Articoli con il tag “voto di scambio

L’Ufficio di presidenza di Libera risponde all’intervista del senatore Mario Giarrusso su Il Fatto Quotidiano

29/08/2014 - in Libera e Gruppo Abele

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In merito all’intervista rilasciata dal senatore Mario Giarrusso pubblicata sul Fatto Quotidiano  venerdì 29 agosto, riteniamo che i giudizi espressi nei confronti di Libera e di don Luigi Ciotti siano privi di fondamento, offensivi, dettati da ragioni di polemica politica nei confronti del Pd e del governo Renzi legittime ma che non ci riguardano minimamente. Libera, come può essere facilmente verificato leggendo i nostri comunicati e le  nostre proposte sulla riforma del 416 ter, non ha mai fatto sconti a nessuno, non ha mai accompagnato nessun partito e non è rappresentata da alcun esponente politico. In merito al testo approvato, Libera si è sempre espressa in modo equilibrato e senza mai usare toni trionfalistici, ribadendo in tutte le sue note ufficiali che l’approvazione della modifica del 416ter conteneva una buona notizia e almeno un errore da correggere.
La buona notizia era l’inserimento, dopo un iter tormentato e con votazioni difformi tra i due rami del Parlamento e tra i gruppi parlamentari degli stessi partiti, delle due parole “altra utilità”, come da noi sempre richiesto, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso,  limitato all’erogazione di denaro. È unico dato positivo, sottolineato anche nella recente sentenza della Sesta sezione della Corte di Cassazione. L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue forti perplessità ben prima del voto finale, era quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis. Richiesta che ribadiamo anche oggi. Non ricordiamo altre sottolineature critiche fatte allora, in nessuna sede, che avremmo seguito con la massima attenzione. Né altri errori denunciati allora e da correggere.
Oggi, alla luce dell’interpretazione della norma, contenuta nella citata sentenza di Cassazione, non l’unica peraltro in materia, sarà compito di governo e Parlamento monitorare l’applicazione della nuova versione del 416 ter e introdurre i correttivi del caso. Ciò detto,fosse stato per Libera, lo ribadiamo, nel vecchio testo del 416 ter sarebbero state inserite solo due parole; “altre utilità”, senza rischi interpretativi, come hanno chiesto insieme a noi le centinaia di migliaia di cittadini che hanno aderito alla campagna “Riparte il futuro”. Il testo finale è il frutto di un lungo e contraddittorio iter parlamentare che abbiamo seguito e commentato, come sempre, nella nostra più totale autonomia.
L’approvazione del nuovo 416 ter e le sue eventuali modifiche rappresentano, comunque, solo un primo passo verso un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, come il voto di scambio, richiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti per cambiare scelte e  comportamenti quotidiani. È necessario, insomma, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile a una più generale legge sulla corruzione, come richiesto anche dal Movimento 5 Stelle, dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale; revisione dei meccanismi previsti per la prescrizione) indispensabili per contrastare davvero mafosi e politici collusi.

Ufficio di presidenza di Libera

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Sull’abbassamento delle pene del nuovo 416ter: inasprire le sanzioni per i reati di mafia

23/04/2014 - in corruzione

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Abbiamo continuato a ricevere richieste di chiarimento sulla vicenda relativa alla riduzione delle pene per il 416ter. E’ utile, allora, spiegare meglio la posizione assunta da Libera, che ha espresso da subito le perplessità su questa riduzione, chiedendo comunque l’approvazione della norma affinché entrasse in vigore prima delle prossime elezioni. Il rischio, anzi la quasi assoluta certezza, è che la riforma finisse impantanata alla Camera, mentre ora, con la norma approvata, il governo è chiamato a impegnarsi, come richiesto da Libera, perché siano inasprite le sanzioni per tutti i reati di mafia.

La nuova legge fotografa meglio la condotta del politico e del mafioso che scambiano voti con denaro o “altra utilità” (ecco l’aggiunta cuore del nuovo testo) ma prevede la riduzione a 4-10 anni, rispetto al testo originario del 1992. Per approfondire confronta le varie versioni.

