Un anno fa la legge anticorruzione: riprendiamo il percorso della 190 e guardiamo al futuro

Il 6 novembre 2012, con la legge anticorruzione 190 (detta “legge Severino”), è stato inaugurato un processo di riforme avente l’obiettivo di dotare l’Italia di una legislazione efficace e in linea con le convenzioni internazionali a cui aderisce. Il testo emanato presenta vizi da eliminare e virtù da incoraggiare: per questo occorre immediatamente riprendere la strada delle riforme e dell’impegno, senza indietreggiare sui buoni passi fatti.

La 190 da un lato non risolve, anzi in alcuni casi complica, il lato penale, introducendo fattispecie che pretendono dal magistrato competenze da sociologo piuttosto che da esperto di diritto. È fondamentale andare verso una semplificazione che miri alla logica della disciplina, evitando l’aggrovigliarsi delle fattispecie. Altre nuove fattispecie inserite su pressione internazionale, come la corruzione privata e il traffico di influenze, restano ancora da definire in maniera più appropriata, sia in termini di pene che di applicazione, al fine di avere un impatto reale.

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Quanto alle virtù, la vera forza della legge Severino sta nell’aver aperto le porte al mondo della prevenzione. Se è vero che la prima prevenzione è la certezza del diritto (e quindi le due anime, preventiva e di contrasto, non sono affatto in contrapposizione quanto in simbiosi), ora tutte le Pubbliche Amminstrazioni sono chiamate a impedire i comportamenti corruttivi che avvengono al loro interno e a essere trasparenti. Anche il sistema preventivo immaginato non è scevro da limiti, ma imbocca un buon percorso su cui continuare.

Inoltre, la legge prevede un innovativo ruolo al cittadino, riconoscendogli il diritto di sapere, di monitorare e di partecipare. Diritti che la campagna Riparte il futuro si impegna a concretizzare, trasformando i buoni propositi in strumenti reali.

Da un lato occorre quindi impegnarsi a applicare questa legge e sperimentarla senza attendere oltre, specialmente sul lato preventivo, anche al fine di far emergere imprecisioni e possibili miglioramenti. Dall’altro lato, sempre con vigore e velocità, occorre intervenire su quegli aspetti penali rimasti irrisolti, cominciando dall’introduzione della voce “altra utilità” alla norma che disciplina il voto di scambio politico-mafioso, come richiesto dalla petizione, senza cadere in ambiguità su altri aspetti della legge.

Riparte il futuro porterà avanti il suo impegno a tutti i livelli: incoraggiando la ripresa del percorso normativo, fermo ormai da un anno, ma anche affinché siano resi concreti tutti gli aspetti positivi presentati.
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Leonardo Ferrante