro firma per chiedere una politica trasparente, una legge sulla corruzione…”

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“La corruzione è un reato contro la crescita economica” Paolo Mieli intervista Pietro Grasso (2° puntata di Eco della Storia, Rai Educational)

09/10/2013 - in corruzione

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Per chi se la fosse persa ecco l’intervista di Paolo Mieli a Pietro Grasso nella seconda puntata del ciclo Eco della Storia (Rai Educational). Titolo della puntata: “Corruzione”.
“Una cosa è certa: la corruzione è un reato contro la crescita economica perché produce un maggior costo delle opere pubbliche – esordisce l’ex procuratore nazionale antimafia oggi presidente del Senato Pietro Grasso – In ogni caso con gli stessi finanziamenti se ne possono fare di meno o rimangono non completate o eseguite non a regola d’arte. D’altro canto, i soldi che invece percepiscono i singoli poi non vengono investiti in risorse per lo sviluppo e la ricerca o per nuovi investimenti, e comunque vengono sottratti all’imposizione fiscale e dunque il danno è doppio: il costo della corruzione, che ammonta a 60 miliardi di euro, è un costo che incide su tutta l’economia”. Secondo l’ex procuratore la situazione da tangentopoli ad oggi è addirittura peggiorata. “Non si è usata quell’esperienza per trovare le contromisure. Sono diminuiti i controlli sia nella pubblica amministrazione sia più in generale. Alcuni reati sono stati addirittura eliminati come l’abuso in atti d’ufficio, l’interesse privato è stato ridimensionato e poi si sono trovate delle contromisure per evitare il più possibile l’accertamento della corruzione.
Inoltre esiste anche “un problema etico e di professionalità ai vertici della dirigenza della pubblica amministrazione e ai vertici della dirigenza politica“. “Io – conclude Pietro Grasso – faccio spesso appelli, il più delle volte inascoltati, all’etica, a una nuova politica, a un rinnovamento e della politica e della dirigenza burocratica che porti veramente a un futuro migliore per questo Paese”.
Pietro Grasso ha aderito alla campagna Riparte il futuro contro la corruzione fin dai primi giorni dal lancio. In varie occasioni si è speso per accelerare l’iter di riforma dell’articolo 416 ter sul voto di scambio politico-mafioso, come richiesto dal testo della petizione. La riforma è tuttavia ancora in sospeso in Commissione Giustizia del Senato e 300.000 italiani attendono che il testo venga migliorato e approvato, pur con notevole ritardo rispetto alle previsioni. Perché la grande opera di mobilitazione e di dialogo tra istituzioni e società civile innescata dalla campagna di Libera e Gruppo Abele, non risulti vana. Al contrario: deve rappresentare l’inizio di un lungo cammino di riforme per debellare questo problema gravissimo, tropppo spesso lasciato ai margini dall’agenda politica (FIRMA LA PETIZIONE >>)
Ascoltiamo le parole di Grasso:


I giovani non vogliono un mondo corrotto (e lo dicono su Youtube)

11/09/2013 - in corruzione

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La campagna Riparte il futuro promossa da Libera e dal Gruppo Abele si rivolge soprattutto ai giovani, che sono i destinatari e i protagonisti del futuro del nostro Paese. Proprio dai ragazzi riceviamo ogni giorno il contributo più prezioso. Sono i volontari delle due associazioni promotrici, attivi sul territorio con tanti progetti di sensibilizzazione e contrasto, ma anche gli studenti italiani, che costruiscono sui banchi di scuola i propri sogni, e i giovani lavoratori precari o i disoccupati under 25, la fascia più colpita dall’emergenza lavoro.
Questi ragazzi partecipano alla campagna, ben consapevoli dei danni diretti e indiretti della corruzione sulle loro vite. Sanno che la corruzione è la negazione del talento e del merito e che inquina i fattori principali della crescita di un paese: l’imprenditoria, l’efficienza delle Istituzioni, l’innovazione, la ricerca…
Tra le tante testimonianze di giovani che firmano la petizione Riparte il futuro e ci mettono la faccia, segnaliamo questo video. Si tratta di un cortometraggio diretto dal giovane videomaker Alessandro Pepe, diffuso su YouTube. Grazie alla collaborazione dei suoi amici, che si sono prestati a fare le comparse, Alessandro lancia un messaggio diretto, senza bisogno di alzare la voce: “I giovani non vogliono un mondo corrotto”. Più chiaro di così…
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300.000 firme! Questo video è dedicato a tutti quelli che si impegnano per cambiare. Anche a te!

09/09/2013 - in corruzione

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Per chi ha firmato, per chi si impegna per cambiare. Per chi non sopporta di stare solo a guardare.
Siamo 300.000 contro la corruzione in Italia. Ed è solo l’inizio.
Unisciti a noi: Firma Riparte il futuro!

Riparte il futuro from Eugenio on Vimeo.