Dal punto di vista giuridico questo cambiamento si fonda sul principio della “proporzionalità della pena” spesso invocato da illustri magistrati. Lo scambio elettorale politico-mafioso, regolato dall’articolo 416ter del codice penale, è infatti strettamente connesso al reato di associazione di tipo mafioso, cioè il 416 bis che lo precede nel codice.

L’intenzione di chi ha scritto la nuova legge è creare una condotta tipica a sé, quella appunto del voto di scambio. Se il politico offre al mafioso denaro o altra utilità  in cambio di voti, avrà una pena da 4 a 10 anni. Se poi emerge che questa relazione è più strutturata e va oltre, allora si configureranno altri reati (come il concorso esterno o lo stesso 416 bis) che faranno aumentare la pena per il politico.

Il diritto penale è grossolano per definizione e la sua funzione principale è scoraggiare il reato possibile piuttosto che reprimere il reato avvenuto. Un testo come quello appena approvato, che a differenza del precedente permette alla magistratura di indagare concretamente, è di per se un disincentivo al patto tra politica e mafie. Quale sia il “prezzo giusto” da pagare in termini di anni di reclusione è un discorso molto complesso e non bisogna cedere a facili conclusioni. Ciò su cui invece non possiamo indietreggiare è la certezza del diritto e in questo senso è stato fatto un passo avanti grazie soprattutto allo sforzo della società civile che ha portato questo tema, rimasto congelato per 22 anni, all’ordine del giorno dell’agenda parlamentare. Si potrebbe decidere di condannare anche all’ergastolo per voto di scambio, ma se la legge non funziona il numero degli anni da scontare rimane irrilevante.

Detto questo, resta forte il dubbio per la riduzione, da risolvere procedendo a breve con l’innalzamento di tutte le pene che attengono ai reati legati al fenomeno della criminalità organizzata. Il problema infatti è già insito nel 416 bis che punisce il mafioso dai 7 ai 12 anni. Per innalzare la pena del voto di scambio occorre inasprire le pene relative all’associazione mafiosa, facendo salva la proporzionalità.

Infine, non bisogna dimenticare che il 416ter è un solo articolo del codice penale, che disciplina una sola fattispecie, quella del voto di scambio, e non può essere sufficiente da solo a colmare tutte le lacune o a mettere una pezza a tutti i problemi del codice antimafia e anticorruzione.

La battaglia è appena cominciata e abbiamo raggiunto un primo risultato, che ci dà la forza di ripartire. Questo è stato possibile grazie ai quasi 500mila cittadini che hanno accettato la sfida di Riparte il futuro e devono essere fieri di averlo fatto.

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La riforma del 416ter: cosa abbiamo ottenuto? Il confronto tra i testi

18/04/2014 - in corruzione

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Schermata 2014-04-18 alle 17.16.34La riforma del 416ter è un passo cruciale per la lotta alla corruzione, ottenuto grazie all’impegno di tanti cittadini che hanno firmato Riparte il futuro. Tuttavia l’iter parlamentare è stato lungo e controverso e al momento dell’approvazione in Senato si sono alzate varie polemiche. Abbiamo deciso di fare chiarezza, confrontando il vecchio testo del 1992 con le tre revisioni votate dal Parlamento. FAI IL CONFRONTO >>


Solo 6 su 3491 leggi di iniziativa parlamentare approvate dall’inizio della legislatura: per il 416ter ci sono voluti 274 giorni

16/04/2014 - in corruzione

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Solamente 6 di 3491 leggi di iniziativa parlamentare presentate dalla XVII legislatura sono state approvate. La modifica del 416 ter è appunto l’ultima di queste.

Di media le altre 5 leggi di iniziativa parlamentare portate a buon fine (4 nel 2013, 1 nel 2014) hanno avuto un iter di 118 giorni. L‘iter del 416ter è durato quasi il doppio: dall’approvazione del Testo Unificato (inizio ufficiale dei lavori) il 16 luglio 2013, ad oggi 16 aprile, sono trascorsi 274 giorni effettivi di attività parlamentare. 

La campagna Riparte il futuro ha cominciato a chiedere la riforma fin dalle elezioni del febbraio 2013, attivando il conto alla rovescia dal 17 Marzo 2013, data in cui a seguito di turbolenze politiche, erano finalmente sorte le condizioni per iniziare i lavori parlamentari. Avevamo chiesto di riformare il 416ter in 100 giorni, ne sono trascorsi 395. È stato introdotto, come richiesto da circa 500mila cittadini, il concetto dell’”altra utilità” ma permangono legittimi dubbi sull’abbassamento delle pene.

LA BATTAGLIA CONTRO LA CORRUZIONE È APPENA COMINCIATA >>

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La riforma del 416ter è legge: una buona notizia, con un errore da correggere

16/04/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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L’approvazione al Senato della modifica del 416ter contiene una buona notizia e un errore da correggere: la buona notizia è l’inserimento, dopo un iter tormentato, delle due parole “altra utilità”, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso, finora limitato all’erogazione di denaro. Una riforma sostenuta da oltre 475mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Grazie a queste due parole si potrà contrastare in maniera più efficace il “mercato dei voti”, venduti e comprati in cambio di favori, a partire dalle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative.
L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue perplessità, è quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis, oggi sanzionato con condanne inferiori a quelle previste per l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’auspicio, già sotttolineato prima del voto di oggi a Palazzo Madama, è che il governo intervenga quanto prima, come suggerito dalla commissione Garofoli, perché siano previste per i reati di mafia sanzioni più severe ed efficaci, nel rispetto del principio della proporzionalità della pena.
Si tratta comunque solo di un primo passo, anche se importante, e di un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, chiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti noi a volerle e sostenerle attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani. È necessario a questo punto, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile, a una più generale legge sulla corruzione dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, la disciplina sulla prescrizione, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale) per rendere il nostro Paese una comunità dove l’interesse economico coincida finalmente con l’interesse sociale, con la dignità e la libertà di tutti.

Ufficio di Presidenza Libera

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Rispondiamo ai commenti dei lettori sulla riforma del 416ter

13/04/2014 - in corruzione

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palloncino-2In questi giorni in cui il dibattito sulla modifica del 416ter è caldissimo, riceviamo tanti commenti dai firmatari della campagna.
Da gennaio 2013 a oggi Riparte il futuro chiede appunto, con il sostegno di oltre 470.000 cittadini, che venga portata a compimento questa importante riforma, necessaria per contrastare in maniera efficace il voto di scambio politico-mafioso.
Rispondiamo alle critiche e ai dubbi dei sostenitori, affrontando i principali nodi di questo controverso iter parlamentare.

Tiziano su Facebook: Mi spiegate come fate ad essere contenti di una norma che recepisce è vero l’indicazione della campagna ma contestualmente abbassa le pene del 40%? La lotta contro la mafia è a 360 gradi: ben venga la norma sullo scambio elettorale ma non si può accettare la diminuzione delle pene!!!! Dire che è un primo passo non va bene. GLI ITALIANI ONESTI VOGLIONO PUNIRE I MAFIOSI E LO VOGLIONO FARE DURAMENTE ALTRO CHE PENE RIDOTTE!!!!

RISPOSTA: Il vero regalo che si farebbe oggi a mafiosi e politici collusi sarebbe la mancata approvazione della riforma prima della prossima campagna elettorale. L’inserimento di quelle due parole “altra utilità ” fa la differenza tra una norma sostanzialmente inutile, anche se con pene sulla carta gravi, e una efficace perché colpisce i veri “scambi” tra politica e mafia: appalti, posti di lavoro, licenze edilizie, favori e privilegi Detto questo, Libera e Gruppo Abele, sostenitrici di Riparte il futuro, hanno fin dall’uscita del testo dalla Camera espresso perplessità circa l’abbassamento delle pene, che sono comunque gravi, da 4 a 10 anni. Ora chiediamo che il governo intervenga quanto prima per una rimodulazione più ampia delle sanzioni per i reati di mafia, con l’inasprimento del 416 bis (come suggerito dalla commissione Garofoli) equiparando le sanzioni a quelle previste per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (che arrivano fino a 20 anni di carcere) e di conseguenza, prevedendo nuove e più severe pene anche per il 416ter, rispettando in questo modo il principio di proporzionalità tra reati diversi.

Commento via email: Non avevo firmato la vostra petizione, per far approvare una “porcata” del genere come legge!! E voi dichiarate pure che è una buona legge, mentre è stata stravolta ed i politici non saranno praticamente responsabili. Vedremo se all’atto pratico non ci saranno pure aiuti ai mafiosi.

RISPOSTA: Finora, con il voto di scambio punibile solo se c’era denaro, per i politici e i mafiosi e’ stata una pacchia, tant’e’ che non si e’ mai riusciti a modificarlo in più di vent’anni. Il vero aiuto alle mafie e ai politici collusi sarebbe quello di non fare entrare in vigore prima dell’imminente campagna elettorale una norma che contenga quelle due parole, “altra utilità”, che sono il cuore del mercato dei voti, venduti e comprati. Forse questa volta cominceremo finalmente a vedere più inchieste sul voto di scambio. E abbiamo già chiesto al governo di inasprire le sanzioni sul 416 bis, oggi meno grave dell’associazione a delinquere per traffico di stupefacenti e quindi sul 416 ter.

Caterina su Facebook: Così si è espressa la cassazione nel 2005, relativamente al 416-ter, il reato già dal 2005 veniva punito anche senza l’erogazione in senso stretto di denaro, “In altri termini, si dice, la stessa ratio legis dell’art. 416 ter c.p. permetterebbe di ritenere la fattispecie incriminatrice applicabile anche nei casi in cui non vi sia erogazione di denaro.” l’unica cosa che cambia, se venissa approvata la legge così come fatta dalla camera è che la pena è inferiore rispetto a prima.

RISPOSTA: Non è vero: la Cassazione si riferiva all’“altra utilità patrimoniale”, rimanendo ancora all’interno di tutto ciò che può contarsi con il “denaro” (parola contenuta nell’attuale legge). Un concetto completamente diverso dall’”altra utilità” per come inserito nell’attuale testo, che fa riferimento a tutto ciò che non è monetizzabile. La parola “qualunque” contenuta nel testo del Senato non aggiungeva nulla alla fattispecie giuridica, già presente in altre parti del Codice Penale. In molti precedenti processi non si è potuto procedere alla pena proprio perché mancavano quelle due parole, “altra utilità”, da Riparte il futuro tanto richieste. Resta infine il fatto che la giurisprudenza è mutevole e quello che vale per un caso può tramutarsi nell’opposto, mentre la legge DEFINISCE nero su bianco l’ampiezza della norma.

Altri commenti ricevuti: cosa ne pensate in merito all’espressione, prima aggiunta nel testo e poi rimossa, “disponibilità del politico”?

RISPOSTA: L’aggiunta della “disponibilità del politico” nel testo del Senato era positiva e accolta da Riparte il futuro. Ma diversi magistrati (mentre altri sostenevano la posizione inversa) hanno ricordato come il 416 ter riguardi il voto di scambio e non altre fattispecie di reati. Quell’espressione poteva quindi ampliare troppo la fattispecie, rendendo la norma inefficace. Occorre ricordare che la logica dei codici è quella di normare, articolo per articolo, fattispecie di reato diverse. È una cattiva prassi quella di generare articoli onnicomprensivi e che si riferiscono a fattispecie diverse.

Come Riparte il futuro sappiamo che la battaglia per un codice antimafia e anticorruzione è appena cominciata. E che il patto tra mafiosi e corrotti va spezzato subito, È però inverosimile pensare, con il primo risultato, di rispondere a tutte le esigenze che la legge (ma soprattutto la cultura) pone. Il traguardo di una cultura dell’integrità e della legalità è ancora lontano e anche la società civile deve diventare matura su questi temi, sapendo fare bene la propria parte e non cedendo alle soluzioni semplicistiche.

Chiediamo a tutti di continuare a sostenere e a diffondere questa grande battaglia di civilità, per chiedere la riforma del 416ter e altre urgenti misure di contrasto alla corruzione nel nostro Paese >>


A poche settimane dal voto per le europee e le amministrative, il 416ter è ancora sulla carta

11/04/2014 - in corruzione

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Di fronte all’ennesimo rinvio dell’approvazione definitiva della riforma 416 ter sul voto di scambio, Riparte il futuro ribadisce quanto sostenuto da Libera Contro le Mafie nei giorni scorsi, subito dopo il voto della Camera.

Governo e Parlamento si stanno assumendo una grande responsabilità: far entrare in vigore prima della prossima campagna elettorale per le elezioni europee e soprattutto amministrative il nuovo 416 ter, che inserisce finalmente, dopo una lunghissima attesa, le parole “altra utilità” nella definizione del voto di scambio politico-mafioso. Questo al di là delle legittime perplessità sulla prevista riduzione delle pene.

Di fatto dopo 400 giorni e ben tre votazioni la riforma del 416 ter, sostenuta da circa 465.000 cittadini è ancora sulla carta. Ora deve diventare subito legge, per non lasciare ancora il paese privo di una norma efficace con cui difendere la libertà di voto dagli sporchi affari delle mafie e dei politici collusi.

Al di là delle legittime perplessità sulla riduzione delle pene, già espresse peraltro dopo il voto della Camera dei deputati, l’Ufficio di presidenza di Libera auspica l’immediata e definitiva approvazione da parte del Senato della riforma del 416ter, sostenuta dai cittadini che hanno firmato Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Il vero regalo alle mafie e ai politici collusi, infatti, sarebbe quello di non fare entrare in vigore prima dell’imminente campagna elettorale una norma che contenga quelle due parole, “altra utilità“, che sono il cuore del mercato dei voti, venduti e comprati. Quanto alle pene previste, che sono comunque gravi, da 4 a 10 anni, l’auspicio è che il governo intervenga quanto prima per una rimodulazione più ampia delle sanzioni per i reati di mafia, con l’inasprimento del 416 bis (come suggerito dalla commissione Garofoli) equiparando le sanzioni a quelle previste per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (che arrivano fino a 20 anni di carcere) e di conseguenza, prevedendo nuove e più severe pene anche per il 416 ter, rispettando in questo modo il principio di proporzionalità tra reati diversi.

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Casal di Principe: quando camorra e corruzione condizionano il voto

07/04/2014 - in corruzione

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mafia_confisca_diaSono stati sequestrati 13 milioni di euro all’ex responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Casal di principe (nonchè ex sottosegretario di Nicola Cosentino) e imprenditore, Nicola Di Caterino, finito in manette nel dicembre del 2011 nell’ambito di un’inchiesta sulla costruzione (mai avvenuta) di un centro commerciale a Villa di Briano.

Il centro commerciale in questione doveva essere costruito proprio su dei terreni di proprietà di Di Caterino e per la sua realizzazione l’imprenditore è riuscito anche ad ottenere 5,6 milioni di euro da un instituto di credito attraverso una falsa fidejussione, proprio grazie all’intervento di Cosentino. Il centro commerciale era anche un mezzo per veicolare promesse di lavoro in cambio di voti per l’ex sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, eletto nel 2007 e cugino dell’imprenditore.

Da quanto si apprende su La Repubblica “Di Caterino per gli inquirenti, sia come imprenditore sia nel suo ruolo di allora capo dell’ufficio tecnico del comune, ha fornito un contributo stabile nell’acquisizione e gestione degli appalti pubblici al clan dei Casalesi. Il centro commerciale che si sarebbe dovuto costruire avrebbe previsto un investimento di circa 43 milioni di euro a carico degli imprenditori coinvolti nell’operazione, occupando 476 persone”.

“Gli investigatori hanno dunque svelato gli intrecci del ceto politico di Casal di Principe con l’ala militare e imprenditoriale dal clan “dei casalesi”, fazione Schiavone e Bidognetti, attraverso l’illecito condizionamento dei diritti politici dei cittadini, ostacolando il libero esercizio del voto, procurando vantaggi ai candidati indicati dall’organizzazione in occasione di consultazioni elettorali, anche tramite il condizionamento della composizione degli organismi politici rappresentativi locali, evidenziando enormi interessi economici con l’aggiudicazione di appalti, assunzioni di personale compiacente all’organizzazione, apertura di centri commerciali, attività edilizie con forniture di calcestruzzo”.


Ennesimo rinvio e la riforma del 416 ter è ancora sulla carta. Governo e Parlamento si stanno assumendo una grande responsabilità di fronte al Paese

03/04/2014 - in corruzione, Libera e Gruppo Abele

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“Il Senato ora approvi subito la riforma del 416 ter sul voto di scambio al di là delle perplessità restanti in particolar modo quelle relative alla prevista riduzione delle pene. Di fatto dopo 400 giorni e ben tre votazioni ritorna al Senato il testo che recepisce la proposta iniziale di Libera, sostenuta da oltre 450.000 cittadini (www.riparteilfuturo.it) e frutto di un ampio e approfondito confronto con magistrati ed esperti: inserire semplicemente nel testo del 416 ter le parole “altra utilità“, per colpire così in maniera efficace gli scambi di voti e favori tra politici e mafiosi. Con il voto di oggi alla Camera il Governo e il Parlamento si assumono una grande responsabilità: la riforma del 416 ter è ancora sulla carta. Ora deve diventare subito legge, per non lasciare ancora il paese privo di una norma che possa contrastare il mercato dei voti in prossimità delle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative”.

In una nota Libera, promotrice insieme al Gruppo Abele di Riparte il futuro, commenta il voto alla Camera sul 416 ter voto di scambio politico mafioso.
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Riforma del voto di scambio politico-mafioso: ulteriori rinvii rappresenterebbero una vera e propria ferita per la democrazia

31/03/2014 - in corruzione

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“Sarebbe estremamente grave se la riforma del 416ter, attesa da anni e sostenuta da oltre 450.000 cittadini, subisse ulteriori slittamenti. Bisogna fare presto come chiedono le decine di migliaia di adesioni già raccolte per l’appello lanciato da Riparte il futuro.
Due sono i principi irrinunciabili per l’approvazione della riforma del 416 ter: l’inserimento di “qualunque altra utilità“, come chiesto da Libera, senza alcun “annacquamento” della norma; l’entrata in vigore del nuovo 416ter prima dell’inizio della campagna elettorale per le prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative.
Ulteriori rinvii rappresenterebbero una vera e propria ferita per la democrazia e rischierebbero di vanificare una riforma così importante per garantire l’effettiva libertà di voto nel nostro Paese, sottraendola sia ai condizionamenti mafiosi sia alle “tentazioni” del voto di scambio. Non c’è più tempo da perdere“. È quanto si legge in una nota dell’Ufficio di presidenza di Libera in merito all’approvazione alla Camera della riforma del 416 ter


L’approvazione del 416ter sul voto di scambio politico-mafioso è costellata ancora di ostacoli. Cronache dal Parlamento

26/03/2014 - in corruzione

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Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, aveva assicurato che si sarebbe opposto con ogni mezzo all’approvazione del nuovo testo di legge sullo scambio elettorale politico-mafioso licenziato dal Senato. E così, dopo la presentazione di più di mille emendamenti, stamattina l’Aula si è anche pronunciata sulla pregiudiziale d’incostituzionalità presentata dal partito di Berlusconi che è stata però bocciata da un’ampia maggioranza trasversale (pd, Sel, M5S, Lega Nord). Per bypassare l’ostruzionismo di Forza Italia, il Partito democratico ha riesumato una pratica poco applicata del regolamento d’Aula: poiché il provvedimento era alla sua prima apparizione nel calendario dei lavori parlamentari, è stato iscritto nel calendario della prossima settimana che segnerà anche l’inizio di un nuovo mese (e, quindi, di un nuovo calendario). In tal modo, sarà possibile contingentare i tempi e superare di fatto l’impasse che si creerebbe con la discussione dei mille e più emendamenti.

Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà e Fratelli d’Italia non hanno gradito la mossa del Pd Rosato che è stata comunque approvata dalla Camera. Tutto rimandato alla prossima settimana, si spera.

Stamane il dibattito sulla pregiudiziale non ha fatto altro che riconfermare le posizioni in campo: Paolo Sisto di Forza Italia si è espresso come già aveva fatto il capogruppo Brunetta in conferenza stampa. Dai banchi forzisti il nuovo testo approvato dal Senato è accusato di “indeterminatezza”. Dello stesso parere Antonio Leone di Ncd, che ha parlato di una “legge slogan”, troppo incentrata sulla punizione. Il partito di Angelino Alfano si è però astenuto dalla votazione della pregiudiziale.

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#Fatepresto: vogliamo subito la nuova legge sul voto di scambio politico-mafioso

26/03/2014 - in corruzione

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Riparte il Futuro, la campagna contro la corruzione promossa da Libera e dal Gruppo Abele, lancia un appello rivolto a tutte le forze politiche affinché, con il ritiro degli emendamenti presentati, si arrivi quanto prima all’approvazione del nuovo 416ter.

È da più di 400 giorni che i cittadini italiani chiedono la modifica dell’attuale testo. Manca solo l’ultima votazione alla Camera perché sia approvato in via definitiva e diventi legge prima di importante scedenze elettorali, come le elezioni europee ed amministrative. Ma una valanga di emendamenti, oltre mille, al testo già approvato dal Senato minaccia di rallentare o addirittura bloccare il cammino di questa riforma, di cui si parla ormai da oltre 20 anni.

Ad oggi la legislazione non riesce a garantire una adeguata tutela dall’infiltrazione delle mafie nella vita istituzionale del nostro Paese: l’articolo 416 ter del Codice penale considera, infatti, solo il denaro come termine di baratto in cambio di voti. Molto più spesso però il patto si basa su promesse di appalti, posti di lavoro da garantire ai clan, poltrone e cariche influenti: le cosiddette “altre utilità”, inserite nel nuovo testo di legge. Se non viene approvata questa  riforma la logica del favore continuerà a sostituire quella del diritto e del merito. Qualunque provvedimento economico sarà inefficace, perché le risorse si perderanno negli scambi corrotti avvantaggiando le realtà criminali. Diminuendo la credibilità nazionale, sarà sempre più difficile attrarre investimenti esteri e nuove opportunità di lavoro, specialmente per i giovani. Ci rivolgiamo ora a tutte le forze politiche perché si arrivi quanto prima a una votazione senza ulteriori proroghe e dilazioni.  Fate presto, vogliamo che il 416ter diventi legge subito!

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Voto di scambio, battaglia alla Camera – la rassegna stampa di #riparteilfuturo

25/03/2014 - in corruzione

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Il testo sul voto di scambio arrivato dal Senato  non piace a Forza Italia che presenta una pregiudiziale di costituzionalità e circa 1000 emendamenti. Dovrebbero servire a bloccare l’esame del provvedimento che ieri è approdato in aula con l’intento di essere approvato entro venerdì. Per approfondire leggi la notizia su La Repubblica e  su Corriere della Sera.

Il voto definitivo per la riforma del 416ter, chiesto a gran voce da oltre 430.000 cittadini firmatari della petizione “Riparte il futuro”, potrebbe dunque slittare. Questo è il momento in cui tutti noi dobbiamo far sentire la nostra forza per riaffermare che la nuova legge sullo scambio elettorale politico-mafioso va approvata subito, senza ulteriori tentennamenti e dilazioni.

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